A Quiet Place – Un Posto Tranquillo: la recensione senza spoiler

a quiet place un posto tranquillo la recensione no spoiler di fanacea

A volte capita che ci si imbatta casualmente in film belli senza nemmeno cercarli. È questo il caso di A Quiet Place – Un Posto tranquillo. La storia vede come protagonista una famiglia americana che cerca di sopravvivere in uno scenario “postapocalittico” molto particolare. Per chi non ha visto il trailer mi limiterò a dire che il film è un horror movie, il sotto-genere lo lascerei scoprire con la prima visione.

Ribadisco che questa recensione sarà priva di spoiler proprio per convincere chi non lo ha ancora visto a gettarsi nella visione del tutto privo di informazioni. Se volete un consiglio fate a meno anche del trailer, posso assicurarvi che questo film vi terrà concentrati e tesi per tutta l’ora e mezza della sua durata.

John Krasinski a quiet place un posto tranquillo

TRAMA

Il film parte con il botto e da subito è in grado di trascinarci nell’ambientazione e farci immedesimare con i protagonisti. L’ambientazione è post-apocalittica, non si vede anima viva in giro e non sappiamo quanti siano i sopravvissuti, eppure sembra tutto solamente abbandonato: niente bombe, niente scontri a fuoco, niente malattie c’è solo un grandissimo silenzio. Allora cosa è successo? Dove sono tutti? Perché nessuno parla? Perché i protagonisti camminano scalzi?

Mentre cominciamo a realizzare la situazione capita spesso di domandarsi come ci comporteremmo al posto dei personaggi e come potremmo sopravvivere in un mondo simile, così tranquillo e così ostile.

I protagonisti, una coppia di genitori con una figlia sorda, pur essendo una famiglia comune si sono salvati ed è proprio la disabilità della figlia li ha avvantaggiati quando la fine del mondo è arrivata. Curiosi? Oltre alle risposte a queste domande nel film troverete dei personaggi credibili: hanno paura, soffrono ma non fanno mai cose stupide deliberatamente, si sentiva la mancanza di film che non giocassero su questi espedienti.

john krasinski nel ruolo del padre in a quiet place

AMBIENTAZIONE

L’ambientazione è essenziale ma, allo stesso tempo, peculiare. Più che lo scenario stesso degli eventi narrati è la situazione che crea quest’atmosfera unica. Non ci si chiede cosa sia successo al nostro mondo perché appena proviamo a farci delle domande veniamo scaraventati di nuovo nella storia dalla tensione degli eventi.

Una cosa interessante è che per quanto il film sia ambientato tra un bosco ed una fattoria è stato girato interamente nello stato di New York in luoghi già esistenti, per i set si è solo deciso di far crescere la vegetazione ed invecchiarli un po’. Certo, per alcune riprese è stata necessaria la tecnica del blue screen ma per il resto tutte le location del film sono visitabili e facilmente raggiungibili.

la location della fattoria di a quiet place

Un sorprendente secondo film da regista per John Krasinski che prima di questa esperienza si era cimentato solamente con la commedia The Hollars e qualche episodio di The Office. In questa occasione il regista mostra un certo talento nel far crescere la tensione senza mostrare troppo, usa il suono, vero protagonista del film per dare ritmo alla storia. Così facendo fa crescere il pathos senza sceglie la strada (facile) dello scare jump. Krasinski dirige un film silenzioso in cui la recitazione è lasciata ai gesti ed al linguaggio dei segni.

Arriviamo ora al cast: primi i figli, finalmente dei bambini credibili ed espressivi, il maschio capace di mostrare il completo terrore e la figlia maggiore decisamente brava ad interpretare una ragazzina in crescita che sperimenta per la prima volta il conflitto con i genitori.

Krasinski è anche il protagonista della storia e nonostante il suo faccione cicciotto e le orecchie a sventola non me l’abbiano mai fatto prendere seriamente, in questo film fa quello che deve senza esagerare. Perfino la quasi onnipresente Emily Blunt riesce a far dimenticare per un attimo la sua identità da superstar lasciando il posto ad una donna e madre forte che non si lascia sopraffare dagli eventi. Tutto ciò ovviamente senza strafare ed è questo che da soddisfazione a film finito. Non ci sono le solite esagerazioni holliwoodiane da regista alle prime esperienze, il film rimane dopotutto essenziale e per questo onesto.

Emily Blunt nel ruolo della madre in a quet place

Ecco ora un paio di piccole curiosità che vi faranno gustare di più questa già bella pellicola:

  • La figlia è interpretata da Millicent Simmonds, una giovanissima attrice divenuta sorda nel suo primo anno di vita. Al tempo della disgrazia la madre volle che tutta la famiglia imparasse il linguaggio dei segni per non farla sentire sola o lontana dagli altri. Nel film rivediamo la stessa situazione.
  • John Krasinski ed Emily Blunt sono davvero sposati nella vita reale.
  • Le foto dei figli da piccoli sono le foto dei figli di Krasinski e della Blunt.
  • Infine una chicca: John Krasinski non è solo regista e protagonista del film ma ha interpretato per qualche scena anche l’antagonista della storia.

Se volete recuperare questa piccola perla oppure volete aggiungerla alla vostra libreria di film, trovate tutto qui.

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