Puntuale come le tasse, torna l’analisi militare del vostro Helo preferito riguardo la  settima entusiasmante stagione di Game Of  Thrones. Oggi analizzeremo la sesta puntata della settima stagione “Beyond the wall” parlando di forze speciali (d’ora in poi FS) e delle operazioni di in territorio nemico nonché di personnel recovery (PR) in territorio ostile. ENTUSIASMANTE, no?

Ovviamente offenderei la vostra intelligenza se dicessi che il seguente scritto sarà zeppo di Spoiler della 7×6 come di ubriachi all’Oktober Fest e che se ne consiglia la visione solamente a chi ha visto l’episodio o chi non ha paura degli spoiler perché è un fottuto coraggioso.

Strategia e Politica 

Nell’analisi di oggi, dopo la tregua della puntata precedente, dove di guerra se n’è vista poca, vedremo nel dettaglio l’operazione “acchiappa il mortaccione” voluta da Tyrion e comandata dal nostro Giovanni Neve (aka Jon Snow). L’operazione consiste nel fiondarsi aldilà della barriera, dove scorrazzano le armate dei non morti e pure (come dicono a Bolzano) nu bucchin i fridd, per andare a prelevare uno da portare in dono alla regina Cersei, come prova della loro esistenza. La speranza di Danerys, la sua avversaria nella reclamazione del trono, e del suo staff è quella di dimostrare che  vi è una pericolosa minaccia per entrambi gli schieramenti che bussa alle porte di Westeros e negoziare una tregua.

undead horde attacks jon snow

Molti studiosi di geopolitica si sono sempre chiesti se il palesamento di una minaccia aliena ostile avrebbe portato i popoli del nostro pianeta a mettere da parte finalmente le proprie divergenze e a mettersi tutti una alleanza comune. Questo è un tema che è stato affrontato nei fumetti (Watchmen) ma ancora prima nella televisione con The Twilight Zone (Ai confini della realtà) ed in entrambi i casi l’unione contro un “nemico” comune serviva ad evitare la fine del mondo e dell’umanità con esso.

Non ci è dato ancora sapere se la cosa sortirà l’effetto sperato, quindi, per il momento, scendiamo dai pomposi gradini della strategia e abbassiamoci a quelli della tattica, andando ad analizzare nel dettaglio la missione.

Le Forze Speciali di Westeros

Special forces of westeros the eastwatch

Il Giovanni Neve, che non sa nulla, riesce a radunare al Castello Nero una bella squadra di spadaccini esperti che lo assisteranno nella sua missione aldilà della barriera. Come ho preannunciato prima, portando a raffronto con dinamiche moderne, tutto ciò ricorda un po’ una tipica missione delle moderne forze speciali. Le Forze Speciali sono infatti costituite da soldati scelti che vengono sottoposti a un intenso corso di addestramento (in assoluto il più duro) che li porta ad acquisire elevatissime capacità belliche e a diventare delle vere e proprie elite militari. Per utilizzare una terminologia da cinema hollowoodiano sono “il meglio del meglio del meglio” che hanno da offrire gli eserciti tradizionali (dopo, ovviamente, gli elicotteristi). Come capacità ricordano molto la squadra della morte assemblata da Re Jon, che sono effettivamente una sorta di “dream team” (seh, come no. Meglio che leggiate questo) di quanto visto fin’ora nella serie di GOT. Morti e nemici esclusi, ovviamente.

Anche la natura dell’operazione ricorda molto quella che le forze speciali possono essere chiamate a condurre. Gli operatori delle FS infatti sono addestrati a compiere missioni aldilà delle linee nemiche, in territorio controllato dalle forze militari dell’avversario, dove possono essere infiltrate e condurre operazioni in “clandestinità”. La missione di John si svolge infatti aldilà della barriera, confine artificiale creato per dividere ciò che è sotto il controllo dell’uomo di Westeros e ciò che non lo è. Come abbiamo scoperto nelle precedenti serie attualmente è tutto sotto il controllo del Night King.

L’obiettivo

L’obiettivo delle squadra di Jon è a sua volta coerente con quello per il quale vengono utilizzate le FS. Più che per obiettivi tattici, come l’eliminazione di un’ unità militare nemica, le forze speciali trovano il loro miglior utilizzo nell’ambito economia delle forze, (che abbiamo tratto qui) per il raggiungimento di obiettivi di rilevanza strategica, come per esempio il danneggiamento di strutture chiave nemiche irraggiungibili dalle forze regolari o l’uccisione/cattura di VIP (non stiamo ovviamente parlando di Briatore, ma di personaggi che rivestono una grande importanza per il nemico). Nel gioco del trono di spade, il rapimento di un non morto è sicuramente un obiettivo di questa taratura, in quanto si presume che possa portare a una tregua tra i due eserciti che attualmente si stanno affrontando a Westeros.

La disciplina

Sicuramente quello che manca al personale dell’operazione, oltre alle cose trattate precedentemente, è una buona dose di disciplina. Il mito degli operatori delle forze speciali li vuole sempre con un comportamento tendenzialmente sopra le righe, con scarso assetto formale e una vita che si distanzia da quella delle forze regolari e la loro rigida disciplina militare. A tutto ciò però contrappongono una estrema professionalità e una assoluta disciplina quando sono chiamate ad operare. È palese che una piccola mancanza di professionalità di uno degli operatori in missioni delicate, come quelle condotte in “clandestinità” in territorio nemico, potrebbe compromettere l’esito dell’ operazione e la sicurezza propria e della propria squadra.

You Know Nothing Giovanni Neve

Ma vediamo ora quali sono stati i grossolani errori commessi dalla nostra squadra delle forze speciali durante la puntata:

Uno degli errori più gravii è la presenza del nostro Jon, Re del Nord, e di Tormund, leader dei bruti. Entrambi, infatti, prima di essere degli ottimi guerrieri sono i leader dei loro popoli e una loro perdita in un’ operazione ad alto rischio, come quella che vogliono affrontare, potrebbe compromettere le sorti della guerra e del continente occidentale.

Il secondo grosso errore strategico di Jon è quello di non passare per Winterfell, la sua casa base, dove avrebbe potuto rassettare per bene le idee e scoprire cose assolutamente utili per le sue intenzioni. Come, per esempio, il fatto di avere un fratello che ora è una sorta di onniscente Dottor Manhattan (per rimanere in tema Watchmen) e può comandare dei droni-uccello che possono volare tranquillamente aldilà della barriera. Avrebbe potuto utilizzare tutto ciò per fare attività di intelligence sul terreno e sul nemico e far osservare a Bran la missione in fase condotta, rendendolo capace di chiamare assetti in aiuto nel caso le cose non fossero andate come pianificato.

Le operazioni militari, soprattutto quelle speciali, richiedono però un’ intensa pianificazione, che si deve basare sulla base delle varie informazioni raccolte da una accurata fase di intelligence. Cruciale è soprattutto interrogarsi sui vari “what if” che si potrebbero presentare in fase di condotta, stabilendo a priori una serie di operazioni, semplici, rapide ed efficaci, da poter attuare se le cose non dovessero andare al meglio. L’improvvisazione sul campo in fase condotta molto raramente si rivela essere la scelta migliore. Una domanda molto semplice che il nostro caro Jon (che del resto non sa niente) poteva farsi è questa: “Cosa facciamo se ci beccano e ci cominciano a riversare TONNELLATE DI NON MORTI contro?” Ma Jon Nevolino non fa nulla di tutto ciò. Assembla (passivamente) un paio di personaggi a Dragonstone (addirittura gli ultimi quattro si aggiungeranno all’ultimo momento alla barriera) e si fionda a testa bassa in territorio nemico.

Ma la scelta più stupida di tutte, oltre alla superba stronzata delle sassate di Clegane, è  quella del nostro Jon che, nel delicato momento dell’evacuazione aerea operata da Daenerys, preferisce continuare ad abbattere nemici piuttosto che salire sul drago e permettere a tutti di telare il prima possibile. Cosa non si fa per non intaccare il proprio indicatore combo!

Cavalleria dell’aria

viserion and rhaegal fly over dragonstone

A questo punto la nostra analisi va proprio a posarsi sulla nostra nana preferita e la sua cavalleria dell’aria. Come detto l’azione di recupero aereo ricorda molto quelle di Personnel Recovery (d’ora in poi PR), che è un’ importante capacità che consente il recupero di personale alleato rimasto in situazioni di isolamento con interventi mirati e tempestivi. le PR sono concepite soprattutto per il recupero di personale che può operare oltre le linee nemiche come, appunto, le forze speciali o equipaggi di volo abbattuti o costretti ad atterraggi di emergenza in territorio ostile.

Timing

Questo tipo di azioni militari devono essere assolutamente definite in fase di pianificazione e devono svolgersi nel minor tempo possibile. Il minor tempo possibile non vuol dire che siano sempre istantanee ma comunque dovrebbero essere minori del “mandiamo Gendry a fare una maratona a piedi fino alla barriera, dove potrà dire di scrivere una lettera, che verrà mandata via corvo verso Dragonstone e, dopo che il corvo avrà percorso tutto il tragitto per arrivare li, sperando che Daenerys sia li e che la legga subito, questa cavalchi i draghi e voli verso di noi e, dopo aver percorso tutta la distanza necessaria e sperando che ci trovi subito in mezzo a una distesa di ghiaccio, ci venga a salvare”. Solo a dirla, è già morto qualcuno.

Pianificazione

Sicuramente con una buona pianificazione, un rischieramento dei preziosissimi assetti aerei in una zona alleata ma più prossima alla zona di operazioni e l’osservazione costante di un Bran tattico con i suoi droni-uccello avrebbe accorciato i tempi di molto. Ma grazie ai super poteri degli sceneggiatori della serie l’operazione si risolve in un battibaleno e la nostra Daenerys decolla con tutti e tre i draghi verso la barriera.

viserion and rhaegal give air support to Jon Snow

Questa volta la scelta di Danerys non è sbagliata e ricalca in tutto e per tutto una attività PR condotta in terriorio ostile. Ritrasformiamo quindi i nostri draghi in assetti aerei reali e moderni. Drogon è utilizzato per il recupero di personale e possiamo assimilarlo a un ETT (elicottero da trasporto tattico) come l’NH 90,

Drogon as a NH90 helicopter for fanacea

gli altri due sono utilizzati per la sicurezza e possiamo paragonarli a degli EES (elicottero da esplorazione e scorta, un modo politically correct che hanno trovato in Italia per chiamare quelli che negli altri paesi chiamano ATTACK HELICOPTER) come l’AW 129.

viserion and rhaegal as an AgustaWestland AW129 helicopter

Gli EES si muovono sempre in coppia, per difendersi meglio, e forniscono, con la loro imponente capacità di fuoco, la sicurezza a tutto il restante complesso aereo (che è comunque  dotato di mitraglieri che garantiscono tuttavia una difesa decisamente minore). L’azione aerea inizia con una cospicua erogazione di fuoco sulle truppe nemiche per creare una bolla di sicurezza nella quale far atterrare Drogon.

dragon uses fire to block the undead army

Durante l’imbarco del personale da recuperare, azione delicatissima, nel quale l’ETT (Drogon) è al massimo della sua vulnerabilità, gli EES (Viserion e Rhaegal ) continuano la loro azione di fuoco per tenere impegnate le truppe nemiche.

L’inteligence

Se non fosse per la stupidità dell’uomo che non sa nulla (aka Jon Snow), che continua a menare non morti non si sa per quale ragione, l’operazione avrebbe potuto anche svolgersi in tempi brevi e risultare un completo successo, ma così non accade ed il Night King abbatte uno dei due EES (Viserion) costringendo Daenerys a decollare immediatamente.

viserion is killed by the ice spear

Questa è sicuramente una diretta conseguenza della mancata Intelligence operata da Jon. Una cosa fondamentale, per il corretto impiego di un assetto aereo, è la conoscenza delle armi a disposizione del nemico, soprattutto quelle contraeree. I piloti dei mezzi aerei devono sapere perfettamente dove sono dislocate le armi che li possono interessare per poter scegliere i profili di volo più idonei e poter valutare bene il rischio nel caso dovessero prendere decisioni delicate in fase di condotta. Anche se la lancia di ghiaccio più che a un missile a ricerca di calore è assimilabile a un RPG, il suo effetto è devastante e abbatte immediatamente il drago, creature che si erano dimostrate resistenti anche ai FRECCIONI scagliati alla battaglia di Blackwater Rush. Jon, sei veramente il peggiore.

the night king kills viserion with the ice spear

Chiudiamo l’analisi tattica ed eleviamoci ad osservare lo scacchiere di forze ormai irrimediabilmente cambiato: la nostra Dany, con la morte e zombificazione di uno dei suoi draghi, perde così quell’unicum del quale disponeva (ossia l’assetto aereo) lasciando in mano al suo nuovo nemico il Night King una creatura (forse) più potente delle sue.

viserion undead ice dragon

Chissà cosa succederà!

Ci rivediamo alla prossima battaglia,

HAIL FANACEA!