Ready Player One e Steven Spielberg. Serviva dire altro? Dopo varie peripezie e molto hype siamo riusciti ad accaparrarci i biglietti per la proiezione in anteprima, e visto che ognuno ci teneva a dire la sua a riguardo abbiamo deciso di riproporre il modello di multi recensione testato con Star Wars: Gli Ultimi JediQuest’articolo verrà costantemente aggiornato nei prossimi giorni, in particolar modo dopo l’uscita ufficiale nelle sale.

Se non avete ancora visto il film, chiudete immediatamente e fuggite (sciocchi).
Il titolo dovrebbe essere già abbastanza esplicativo, ma ve lo ricordiamo un’altra volta che non guasta mai: queste recensioni contengono ogni sorta di spoiler. Spoiler leggeri, spoiler giganteschi, spoiler rotanti.

Poi non dite che non v’abbiamo avvertito! 😉

Capo Oro su Ready Player One

L’hype per questo film era alto, montato a dismisura nelle ultime 24 ore precedenti alla proiezione.
Il film, pur discostandosi parecchio dal libro, intrattiene e diverte, soprattutto quello che da l’impressione di divertirsi più di tutti è Steven Spielberg che sembra essere tornato indietro agli anni 80 per girare un film come non vedevo fargli da tempo.
L’inquadratura con il T-rex è una autocitazione a Jurassic Park, belli anche i diversi omaggi a Zemeckis e a Ritorno al futuro (di cui Spielberg era produttore), insomma non poteva esserci regista migliore per un film del genere.

Parlando del film più nello specifico non è certo un capolavaro intendiamoci, è un film leggero indirizzato ad un pubblico giovane con qualche strizzata d’occhio ai più grandicelli.
Dimenticatevi l’effetto nostalgia del libro in cui gli anni 80 ci venivano mostrati in tutte le forme diverse: videogiochi si, ma anche musica, cinema e cultura popolare; qui quell’effetto non c’è (o perlomeno io non l’ho percepito così forte come nel libro) ma ci può stare.
Gli unici difetti che ci posso trovare così a caldo sono: la poca “critica” alla società che, se nel libro era presente (il mondo in degrado, quasi al suo collasso, e Oasis come unica alternativa seppur FINTA) nel film è praticamente nulla e la pochissima caratterizzazione dei personaggi principali.

Credo che non si potesse fare di meglio e tirando le somme è un film che promuovo a pieni voti poiché intrattiene, fila che è una bellezza, è girato come Dio comanda (Bay e Snyder imparate come si girano scene concitate con veicoli!!!!) e sopratutto funge da collante tra vecchia e nuova generazione divideogiocatori (unendo vecchie glorie con i brand più recenti come Halo, Overwatch o Minecraft).

Bello l’omaggio a Warren Robinett e al primo easter egg nella storia dei videogiochi che, insieme alla megascena di Shining  e a quando compare il Gundam, mi ha fatto venire i brividi dall’emozione.

IL CAPO su Ready Player One

Un film divertente per una nuova generazione, nolstalgica verso cose che non ha mai vissuto.

Menzioni d’onore per Lena Waithe (non poteve esserci una scelta di casting migliore per Aech), un Kong che non si era mai visto così in salute ma soprattutto spaventoso, e i feels del rivedere l’Overlook Hotel riprendere vita. Se a quel punto del film non vi siete chiesti “Cosa ci faccio ancora qui? Devo entrare in Oasis e vivere da dentro tutti i miei film preferiti!” siete solo dei SIXERS!

Ultimo ma non ultimo lui il vero momento Ohmioddio del film: Daito ed il suo Gundam RX-78-2

“No Maria IO esco e SCELGO LA FORMA DI GUNDAM!”

Giulia su Ready Player One

C’è riuscito. Steven Spielberg è riuscito, con Ready Player One, a dimostrare ancora una volta che da un grande potere derivano grandi responsabilità e che da un gran bel libro si può trarre un gran bel film.

Ready Player One è una storia di intrattenimento puro. Molti dicono che il libro sia scritto male: sarà, ma a me sembra che quello che deve fare, ovvero divertire e coinvolgere al massimo, lo faccia benissimo. Ed è anche merito dello stile semplice e diretto che permette a chiunque di divorarlo dalla prima all’ultima pagina.

Il film non è da meno: tutte le modifiche a sfide e andamento della gara esaltano moltissimo il ritmo di questo media così diverso, senza però snaturare l’anima della storia e dei suoi protagonisti. Ecco quindi sparire senza troppa sofferenza Ludus e la tomba degli orrori: al loro posto una folle, appassionante e pericolosissima gara alla Mario Kart con esplosioni, T-Rex e King Kong da evitare a bordo della mitica DeLorean.

E poi Shining: nel libro non c’è traccia, zero, neanche il minimo accenno.
Eppure è la sequenza che mi è piaciuta di più: completamente inaspettata, terribilmente reale, mi ha fatto saltare sulla poltrona a più riprese.
Un’ottima realizzazione di una delle features più affascinanti offerte da Oasis, ovvero la possibilità di vivere in prima persona i propri film preferiti.

Ready Player One è una festa per gli occhi, tra effetti speciali e citazioni da ogni dove, per le orecchie, grazie alla scoppiettante colonna sonora, e per il cuore.

Auza su Ready Player One

Partiamo col dire che il libro di E. Cline, per quanto scritto in maniera semplice (avoja, vorrei vedermi io a scrivere una roba cosi –> la risposta è NO, non ne sarei in grado), a me piace davvero tanto. Per questo, avevo grosse & grasse aspettative riguardo al film, aspettative che non sono state deluse (grazie Spielberg, sei il migliore).

Lo svolgimento del film differisce molto da quello del libro, ma non è un male, anzi! La struttura è la stessa, cambiano scene e sviluppo della trama ma è tutta una bellezza da centoventi minuti che volano e ti proiettano nella Oasis che abbiamo sempre sognato. Scene d’azione densissime ma davvero fluide, ricche di easter egg, personaggi che vedi di sfuggita e ti fanno lanciare gridolini di eccitazione e sgomento, il Gundam che quando appare ti vien voglia di alzarti e gridare, il Mechagodzilla che già è epico dal nome ma ti servirebbero delle mutande di ricambio quando lo vedi comparire, la corsa per la prima chiave, un tripudio di ostacoli, dinosauri e King Kong spaccatutto e potrei continuare per delle ore.

I personaggi son caratterizzati benissimo, le musiche degli anni ottanta non stonano per niente, anzi, danno un valore aggiunto al senso del film, un mash-up della pop culture con la quale siamo cresciuti e che ci ricorda i bei tempi andati. La scena che più mi ha colpito è la sfida per la chiave di giada, ambientata in maniera PERFETTA all’interno dell’Overlook Hotel –> robe mozzafiato.

Grazie Spielberg, hai trasformato un bel libro in un grande, grandissimo film. 

Paolo Comprotutto su Ready Player One

Intanto liberiamoci del peso del voto: è un gran bel film, 8.

Ok, adesso che siamo più leggeri parliamone un po’.

2 ore e mezza che sembrano una (molto bene), girate con un ritmo incalzante (incredibile come i registi vecchi come Spielberg e Miller facciamo dei film che sembrano girati da diciottenni e i giovani come Snyder facciano film con un ritmo da casa di riposo…) e che vanno a creare quello che a tutti gli effetti è un film anni ottanta, non tanto nelle citazioni, quanto più nella struttura stessa: leggero, avventuroso, sciocco e pieno di buoni sentimenti light.

Il libro mi aveva divertito, ma nulla più, mentre il film mi ha divertito ed emozionato in più di un momento (ma qui è più merito dell’animo nerd, che del film in se… insomma quando metti MechaGodzilla contro un Gundam pilotato da un ragazzo giapponese… chevvedevodì!).

Onore a come è girata la scena della gara, tanto confusa e piena, quanto chiara da seguire: incredibile.

Onore anche al coraggio di Spielberg di “entrare” e manipolare uno dei film del suo maestro. Una mossa assurda, che mi fa provare tanto affetto per quel vecchietto.

Insomma un film solido, divertente, con una CGI presentissima ma non fastidiosa (d’altronde siamo dentro una realtà virtuale) e dove si percepisce in sottofondo uno Steven sorridente e sornione.

Capolavoro insomma? No, piano… piano. Non è chiaramente un capolavoro.

Come tutti i film avventurosi di Spielberg tratta tutto in modo “superficiale”, non scendendo mai nella critica, nei sentimenti profondi, nulla. Tutto è li per intrattenere, non per trasmettere… per quello si deve andare nell’altra metà dei film di Steven.

Non credo resisterà alla prova del tempo, e non credo sia nemmeno un film “ponte” tra generazioni come molti dicono. È un film derivativo, citazionale e diretto solamente ad una generazione: la nostra.

I bambini lo apprezzeranno, ma non lo ameranno. Mettiamocela via: siamo noi i bambini di riferimento, quelli dai 30 in sù.

PS. Anche io avrei scelto la forma di Gundam!

Helo su Ready Player One

Cominciamo subito con il male: non sono un mega fan del libro.

L’ho trovato carino, simpatico, un po’ ruffiano ma ad essere sincero non mi ha lasciato molti atomici momenti emozione come spesso sento dire in giro tra i vari appassionati.

Sarà che ho letto anni prima una delle migliori saghe fantasy di sempre, scritta da uno dei più famosi scrittori di sempre, dove già si potevano trovare cose come come cavalieri malvagi con le fattezze di Doctor Doom, armati con le spade laser dei Jedi e i boccini di Harry Potter e quindi forse mi è un po’ sparito l’effetto WOW dell’opera di Ernest Cline.

Parliamo invece del film.

IL FILM È UN FOTTUTO BANG!

Lo staff guidato da Spielberg, l’uomo che ricordiamo anni prima era riuscito ad unire Topolino e Bugs Bunny in un unico film, in questo riesce ad alzare l’asticella e a regalarci uno dei migliori tributi alla cultura pop anni ‘80-’90.

Al mix aggiunge anche un bell’omaggio al mondo del cinema, una bella storia Old School di ragazzi coraggiosi, ma, soprattutto, una quintalata di cuore.

In una parola (ma con le lineette tra le lettere che fanno pheego): F-A-N-T-A-S-T-I-C-O!

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