Ci siamo interrogati per giorni su chi dovesse raccogliere l’onore e l’onere di recensire l’ultimo, discusso capitolo di Star Wars, e non venendone a capo abbiamo deciso di scrivere ognuno la propria versione. Poiché l’universo cospira e alcuni di noi non sono ancora riusciti a vederlo o a trovare il tempo di ordinare i propri pensieri, quest’articolo verrà costantemente aggiornato nei prossimi giorni.

Se non avete ancora visto episodio 8, chiudete immediatamente e fuggite (sciocchi).
Il titolo dovrebbe essere già abbastanza esplicativo, ma ve lo ricordiamo un’altra volta che non guasta mai: queste recensioni contengono ogni sorta di spoiler. Spoiler leggeri. Spoiler giganteschi. Spoiler rotanti.

Poi non dite che non v’abbiamo avvertito! 😉

 

Capo Oro su Episodio 8

Sarà che ho superato i 30 e la magia di Star Wars sta lentamente abbandonando il mio corpo ma questo episodio 8 anche ripensandoci a freddo non mi è piaciuto.

Il VII pur con tutti i suoi difetti e la molta somiglianza con episodio IV mi aveva emozionato, mi aveva fatto rientrare in quel mondo, in quell’atmosfera che solo Star Wars mi sapeva regalare.

Mentre questo ottavo capitolo mi lascia parecchio amaro in bocca: un inizio molto Guardiani della Galassia con un Poe molto StarLord, toni troppo scherzosi per uno Star Wars ma ci può anche stare, seguito da combattimento spaziale iniziale tutto sommato degno, quindi niente da dire.

Stacco, si passa a Rey che consegna la spada a Luke, “wow momento super-emotion!” e invece, sdrammatizzone con Luke che piglia la spada e la getta via… Ecco il film va avanti tutto così, con momenti che dovrebbero farti provare quel pathos tipico di Star Wars ma vengono smorzati SEMPRE dalla smorfia, dalla battutina e dalla scelta narrativa sbagliata (es. scena Leia).

Snoke muore da stronzo e anche se nel prossimo episodio dovessero spiegarti chi era, a me fotteunaceppa perché tanto è morto da stronzo, se poi dovesse tornare in vita allora ciao, nonsense puro.

La parte centrale dell’inseguimento più lento e stupido della storia e di finn e la ciccioasiatica sul pianeta-casinò poi non ne parliamo: mi è sembrato di passare Da Star Wars ad Harry Potter in uno schiocco di dita, orrore!
Insomma una trama come un groviera e poco pathos mi hanno fatto scendere la catena per questo film e, a questo punto, anche per il futuro della saga. Solo i “nuovi” personaggi non lo fanno collassare su se stesso: Rey e Kylo mi sono piaciuti entrambi molto.

Quello che mi viene da pensare a questo punto è che Star Wars trasmette emozioni diverse a persone diverse e ognuno lo vive a modo suo.
Io semplicemente ho visto un film mediocre che, per me, non ha quasi nulla di Star Wars, sarò vecchio io ma il cambio di rotta che ha preso la saga non fa più per me.
Mi riservo di poter smussare qualche spigolatura con altre visioni, anche se credo non cambierà moltissimo.

 

Zeth Castle su Episodio 8

È successo quello che doveva succedere. Star Wars è andato avanti.

Gli Ultimi Jedi rappresenta il vero nuovo inizio, la vera entrata nel nuovo millennio della saga più famosa di tutti i tempi. Lo fa con la sconsideratezza dei giovani, degli adolescenti, che è assimilabile alla categoria “Coraggio”, certamente, ma con la declinazione “non perfetto”. Andiamo con ordine.

Se vuoi giudicare il film devi prima decidere da che parte metterti.

Un esperto di cinema non può sorvolare su una sceneggiatura molto rapida (il film “corre come se avesse i padroni con le fruste alle spalle” e oltre alla citazione credo che la situazione sia verosimile visto il business correlato) che punta tutto sui colpi di scena, a volta anche molto raffazzonati e non sempre credibili (Leia che ritorna sull’ammiraglia ribelle, il sacrificio finale verso la nave di Snoke, BB8 che riesce in qualunque impresa dimostrandosi persino più efficienti di certi vecchi Jedi). Star Wars voleva cambiare e lo ha fatto con impeto ed entusiasmo.Immaginate un cucciolo appena nato di gazzella: esce dalla pancia della mamma, si tira in piedi a fatica ma rapidamente, comincia a muoversi ma è ancora scoordinato, eppure salta, gira su stesso, consapevole del risultato da raggiungere. Coraggioso, non certo perfetto.

Un vecchio fan di lunga data può storcere il naso di fronte a molte cose. Sfido chiunque a non aver reagito male nella prima scena di Luke Skywalker che getta la spada laser appena ricevuta da Rey. Un vecchio fan dirà che non c’è la magia di un tempo, che ci sono troppi sketch comici (e su questo avrebbe pure ragione), che Snoke non è un Sith all’altezza dei vecchi antagonisti (e meno male, altrimenti saremmo qui a fare eterni confronti, quindi sono assolutamente a favore del suo prematuro “licenziamento”) e che Hux non abbia assolutamente nessun carisma a differenza del vecchio TarkinTutte cose vere, ma che sarebbe un errore mantenerle decontestualizzate dalla totalità del film e soprattutto della nuova saga per intero.

Un ragazzo giovane che finalmente si approccia a Star Wars troverà facilmente tutti gli elementi chiave che hanno reso grande la saga (il rapporto allievo-maestro, le vie della Forza, i combattimenti con le spade laser e quelli spaziali con i caccia, il grande regime totalitarista da debellare, la ribellione intesa come atto di libertà), ma potrà usufruirne mediante un linguaggio e una costruzione più al passo coi tempi, più adatta al contesto in cui viviamo, all’era dei social. E poi troveranno dei protagonisti ragazzi nei quali immedesimarsinon dei vecchi Jedi che hanno fallito e si sono ritirati (salvo poi redimersi alla grande sul finale), o stantii Lord dei Sith fossilizzati sui soliti discorsi di destino e abnegazione. I loro protagonisti sono giovani, combattuti tra Lato Oscuro e Lato Chiaro, sbagliano, cambiano idea, sono confusi, amano, odiano mostrandosi più complessi dei loro vecchi genitori che erano molto più circoscritti (in linea con gli anni 70/80 e con quelli che erano gli schemi narrativi del tempo).

STAR WARS è cambiato, facciamocene una ragione.

Le battute e gli sketch comici sono un trucco (della mente Jedi) per mantenere alta la concentrazione del pubblico che in questi anni è più superficiale, e tende ad annoiarsi presto. Vorrei ricordare che la saga originale non è esente da episodi di comicità demenziale non proprio meravigliosi (l’uscita di scena di Boba Fett, oggi entrata nella leggenda, è una scena ridicola alla Benny Hill Show e ricordiamoci che “la miglior guarnigione dell’Impero” viene sconfitta da un esercito di Ewok, cioè un esercito di orsetti del cuore che lanciano i sassi agli AT-ST).

La velocità della costruzione e anche l’inutilità di molte scene sono dovute al fatto che si voleva ingranare una marcia diversa, fare tanto e farlo presto e quindi questo provoca necessariamente degli errori che a mio avviso sono piuttosto gravi presi singolarmente, ma che nel contesto generale risultano perdonabili.

A noi vecchi fans hanno lasciato un sentimento genuino di fondo, cosa che non si era vista su Episodio VII, un ritorno del caro vecchio Yoda made in Frank Oz (peraltro in uno dei dialoghi più belli del film, con un discorso sul fallimento a dir poco monumentale), la redenzione di Luke Skywalker, molti tributes e richiami  e – a prescindere – un film che sa emozionare e tenere col fiato sospeso.

Disney ha rivolto questo film ad un pubblico diverso da quello che rappresentiamo noi. Per noi ci sono gli spinoff come Rogue One e gli effetti nostalgia. Tuttavia ciò non significa che non possiamo amare anche questo film, oltre i suoi innegabili difetti. Non riuscire ad apprezzare questo nuovo capitolo è un po’ come avere paura di nuotare lontani dal bordo della piscina e prendersela con l’istruttore che non ci ha insegnato bene.

Star Wars ha avuto coraggio. Ci sta provando pur commettendo qualche errore. Proviamoci anche noi ad aver coraggio, c’è una Nuova Speranza.

 

Giulia su Episodio 8

Star Wars episodio 8, appena finito. Non riesco ad esprimermi, dormiamoci sopra, la notte porta consiglio.
Star Wars episodio 8, il giorno dopo. Ancora niente.

Il fatto è che, al netto di ben poche ore di sonno, sull’ultimo capitolo della saga andrebbero scritte due recensioni: una ben poco lusinghiera della prima parte e una decisamente più convinta della seconda.

Durante il primo tempo succedono poche cose, un paio interessanti, alcune bruttine, la maggior parte assolutamente inutili. Su una in particolare trionfa il disagio. Ovviamente avrete già capito a cosa mi riferisco.

C’è silenzio. Il corpo della nostra principessa preferita fluttua nello spazio.
“Ecco. È il momento. Adesso Leia si dissolve in polvere e diventa parte dell’universo. È perfetto”. Avevo già i lacrimoni pronti. Poi all’improvviso, Superman. Una scena incommentabile.
Non centrano l’età, la magia e quelle cose lì, è brutta da qualsiasi punto di vista la si guardi, ma soprattutto è un’occasione sprecata: l’occasione perfetta per far uscire di scena Leia e onorare la memoria di Carrie Fisher in modo epico.

Nella seconda parte succede il miracolo. Tutte le scene che ammiccano alla vecchia trilogia e rischiano di rendere questo l’ennesimo remake diventano qualcos’altro, e Star Wars fa qualcosa di raro tra i blockbuster recenti: mi stupisce. Addirittura in un paio di scene mi emoziona.
Guardo Rey e per una frazione di secondo e per la prima volta nella mia storia di visione di Star Wars non so più che ruolo abbia la nostra protagonista.
Guardo Kylo Ren, guardo la potenza della sua carica espressiva senza quella ceppa di maschera, e rivaluto totalmente un personaggio che nell’episodio precedente non mi aveva dato nulla.
E tante belle cose che nel complesso prevalgono su altre un po’ “meh”.

Episodio 8 non mi è piaciuto. Sbilanciato, con molte parti dubbie, e diciamolo, con tutto il cinismo del caso: hanno fatto morire lo Skywalker sbagliato. Episodio 8 mi è piaciuto. Tematiche nuove, protagonisti che non sai come evolveranno e ti tengono col fiato sospeso, scene molto belle.

Una cosa è sicura, Episodio 8 è tante cose e lo rivedrò più e più volte. Perché alla fine della fiera dell’est “Siamo la scintilla, che appiccherà il fuoco, che brucerà il Primo Ordine, che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò”, Episodio 8 è sempre Star Wars e Star Wars è come la mamma, non puoi volergli male, neanche se ci provi con tutto te stesso. Ben Solo insegna.

 

Paolo Comprotutto su Episodio 8

Il peggior inizio di sempre. Finiscono le classiche scritte. Movimento di macchina a dir poco cartoon attraverso delle navi spaziali renderizzate a livello film della DC. Parla il primo personaggio ed è doppiata da una presa a caso per strada. Poi arriva Poe e le sue battutine livello 3 elementare (tua mamma…).

Si proseguee la situazione non migliora molto… fino ad arrivare il momento Leia. Primo piano. Esplosione. Lei sbalzata fuori. Una sequenza secca. Una morte perfetta. Ma… aspetta… cosa? cooooosaaaa?? Leia è Mary Poppins?!?

Lì mi hanno perso. In quel momento il mio cervello ha detto NO.

E non mi sono ripreso fino alla fine primo tempo, grazie anche alla lentezza e alla pochezza delle cose che vengono mostrate.

Pausa.

Guardo la mia ragazza, guardo gli altri Fanacei in sala. Giulia dice di aspettare, Capo Oro scuote la testa. Cerco di capire quello che penso io. Ok, forse… boh… forse… no… Ok, è andata ragazzi, è andata. Le luci si rispengono.

Ok. Respiro profondo. Passa un’altra ora e un quarto. Fine.

E quindi? Cosa penso?

Il secondo tempo sembra un altro film. Forse per la mia disillusione avvenuta nella pausa, forse perché è veramente migliore… (non lo so, lo verificherò nella seconda visione).

Tematiche profonde e nuove, come la riflessione sulla figura dell’eroe e sul significato del sacrificio; Kylo spettacolare (ma lo amavo già in ep.7) con il suo discorso sul distruggere il passato, le regole e i dogmi e ricominciare da zero.

Luke che si conferma il personaggio fallace che è sempre stato, ricordando ai fan che non va sempre santificato o screditato tutto. E sempre ai fan parla Yoda che li deride della loro fede cieca della “religione Star Wars”. Applausi.

Momenti top il combattimento nella sala di Snoke e la distruzione della flotta del Primo ordine tramite impennata in iperspazio (visivamente il punto più alto, anche se in generale sia come fotografia che come effetti visivi episodio 7 era nettamente superiore).

E poi arriva il finale, e la convinzione riscende. La morte di Luke è priva di pathos e quasi di senso. Non ero sicuro di cosa fosse successo e se fosse morto o meno. Ma per fortuna (sfortuna) c’è un dialogo messo li apposta per conferma la morte del personaggio. E poi arrivano i piccoli maghetti Jedi.

Fatto sta che alla fine sono uscito dalla sala tranquillo. Tranquillo perché grazie alla delusione che molte scene mi hanno dato mi è tornato in mente che Star Wars è una cosa meravigliosa, ma i film che lo compongono non lo sono mai stati.

Parliamoci chiaro, nessun Star Wars è un capolavoro.

Tutti hanno momenti ridicoli, paradossi, scene inutili, incongruenze. Sono dei film semplici e per molti aspetti mediocri, nulla più.

La meraviglia è negli occhi di chi li ha visti e vissuti nel tempo, non nel prodotto grezzo.

Guardo mio cugino e vedo lo sguardo che avevo io 22 anni fa. E questo mi basta.

Odiate gli Ewok? Beh io a 8 anni li amavo e il ritorno dello Jedi era il mio preferito proprio per loro, mentre l’impero colpisce ancora mi annoiava… pensa te…

 

Auza su Episodio 8

Ammetto che appena sono partiti i titoli di coda mi sono infuriato come un Rancor affamato, bocciando pesantemente il film, ma ora, dopo diverse ore dalla fine, mi sono calmato e mi rendo conto di quanto non sia affatto facile parlare di un film importante come “Gli ultimi Jedi”.

Il settimo film mi aveva gasato parecchio, mi aspettavo grandi cose e non sono stato deluso, non del tutto. Non riesco ad esprimere un giudizio netto e deciso riguardo a questo ottavo capitolo, ci sono scene davvero molto belle e scene che il mio falegname poteva fare assai meglio con 35 euro.

Ho apprezzato molto il legame (quasi sessuale) tra Kylo e Rey, l’ammissione del fallimento da parte di Luke Skywalker e la spiegazione del perché i Jedi debbano scomparire e mi ha letteralmente fuso il cervello l’apparizione di Yoda con il discorso sul fallimento e sui maestri (“i maestri sono fatti per essere mangiati” diceva qualcuno); invece non ho per niente gradito la scena di Leia Superman che così, olè, piglia e vola nello spazio, o l’addestramento di Rey, un po’ meh e nemmeno Rey stessa che, rispetto ad episodio 7, ho trovato decisamente sottotono, complice forse una scrittura mediocre del personaggio.

Kylo Ren e Luke, invece, regalano intense emozioni e il buon Ben Solo diventa finalmente il personaggio di spessore che già si intuiva nel precedente episodio. Ecco, ci sarebbe da parlare di Snoke, della scena di Luke che si spazza la polvere e mille altre robe, sia positive che negative, ma non finirei più.

Concludo riprendendo il concetto iniziale: avevo nettamente bocciato il film, pensavo “No ma che merda è? Che film della menghia!” invece, mi è piaciuto, con tutti i suoi limiti soprattutto perché hanno provato ad osare, hanno osato mostrare un universo dove non è tutto luce e oscurità, esiste il grigio, esiste il fallimento ed esiste la redenzione.

Ci vuole coraggio per lasciare una strada sicura ed imboccare una via così e comunque, anche se fosse stato il peggior film uscito fin’ora… sarei riuscito ad odiarlo? Credo di proprio di no, come si fa ad odiare Star Wars?

 

Mr Krakatoa su Episodio 8

Mi ci sono voluti tre film per rendermi conto e capire cosa aspettarmi ora dal marchio SW, e forse finalmente ho capito. Dei Blockbuster. E fanno bene, perché rischiare di rovinare degli ottimi film di intrattenimento con trame e personaggi originali/ben approfonditi sarebbe un rischio inutile, quando basta rispolverare una ricetta che ormai è consolidata e presentarla egregiamente. Molte critiche si possono fare a questo nuovo episodio della Saga (ma anche a ep VII e a Rogue One, tbh), ma non che non sia estremamente curato in ogni suo particolareLe scenografie ed i costumi sono incredibili, la parte su Canto Bight non ha nulla da invidiare alle atmosfere della cantina di Mos Eisley. Le battaglie spaziali sono adrenaliniche, per quanto restino povere di idee (ma perché l’unica cosa che sanno fare i ribelli per riuscire ad ottenere qualche risultato è sacrificare in modo scemo la maggior parte delle proprie risorse?), ti tengono incollato alla poltrona del cinema, c’è poco da fare.

Insomma, sulla base dei paletti posti sopra direi che tutto sommato episodio VIII prende il testimone lasciato da episodio VII e lo porta ulteriormente avantima bisognerà aspettare il prossimo capitolo per poter capire se la meta sarà raggiunta. Nel frattempo non resta che godersi le esplosioni delle astronavi e fare due risate quando entra in camera BB8.

 

Helo su Episodio 8

“Star Wars è morto, lunga vita a Star Wars.”

Una delle frasi del film che per me racchiude meglio, più del titolo, l’essenza del tutto. Parlare del nuovo capitolo della saga più importante di tutti i tempi non è sicuramente facile.

Io non sono un critico cinematografico, e non sono capace di parlare di un film da un punto vista tecnico. Sono solo un bambino, ormai grande, al quale da piccolo regalarono le famose VHS di colore blu con su scritto Guerre Stellari. Un bambino che ne è rimasto folgorato. Per sempre.

La nuova trilogia tuttavia parla ad un pubblico nuovo, più giovane ed ha la necessità di chiudere con questioni ormai vecchie di 40 anni e di passare il testimone. E non mi possono che trovare che d’accordo.

Non sarò talebano in questo: la fine dei Sith, la fine dei Jedi, la fine delle vecchia guardia è una scelta coraggiosa e necessaria per scongiurare lo stagnamento della storia ed evitare che diventi patrimonio esclusivo di una vecchia generazione di nerd incalliti ed inarrivabile dal resto delle persone.

Il grido di Luke sul fallimento della filosofia jedi è anche il mio grido, Ren che uccide Snoke e si proclama leader supremo di un nuovo mondo senza vecchie dinamiche è una svolta graditissima ed ho anche apprezzato il continuo proporci soluzioni antitetiche rispetto agli insegnamenti della vecchia saga.

Questa volta non c’è un vero e proprio addestramento Jedi, non c’è nessuna possibilità di redenzione per il male (da parte di chi invece ha saputo perdonare in passato), e non c’è nessun grande insegnamento sul bene da parte del maestro che ci dia una pacca sulla spalla e ci regali una fievole speranza di fronte alla catastrofe. Una giusta fine. Un nuovo inizio.

“Star Wars è morto, lunga vita a Star Wars?”

La cosa per cui sono visibilmente preoccupato è il nuovo Star Wars.

Una Rey che diventa da sola un dio della forza, senza un perché, è un personaggio che insulta il difficile percorso di Luke nel suo lento impararne le vie.

Un Poe Dameron che ruba lo scettro a Leila, un personaggio che 40 ANNI FA mostrava quanto badass potesse essere una leader donna se guidata da forza e determinazione, e che si dimostra per tutto il film un imbecille arrogante, sbruffone ed esaltato (qualcuno ha detto “Helo”…?) al quale non daresti neanche il comando della squadra di pulizie.

Cattivi secondari che si sono dimostrati assolutamente inutili e dimenticabili. Phasma? Snoke?

La meravigliosa avventura spaziale tra mondi sconosciuti sostituita da un lungo e noiosissimo inseguimento e da un unico viaggio al casinò per un piano che si rivelerà assolutamente inutile.

La semplice, ma efficace, morale sulla tortuosa e lenta via del bene e delle tentazioni del male sostituita da stupide riflessioni sul mercato delle armi.

Ragazzi, questo è Star Wars? È questo il futuro che si para davanti?

Io non me la sento di essere pessimista. Tra tutte le cose che mi sono piaciute del nuovo c’è sicuramente la figura di Kylo Ren che, devo dire, inizialmente mi aveva fatto storcere il naso.

E quindi sono qui, di fronte ad un capitolo che non mi è piaciuto granché, affidando le mie speranze per il futuro della trilogia, giunta ormai alla sua ultima occasione per farsi apprezzare, ad un personaggio al quale non avrei dato un soldo bucato.

La speranza, dopotutto, viaggia attraverso canali assurdi, che mai avremmo pensato validi. La speranza può affievolirsi, ma non va mai persa.

Dopotutto me l’ha insegnato Star Wars.

“Star Wars è morto. LUNGA VITA A STAR WARS!”

 

Il Capo su Episodio 8

 

Mirko su Episodio 8

Star Wars è un blockbuster.
Se è vero che si tratta di un ovvietà, è altrettanto vero che tale consapevolezza deve guidare chiunque si approcci a parlare di Episodio 8, e questo perché il suo “essere blockbuster” è carico di conseguenze.
La principale di queste conseguenze è che il film ha determinati binari già tracciati: i buoni vincono sempre, certi personaggi (e animaletti) sono fatti ad hoc per il merchandising, i momenti di alleggerimento con gag devono esserci.
E tutto questo c’è. Ma in mezzo a tutto questo ho visto anche del coraggio. Ho visto scelte coraggiose che non sono altro che lo sviluppo dei semi piantati da Episodio 7.

La più importante è certamente Ben Solo.
Kylo Ren esce da Episodio 8 come un vero e proprio gigante. Impossibile non citare la sua umanità nell’esitare a uccidere la madre, la sua consapevolezza che i vecchi schemi buono/cattivo jedi/sith sono solo feticci. Impossibile non emozionarsi vedendo Kylo Ren che assurge al proprio destino uccidendo Snoke diventando così il Leader del Primo Ordine, NON per costruire semplicemente un impero, ma per costruire un mondo nuovo. Un personaggio vivo, complesso, grigio… come non se ne vedono spesso in Star Wars.
Episodio 8 merita di essere visto già solo per lui.

Venendo ai momenti che all’inizio non mi sono piaciuti per nulla, dormendoci sopra ho capito una cosa: non sono brutte idee, ma idee rese malissimo.
Pensateci.
Leia che sopravvive nello spazio grazie alla Forza? Plausibile. D’altronde è una Skywalker, ma serviva davvero farla volare in quel modo ridicolo, gettarla in coma e farla poi rispuntare fuori, invece di darle una morte dignitosa? Assolutamente no.
Luke che da proiezione di Forza provoca Kylo per far guadagnare tempo agli altri? Plausibilissimo. Ma serviva davvero far fare a Luke quella mossa con la mano sulla spalla, che nemmeno Hulk Hogan negli anni 80? Assolutamente no.

Venendo ai punti davvero critici per me, purtroppo anche in questo film i rapporti di forza sono sballati: una barbona venuta fuori dai rottami come Rey combatte contro i soldati e i pretoriani di Snoke come nulla fosse.
Senza parlare della fragilità del background: come ha fatto Snoke a radunare i rimasugli del vecchio impero? Perché la ribellione dovrebbe avere alleati nell’orlo esterno? Episodio 7 non aveva dato spiegazioni, e in questo senso Episodio 8 non costruisce nulla.

In definitiva The Last Jedi mi è piaciuto. Non è un film perfetto, anzi, ma è un sentiero nuovo e coraggioso.
Ed è dannatamente difficile essere coraggiosi con un blockbuster.
Che la Forza sia con voi.