Aurora Boreale: la tana del drago

“È il lampo senza il tuono.

È la calma durante la tempesta.

È una piccola volpe vestita di bianco che parte dal crepuscolo e corre fino all’alba, fermandosi a godere del paesaggio: Osserva la notte dipinta di nero, di un’oscurità che non ti avvolge ma ti rispetta.

Anche lei è soddisfatta della pace qui intorno, della meravigliosa quiete di questo magico posto, così lontano e così possibile.

È quella volpe vestita di bianco che corre, e con la sua magica coda di fuoco accarezza gli alberi lì intorno accendendo la notte di improvvise fiammate, di colori incredibili che stupiscono anche il più freddo degli animi.

E come quella volpe vestita di bianco si ferma ad ammirare il capolavoro che ha inconsapevolmente generato, anche noi restiamo fermi, incuranti del freddo e della notte.

Siamo vivi.”

E raramente mi son sentito più vivo di così.

Un battito di ali in mezzo ed ero in mezzo al cielo, incurante del freddo, stregato e rapito da quel fuoco che danzava così lontano da me, ma pur così vicino che quasi potevo raggiungerlo, toccarlo e afferrarlo per poi cavalcarlo, come gli spiriti della leggenda che circonda l’aurora boreale.

Questa come tante altre leggende.

I signori del posto mi hanno raccontato varie storie, e io sarò il vostro leggio.

“Da bambino abitavo vicino a un lago che periodicamente si congelava. Succedeva spesso, almeno sette mesi all’anno era sempre ghiacciato, e io andavo a pattinarci sopra.

Una sera sono rimasto fuori più a lungo del solito e sono rimasto sorpreso dal fatto che la sera fosse improvvisamente più luminosa del solito…

Così ho guardato verso casa, ma non c’erano luci nuove.

Poi ho capito..

…venivano da sopra.”

“il cielo era pieno di luci verdi e rosse, linee che ballavano e si contorcevano, come una frusta, una corda che si avvicinava a me e poi tornava indietro.

Inutile dire che mi spaventai tantissimo, corsi verso casa a perdifiato e mia nonna mi disse che quelli erano gli spiriti dei nostri antenati che vegliavano su di noi.

Le linee rosse erano quando erano arrabbiati, e infatti volevano che tornassi dentro perché avevo fatto tardi e stavo facendo preoccupare i miei genitori.

Lì per lì, tra lo spavento e la sorpresa non credetti a mia nonna…

…ma quando mi affacciai alla finestra l’aurora non c’era più.”

Storie strane, storie di spiriti e di volpi che corrono nella neve.

Sì, perché un’altra delle leggende che circonda la misteriosa aurora boreale è quella dello spirito di una volpe magica che, trovandosi in ritardo per il festival invernale con i suoi simili, si mise a correre in mezzo alle montagne innevate, finchè non si stancò di tenere ritta in aria la coda.

Così facendo la coda infuocata ogni volta che toccava qualcosa generava scintille e lampi…gli stessi che poi sarebbero volati in cielo dando origine proprio all’ aurora boreale.

Infatti, in finlandese l’aurora boreale si chiama “Revontulet”, che tradotto significa…”fuochi della volpe”.

Altre storie sempre sugli spiriti narrano di come sia proibito applaudire o fischiare sotto la stessa…la tradizione narra che se tu lo facessi gli spiriti che stanno cavalcando l’aurora potrebbero sentirti, scendere e rapirti!

Voi direte, superstizione…

…eppure nessuno ha mai applaudito o fischiato sotto l’aurora.

Just in case…

“mio nonno mi raccontava sempre le storie dei grandi guerrieri vichinghi ogni volta che vedeva l’aurora particolarmente rossa, perché lui ricordava sempre che ogni volta che era rossa era perché continuavano a combattere anche lassù!

Non so quanto ci abbia mai creduto davvero, però mi piaceva sentirlo narrare storie un po’ vere e un po’ inventate. Perché rovinare una storia con la Realtà, in fondo?”

Già.

La spiegazione scientifica dell’ aurora infatti non ve la darò miei lettori, siete sicuramente abili a recuperarla, se non l’avete addirittura studiata.

Un’altra curiosità che ci hanno raccontato è stata però sapere che l’aurora Boreale e l’aurora Astrale (all’emisfero sud) sono esattamente uguali!

Se tu stessi guardando l’aurora a Tromso oppure a Fairbanks, potresti guardare lo stesso identico fenomeno con la stessa intensità al polo Sud.

Curioso, no?

E voi so che siete curiosi.

Siete umani, siete curiosi.

Consiglio a tutti questo spettacolo e vi sfido a trovare un aggettivo, uno solo, che possa definire perfettamente tale fenomeno.

Si farà desiderare come una bella ragazza, di quelle che vuole vedere quanto tieni a lei prima di essere tua per sempre.

Giocherà a nascondino dietro le nuvole, arriverà e sparirà come un bacio, a volte vi esploderà in faccia come uno schiaffo, come una bomba di colori a cui non siete abituati.

Premierà la vostra costanza, la vostra audacia, la vostra pianificazione. Siate curiosi, affamati, appassionati, e non ve ne pentirete.

Solo un’ultima cosa.

Un’ultima leggenda racconta che l’aurora boreale porti fortuna a tutti i bimbi che nasceranno durante la sua comparsa.

…alla prossima!

HAIL FANACEA!

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