Eccoci qua, il vostro erede è nato. Il parto è un ricordo ancora fresco ma non fa più paura. Una gioia pazzesca vi scalda il cuore e vi sentite più leggere, non solo perché non avete più in pancia quei kg di bambino-placenta-liquidi vari. Godetevi il momento perché siete ufficialmente entrate in questo pazzo periodo che è “la quarantena” e partorire vi sembrerà una passeggiata!

Così, d’incanto vi trasformate in Two Face. I cari, simpatici, pazzerelli ormoni prenderanno il sopravvento. Magicamente non sarete più fatte del 60% di acqua ma del 90% ormoni e 10% di latte. In questo periodo capita di trovarsi in lacrime per una sciocchezza. Io ho pianto per il mascara che non mi si toglieva bene, per i peli delle gambe, per un pannolino messo male che mi ha fatto trovare la bimba piena di popò fino al collo, per la pubblicità delle merendine Kinder, per la morte di Silente e di Piton, per gli assorbenti per le tette!

Già, non c’è fine al peggio e, se allatterete al seno, vi dovrete mettere le coppette assorbi latte per evitare di diventare miss maglietta bagnata. La montata lattea renderà le vostre tette dure e assurde. Neanche la corazza di Xena la principessa guerriera potrà eguagliarle.

Tanto dure e apparentemente invincibili saranno le tette, tanto delicati e fragili saranno i capezzoli. Allattare all’inizio fa male, ma c’è da aspettarselo, è una zona molto delicata, prima veniva stuzzicata nei momenti giusti per poco tempo… d’ora in poi, invece, avrete una sanguisuga perennemente attaccata ai vostri capezzoli ed il suo unico scopo sarà il prosciugamento del vostro seno! La sua distruzione!!!

E sperate che non vi vengano ragadi, ingorghi, mastiti o il culo ancora più grosso. Perché il culo? Perché quando si allatta si vorrebbe mangiare continuamente. Si consumano molte calorie allattando e questo fa si che abbiate sempre molto appetito, soprattutto di dolci. Io ho sempre preferito il salato ma, da quando allatto, faccio un dolce ogni 3 giorni, che finisce in 2, quindi di dimagrire per ora non ne ho intenzione, a meno che il mio metabolismo non diventi come quello di Goku.

Dicevo degli sbalzi ormonali. Questi metteranno il dubbio al vostro compagno di stare con una bipolare. Se solo non allattassi, lui, qualche goccia di bromazepam nel caffelatte la mattina me l’avrebbe messa. Ah ovviamente ho pianto pure per il caffè, che ora devo bere solo decaffeinato.

Il ruolo del padre in questi primi 40 giorni è più duro di quanto si pensi. Per quanto ci provi ad aiutarvi, a cambiare la creatura, a prepararvi la cena, a portarvi l’acqua con le orecchie, vi farà saltare i nervi per qualsiasi cosa. Io mi rendo conto di essere stata molto intrattabile in quel periodo, e devo ringraziare il padre di mia figlia per aver pazientato, per aver fatto del suo meglio e per essere Batman.

Gli uomini si possono impegnare al massimo, ma diciamocelo, alla fine nessuno sa, al primo figlio almeno, come ci si debba comportare. Ed è qua che subentra una cosa molto antica, primordiale, direi quasi animale. Si tratta dell’istinto materno. Ed è per questo che voi avrete una marcia in più dei papà. L’istinto in questo periodo farà da padrone perché potete anche leggervi l’enciclopedia del neonato, le istruzioni per l’uso (non esistono ovviamente, ogni bambino è a sé), ma qualsiasi corso o volume scritto dalla mamma perfetta (anche questa non esiste) non varrà una pippa con vostro figlio.

La signora in coda dopo di voi al supermercato, mai vista in vita vostra, vi darà consigli su come crescere, vestire, allattare, svezzare, istruire vostro figlio. La suocera vi dirà che lo vestite troppo, vostra madre troppo poco. La vicina di casa che lei, per evitare le coliche, dava sangue di unicorno come tonico al neonato. La signora del fruttivendolo vi consiglierà di mangiare bacche rare, ecuadoregne, colte da una tribù composta da nani aborigeni, che costano come l’oro, che solo lei vende, per fare latte. Ma solo voi saprete che cosa va bene per il vostro bambino. Gli altri fulminateli con lo sguardo alla Scott Summers.

Alla fine un neonato nel momento in cui gli dai da mangiare, lo tieni pulito, e lo lasci dormire ti annoierà pure. Non c’è molto da fare, mangiano e dormono. A meno che non subentrino le coliche. In quel caso siete fottute.

Addio sonno, addio serenità, addio salute mentale. Ho parlato con mamme che, per via della privazione del sonno, hanno pensato di scrivere alla Franzoni per esprimere la loro solidarietà. Alcune come vedono il papà rientrare dal lavoro gli mollano la creatura e, con la scusa di dover fare la cacca, scappano in bagno e dormono sedute sulla tazza almeno una ventina di minuti.

Eh, la cacca. Trovare il tempo per farla in santa pace sarà arduo perché il neonato sa che vi state prendendo 5 minuti di “riflessione” e ve lo impedirà urlando a squarciagola appena vi siederete sul “trono”, un po’ come quando sarà pronto da mangiare. Non mangerete qualcosa di caldo per un po’.

La mia bambina, per fortuna, dorme molto e, per non annoiarmi, il primo mese ho praticamente giocato con le bambole. Solo che io la vestivo da Superman o da Batman.

Il tempo per lavarsi viene drasticamente limitato. La doccia non sempre si riesce a farla. Mi è capitato più volte di lasciare la piccola, lavata, sfamata e sistemata al padre, di entrare in doccia insaponarmi i capelli e solo nel momento di massimo relax sentire un urlo provenire dal corridoio “aaamoreee ma la piccola piange, dici che ha fameee???” oppure, “aaamoreee ma perché le stavo facendo fare volavolavola ed ha rigurgitato?” quindi fuori in 60 secondi dalla doccia e riprendi la situazione sotto controllo.

Ora opto per lavami solo nel momento in cui tutti dormono, più o meno verso mezzanotte e mezza. Attente a non fare come me però, mi sono trovata troppo stanca per scendere nel bagno di sotto, dove ci sono le mie cose e mi sono lavata nel bagno dove tengo le cose della piccola. Shampoo contro la crosta lattea, zero balsamo, olio lavante e pettine piccolo della pupa.

Risultato? Sembravo Maga Magò versione cotoletta, ma almeno non puzzavo più di latte!