Indie Arena Booth (http://www.indiearenabooth.de) è lo stand che ospita al Gamescom sviluppatori indipendenti da tutto il mondo, e quest’anno è arrivato alla sua quinta edizione con uno spazio di oltre 1000 metri quadrati e circa 80 giochi in mostra da 24 paesi diversi.

Al riparo dalle code mostruose dei colossi dell’intrattenimento, abbiamo potuto provare alcuni giochi che avevano colpito la nostra attenzione durante il primo giro al mattino e anche scambiare due parole con gli sviluppatori.

Ecco i cinque titoli di cui attendiamo l’uscita con impazienza!

Blind

http://www.blindvrgame.com

Avete mai provato un gioco per VR? Io no, e a conti fatti andava meglio così, perché adesso che ho provato Blind ne voglio uno, e il mio portafoglio piange.
Blind è un thriller psicologico: dopo una brevissima intro in cui si intuisce che si è verificato un qualche incidente, ci si risveglia al buio e in una stanza sconosciuta.
Siamo ciechi, ma non completamente: scopriamo subito che facendo rumore le onde sonore si infrangono sugli oggetti e ne rivelano i contorni per un attimo, sufficiente per iniziare a capire come muoverci.

L’esperienza nel complesso è molto coinvolgente e gli enigmi da risolvere per avanzare da una stanza all’altra sono quasi superflui rispetto a quanto mi ha colpito l’esplorazione dell’ambiente tramite questa sorta di ecolocalizzazione.

Blind

Ovviamente sono riuscita a fare la mia solita figura da disadattata, non capendo con che tasti prendere il bastone per far rumore ho passato buona parte della demo a tirar su oggetti a caso, lasciarli cadere a terra e raccoglierli ogni tre passi, finché il simpatico sviluppatore in rappresentanza non si è impietosito e mi ha suggerito come fare.

“Il bastone per fare rumore lo prendi con il dorsale a destra”
“Bastone? Che bastone..? AHHHHH NON L’AVEVO VISTO..!” …
Silenzio, cala il sipario, finisce la demo e scappo.

Demo di Blind

All I have is Time

http://www.threaks.com/portfolio/all-i-have-is-time

Avevo già preso il flyer di All I have is Time, che mi aveva attirato per la grafica, ma solo al secondo giro ho notato la cabina a forma di orologio e chiusa da una tenda scura che fungeva da postazione per la demo. Non puoi fare figuracce se nessuno ti vede giocare!

All I have is Time stand

All I have is Time demo

Scosto quindi la tenda e mi ritrovo immersa nel buio, con solo una piccola candela a fianco del monitor a fare un po’ di atmosfera.

In All I have is Time un tragico incidente ha trasformato la città della protagonista in un’area devastata e desertica. Spostandoci nel tempo nei tre diversi stati della vita di Nessa (bambina, adulta e all’inizio del gioco anziana) dovremo cercare di capire se e come si sarebbe potuta evitare la catastrofe.
Questa meccanica ci permette inoltre di sfuggire ai vari pericoli che ostacoleranno la nostra avventura in modo atipico ma interessante, come ho avuto modo di scoprire nei primi cinque minuti di gioco. Sono davvero curiosa di vedere come evolveranno la storia e gli enigmi presenti!

Another lost phone: Laura’s story

http://accidentalqueens.com/anotherlostphone

Qualche anno fa, durante una serata alla seconda o terza edizione dell’Home Festival, trovai un telefono per terra. Che fare?
Non era uno smartphone, quindi avevo accesso a ben pochi dati per riuscire a rintracciare il proprietario, tuttavia ho provato lo stesso a capire quali potessero essere i contatti giusti e mezz’ora più tardi, dopo aver telefonato a mezza Napoli e aver rischiato una crisi parlando con la morosa, sono riuscita a restituirlo. Nel complesso è stata una mezz’ora interessante in cui mi sono sentita un po’ detective, e Another lost phone (soprattutto se giocato da mobile) mi ha ricordato quell’esperienza.

Another lost phone: Laura’s story (e il suo predecessore A normal lost phone) è infatti una sorta di indagine narrativa che vi porterà ad analizzare messaggi, foto, email e applicazioni per cercare di scoprire cos’è accaduto ai proprietari del telefono, scomparsi in entrambi i casi.
Caratteristica forte di questi “giochi” è la scrittura, che riesce a far empatizzare con i vari personaggi e coinvolgere al punto tale che quasi vi dimenticherete di avere in mano il vostro telefono.

Unforeseen Incidents

http://www.backwoods-entertainment.com/unforeseen-incidents

Appassionata come sono di punta e clicca, non ho potuto fare a meno di notare Unforeseen Incidents, se non altro per le splendide illustrazioni 2D, tutte realizzate a mano.

Unforeseen Incidents disegni

L’avventura si svolge nel mezzo di un disastro apocalittico, con un virus mortale che si sta diffondendo nel mondo senza sosta. Giochiamo nei panni di Harper Pendrell, un giovane che un giorno riceve un messaggio da una donna morente, e si ritrova coinvolto in un viaggio pieno di misteri e terrificanti rivelazioni, da cui dipenderà il futuro di tutto il genere umano.

Purtroppo causa tempi stretti non sono riuscita a provarlo, ma visti i disegni e la trama non vedo l’ora che esca!

Russian Subway Dogs

https://spookysquid.com/rsd

L’incipit è molto semplice: sei un cane che vive in una stazione della metro russa e devi spaventare i viaggiatori che scendono dai treni per poter rubare il loro cibo e sopravvivere così più a lungo.
Abbaiando alle spalle dei passeggeri, lanceranno in aria il loro cibo che, una volta a terra potrà essere facilmente recuperato, fino al sopraggiungere di una nuova minaccia, che va ad intaccare la vostra già fragile vita: altri cani randagi, attratti dalla quantità di cibo che riuscirete a recuperare. Per potersi sbarazzare di questi sgraditi ospiti potete contare sui turisti che bevono vodka. Una volta spaventati, questi personaggi faranno volare la loro bottiglia che, all’impatto col suolo, esploderà portando con se i cani randagi nelle vicinanze.

Il gioco è un classico bidimensionale a schermo fisso, con una grafica molto colorata ed accattivante, una giocabilità semplice ed una colonna sonora veramente incalzante. Luca, che lo ha provato per solo cinque minuti, non vede l’ora di vederlo comparire su Steam per farlo immediatamente suo e salvare così le vite dei poveri cagnolini che vivono nelle fredde stazioni della metro russa.

Per ora è tutto, dal Gamescom con amore, auf wiedersehen e hail Fanacea!