An Evening With(out) John Williams: un concerto senza compositore

An Evening with John Williams in concert

Lo scorso 26 Ottobre a Londra si è tenuto il primo concerto di John Williams dopo oltre 20 anni. Il famoso compositore di colonne sonore, che è noto per aver fatto la storia del cinema, si sarebbe finalmente ricongiunto con l’orchestra che nel 1977 lo aveva reso celebre con l’indimenticabile Star Wars. Il concerto, sold-out in pochi minuti, era uno dei più attesi di sempre. Migliaia di persone da ogni dove hanno dilapidato fortune per recuperare i preziosi biglietti ed assicurarsi così una serata unica ed irripetibile. Peccato che Williams non si sia presentato.

A soli due giorni dall’esibizione John Williams è stato colto da un malore (ha quasi 87 anni) ed il suo staff ha preferito ospedalizzarlo per evitare conseguenze peggiori. Tutto lecito ovviamente anche se noi fan ci siamo visti svanire tra le mani il sogno di una vita agognato in un’estenuante attesa. Così, complice il viaggio già organizzato ed un biglietto non rimborsabile, sono andato lo stesso al concerto ed inaspettatamente quello che mi sono trovato davanti è stato forse il miglior concerto di John Williams che potessi desiderare.

Dedico questo articolo al mio conoscente Paolo Comprotutto, grande fan di Esopo.

IL MALUMORE

L’umore a pochi giorni dal concerto era basso, quella che doveva essere una delle ultime esibizioni del Maestro prima del ritiro si era trasformata nel concerto-tributo più costoso di sempre. Sette mesi di attesa, un patto con il diavolo in persona (Viagogo) ed un biglietto costato quanto il PIL del Belgio non avevano aiutato. Avevo scartato il suicidio solo perché ormai non potevo nemmeno più permettermi le lamette e al concerto speravo in uno di quei suicidi di massa del tipo “morti due, paghi uno”.

John Williams event at Royal Albert Hall in London theatre roofCHI HA PAGATO VERAMENTE

Eccomi, finalmente appollaiato sulla mia poltroncina rossa a pochi metri dall’orchestra che è riuscita, da quando ne ho memoria, a suonare le corde del mio cuore come fossero degli archi. L’immensa sala si era fatta silenziosa mentre la direttrice del teatro raggiungeva il microfono. Mai vista una tale devozione religiosa, neanche la Domenica mattina in chiesa. Soprattutto la Domenica mattina in chiesa. John aveva scritto una lettera dall’ospedale, ci ringraziava per essere lì (nonostante tutto [biglietto non rimborsabile]) dove anche lui sarebbe voluto essere per rivedere amici e colleghi con i quali non si riuniva da così tanto. Le scuse più grandi erano proprio per loro, la London Symphony Orchestra, coloro con cui aveva costruito la sua carriera perché, come ci avrebbe confessato poco dopo il presidente e flautista della LSO: “Credetemi, i più sconsolati per la sua mancanza, siamo noi”. Improvvisamente avevo realizzato che sugli spalti e sul palco i sentimenti erano gli stessi: artisti e pubblico erano lì, nonostante tutto, per il comune amore verso quella musica e per John Williams. Il mio malumore per l’aver perso l’occasione di vedere il maestro, per quanto grande, non era paragonabile a quello di chi aveva dedicato la sua vita per incontri come questo. La serata sarebbe stata fantastica.

John Williams event at Royal Albert Hall in London

E POI UNA SORPRESA…

La scaletta del concerto di Londra era, già sulla carta, la migliore di tutto il tour: la più lunga e la più rappresentativa. Williams, nell’intento di ripercorrere la sua carriera musicale, aveva proposto ad ogni esibizione i brani registrati con le rispettive orchestre e la London Symphony Orchestra (scusate se è poco) poteva vantare: Harry Potter, Shindler’s List, Superman, Indiana Jones e l’esalogia di Star Wars. Successo assicurato. Fatto sta che, per compensare la mancanza di John, il direttore e l’orchestra avevano deciso di preparare (a sorpresa) alcuni dei brani che hanno cambiato per sempre la storia del cinema includendo per l’occasione anche tutte le altre Must Have Williamsiane. Il risultato è stato questo:

    • Star Wars
    • Estratti da Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo
    • Hedwig’s Theme da Harry Potter e la Pietra Filosofale
    • Fawkes the Phoenix da Harry Potter e la Camera dei Segreti
    • Harry’s Wondrous World da Harry Potter e la Pietra Filosofale
    • End Titles da Dracula
    • Adventures on Earth da E.T. L’Extra Terrestre
    • Schindler’s List
    • Superman March
    • A Child’s Tale: Suite da Il GGG – Il grande gigante gentile
    • Jurassic Park
    • The Imperial March da L’impero Colpisce Ancora
    • Han Solo & the Princess da L’impero Colpisce Ancora
    • Throne Room & Finale da Star Wars
    • Lo Squalo
    • Yoda’s Theme da L’impero Colpisce Ancora
    • The Raiders March da Indiana Jones – I Predatori dell’Arca Perduta

Un’esibizione maestosa. Mentre l’orchestra suonava non riuscivo più a distinguere tra chi piangeva per lo shock emozionale e chi stava ancora piangendo per i soldi del biglietto.

LA DEDICA DI UN AMICO

A dirigere è stato il compositore e direttore d’orchestra Dirk Brossé, non proprio uno a caso. Brossé infatti era stato scelto personalmente da Williams già nel 2009 per dirigere a suo nome lo “Star Wars in Concert” un tour di più di 150 concerti organizzati in tutto il mondo. Brossé stesso, nelle settimane precedenti al concerto, aveva raggiunto Londra per preparare l’orchestra. Non deve essere facile esibirsi al posto di una leggenda soprattutto sapendo come reagiscono i fan più sfegatati in queste situazioni. Brossé ha mantenuto il controllo, ha scherzato, ha saputo catturare il pubblico ma soprattutto ha diretto come avrebbe fatto Williams. “Mi dispiace, ma nessuno può sostituire John Williams” ha esordito, eppure non ha sbagliato un colpo.

John Williams event at Royal Albert Hall with London symphony orchestra

DAI VERI FAN AI FAN

Tra un brano e l’altro andava al microfono un membro dell’orchestra. Ognuno di loro ha esordito con un aneddoto personale su Williams, raccontando di come aveva scoperto la sua musica, ne era stato catturato e per sempre rapito. Molti di loro avevano deciso di diventare musicisti grazie a lui. Incredibile come le loro storie fossero simili a quelle di noi spettatori.

È difficile raccontare le emozioni sprigionate quella sera, potrei raccontarvi di come, sulle note di Harry Potter, gli archi sembrassero mossi all’unisono da una magia che partiva dalle mani di Brossé, dello struggente assolo di Shindler’s List eseguito dal primo violino Carmine Lauri e perfino del senso di condivisa celebrazione che ha evocato nei presenti la Throne Room di Star Wars (neanche avessimo sconfitto l’impero assieme) ma fallirei nel tentativo di rendergli giustizia. Quello che posso raccontarvi è il suono di 5000 persone in silenzio assoluto e con gli occhi umidi paralizzati da una completa adorazione e rispetto verso qualcuno che lì nemmeno c’era. Qualcuno che ha già lasciato la sua impronta e che ora si è sedimentato per sempre dentro di noi.

A LUI CHE NON C’ERA

Mentre ammiravo stupefatto questa celebrazione dolce-amara per un vecchietto in un letto d’ospedale ho messo a fuoco l’incredibile ovvietà di quell’esperienza: la grandezza di un artista si misura nel suo lascito, nella sua capacità di lasciare un segno indelebile nell’immaginazione di chi gli si è avvicinato. Quella sera John era presente in un modo in cui non avrebbe potuto esserci se ci fosse stato di persona. Era come se le persone nel teatro (pubblico ed artisti) attraverso le impronte lasciate su di loro riuscissero in qualche modo ad evocarne una forma eterea. Certo direte, uno sfarzosissimo concerto-tributo come ne fanno tanti a Londra, niente di più. Io non credo.

Non lo credo perché ho ascoltato la London Symphony Orchestra (Il ponte sul fiume Kwai, Tutti insieme appassionatamente, Aliens, Chi ha incastrato Roger Rabbit, Pagemaster, Braveheart, Titanic, Notting Hill, Avengers e La forma dell’acqua), non lo credo perché a dirigerla c’era Dirk Brossé, che ha dedicato gli ultimi 10 anni a portare la musica di Williams a tutto il mondo. Ed infine non lo credo perché quando mai, ad un concerto tributo, vi è capitato che sia l’artista ad ascoltare voi? Spero che John si sia divertito quanto noi, abbia gioito e si sia emozionato. È vero, questo non è stato il concerto di John Williams, ma è stato il concerto per John Williams, e lui ci ascoltava.

John Williams in concert


E poi a me l’uva, non è mai piaciuta.

Se volete recuperare le migliori colonne sonore di John Williams non avete che da scegliere:

2 commenti su “An Evening With(out) John Williams: un concerto senza compositore

  1. Ma hai trasportato con la mente al concerto ..Molto profondo si sente che ti è rimasto qualcosa dentro…(oltre la bruciatura per il biglietto)…See ya

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.