Armor Hunter Mellowlink: i sentieri sconosciuti dell’animazione

Con questa recensione siamo al terzo appuntamento con Ryosuke Takahashi, di cui abbiamo già parlato con riguardo al fantasy Mozaika e al robotico Votoms, capolavoro e apice assoluto del genere real robot.

Ed è proprio nel mondo di Votoms che si ritorna, in quanto Armor Hunter Mellowlink ne è una serie spin off di dodici episodi. Ma, come vedremo, uno spin off molto particolare.

La trama

Per una spiegazione più dettagliata dell’ambientazione, rimando al mio articolo su Votoms. Per riassumere: nella galassia Astragius combattono da tempo immemorabile Gilgamesh e Balarant, due confederazioni interplanetarie. Anni prima degli eventi di Votoms, durante l’ennesima pace armata, in seno a Gilgamesh accade qualcosa di imprevedibile.

Mellowlink Arity, un soldato creduto morto e unico sopravvissuto del proprio battaglione, torna e inizia a uccidere tutti i suoi vecchi ufficiali. Porta al collo le piastrine dei suoi commilitoni caduti e intende vendicarli, ammazzando chi li ha mandati al macello in ragione di un’oscura cospirazione dei piani alti dell’esercito.

Un anime mecha senza mecha

Caratteristica saliente e decisamente coraggiosa di questa serie è il fatto che il protagonista non guida alcun robot. Sono le sue “prede” che guidano gli AT (robot di tre metri, più simili a esoscheletri che a veri robottoni), mentre Mellowlink utilizza un vecchio fucile anti-AT, capace di perforare questi modelli di mecha, nonché elaborate tattiche di guerriglia.

Infatti, proprio perché i suoi amici sono stati costretti ad affrontare le forze di Balarant con dei vecchi fucili e senza alcun supporto, Mellowlink si rifiuta di guidare AT e vuole dare il colpo di grazia ai colpevoli con l’arma che è il simbolo della loro colpa.

  

Luci e ombre

E infatti sono proprio le scene d’azione che rendono meritevole di visione questa serie. I combattimenti sono a dir poco spettacolari e diretti magistralmente. Le ambientazioni cambiano continuamente, passando da basi militari alla giungla ad antichi castelli.

Per contro, lo sviluppo dei personaggi e il dipanarsi della storia non sono ottimali. Complice la tendenza di Takahashi a stringare i dialoghi, si entra in poca sintonia coi protagonisti e Mellowlink ha troppo poco background.

Temi di Armor Hunter Mellowlink

I temi riscontrabili in Armor Hunter Mellowlink sono i classici di Votoms: in primo luogo gli effetti della guerra sulla società. L’universo di Astragius è fortemente militarizzato, è l’esercito l’istituzione principale e ben poche autorità “civili” hanno spazio. Inoltre, l’assurdità della guerra è accentuata dal fatto che le ragioni del conflitto si sono perse, per cui Balarant e Gilgamesh combattono senza nemmeno ricordare il perché.

In secondo luogo viene in luce un tema classico sin dai tempi della battaglia di Maratona tra greci e persiani e ripreso da film come Rambo: la questione del reducismo. Cosa sono destinati a fare uomini che tutta la vita hanno combattuto, una volta tornati alla vita civile? In Armor Hunter Mellowlink si vedono ex soldati fare i banditi o combattere in arene clandestine, reiterando malamente ciò che hanno fatto tutta la vita. Pezzi di umanità e personalità persi per sempre.

Ai classici temi di Votoms, in Armor Hunter Mellowlink si aggiunge quello della vendetta, motore di centinaia di storie che abbiamo imparato ad amare, il Conte di Montecristo per fare un esempio. Mellowlink è devoto alla vendetta e farà di tutto per raggiungerla, ignorando chi vorrebbe per lui una vita normale.

  

Conclusione

In definitiva Takahashi, con l’originalità che lo contraddistingue, confeziona uno spin off tutt’altro che scontato del suo capolavoro. Un’ottima idea realizzata più che discretamente. Se siete amanti dei film d’azione e delle storie di ambientazione militare, amerete questa serie.

Senso dell’onore e amore per i propri commilitoni sono i cardini su cui si regge questa storia di sangue e vendetta.
Trovate tutte le puntate su Youtube con dei sottotitoli sub eng non proprio ottimali, ma comunque decenti.

  

HAIL FANACEA!

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