Quando si pensa ad una maestra o ad un’insegnante l’idea maggiormente diffusa è una copia carbone della sig.na Rottermeier, il cui unico compito è quello di tenere in riga i bambini, specialmente quelli ribelli, e che tale attività venga prevalentemente fatta con l’utilizzo di noiosissimi tomi che insegnino a scrivere, leggere e a fare di calcolo.

Beh, nonostante da alunna ne fossi fermamente convinta, nel momento in cui mi sono trovata dall’altra parte della barricata ho scoperto un mondo in cui non tutto è nero su bianco contornato da piccole lettere asettiche: esiste infatti un universo colorato in cui ogni pagina sfogliata è di grande aiuto a quanti lo maneggino. Un po’ come i Lego: da 0 a 99 anni.

Purtroppo questo è un periodo buio per la narrativa per l’infanzia: ovunque si vedono complotti di ogni genere! Quel libro istiga all’omosessualità, quest’altro alla perversione sessuale, questo alla dipendenza affettiva genitoriale, questo al culto di kthulu in latino, quello all’iperattività e quest’altro addirittura ai capricci per non mangiare la verdure!

Per carità ognuno dà una propria interpretazione a ciò che vede o legge ed è tutto frutto, appunto, del nostro vissuto non solo interiore ma anche affettivo e sociale, cui si è stati esposti durante l’infanzia: e allora perché non allargare questi vissuti con qualcosa che sia di facile fruizione per i nostri destinatari così da fornire loro un ampissimo bagaglio di esperienze cui attingere in caso di bisogno?

Ho deciso, quindi, di cominciare con un semplice libretto ma, dal tema molto sentito e caro a tutti i bimbi tra i due e i tre anni: “Corso di pipì per principianti”.

È il tema classico che intorno a quest’età diventa non solo di dominio pubblico (la mamma chiede alla nonna, che chiede all’amica, che sente la nuora, che sente la signora Gina e che alla fine si decide a consultare il pediatra e la maestra) ma anche di pubblico imbarazzo perché se scappa in giro… che vergogna.

Corso di pipì per principianti

Il libro, scritto e illustrato da Mo Willems, è molto semplice e sinceramente molto incoraggiante. Sfogliandolo quello che salta subito all’occhio sono le parole: scritte in stampatello e ben distanti l’una dall’altra, permettendo una lettura e drammatizzazione ricca ma rispettosa del tempo necessario per concepire con calma quanto spiegato.

Una banda di piccoli topolini è l’espediente narrativo e visivo utile ad incoraggiare quanti guardano e a sostenere letteralmente le parole scritte dentro bandiere, cartelloni, striscioni e che come allo stadio vengono esibiti per sostenere il proprio beniamino.

Devi dimostrare che sei grande!

In ogni pagina si intensifica la scoperta delle proprie capacità e soprattutto della propria responsabilità perché alla fine “fare finta di niente” non serve a nulla, per cui trova un accordo con te stesso: vedrai, ti sentirai meglio e ne sarà valsa la pena!

Illustrazione dopo illustrazione i nostri amici topolini, che aiutano i bambini protagonisti del racconto, ci dirigono efficientemente verso la nostra destinazione:

Il gabinetto

Beh con un tifo del genere nessuno riesce a sentirsi sminuito per cui tutto diventa più facile, soprattutto se hai qualcuno che crede in te.

Certo i modi di fare pipì sono tanti e ognuno decide quale lo aggrada di più, ma in linea generale dopo averla “fatta tutta”, aver utilizzato la carta igienica ed aver usato lo sciacquone:

Lavati le mani!

Ogni momento è ben evidenziato. Per questa fascia d’età ricordarsi tutta la sequenzialità, o routine, non è sempre facile e immediato, soprattutto se sono molte le cose da tener presenti. Può sembrare esagerato, ma prendersi cura di se stessi è gettare le basi per quel ponte che si chiama coscienza sociale e civile e che col tempo crea non solo il senso d’appartenenza ma anche la capacità di prendersi cura degli altri, soprattutto di chi è in difficoltà!

Bene il corso ormai è alla fine! Le indicazioni sono precise, i disegni sono semplici ma efficaci e intuitivi e poi è un pezzo di vita vissuta, di quotidianità, una cosa che può accadere tra un pochino o subito.

Quello che permane in tutta la lettura è la sensazione di giocoso sostegno che gira attorno a questo delicato argomento, senza violare eccessivamente la privacy di ognuno, buttandola sul ridere senza mai mancare di rispetto.

Alla fine l’importante è provare e se riesce bene ma, se capita qualche incidente, non c’è da preoccuparsi! Succede!

Hail Fanacea!

Se scappa scappa!