Black Mirror: storie di un luminoso futuro

Non è facile spiegare perché non si senta mai parlare abbastanza di Black Mirror, la serie britannica ideata da Charlie Brooker, in onda dal 2011. Si potrebbe definire Black Mirror come un pugno nello stomaco di cui non bisogna avere paura, superando la solita diffidenza iniziale verso i prodotti di nicchia, sarà facile esserne risucchiati, per la sua capacità di condurre emozione e ragione di pari passo. D’altronde, parliamoci chiaro, è solo la nostra quotidiana dose di tecnologia e disagio, portata all’estremo.

Nonostante un aumento della notorietà garantito dalla vetrina di Netflix, è ancora relegata alle discussioni da forum di appassionati di serie TV, sebbene meritevole di molte più attenzioni dal grande pubblico.
Discutendone a lungo, si giunge alla conclusione che il pregiudizio di trovarsi di fronte ad una serie troppo cerebrale e poco intrattenitiva induca ad un’esclusione a priori.
In ogni caso, checché se ne dica, siamo arrivati alla terza stagione. Contenuta, come sempre, consta di sei episodi, ma pare già in cantiere una quarta stagione per il 2017.

Cos’è Black Mirror? Gli episodi della serie non si legano tra loro attraverso una trama e personaggi comuni, sono autoconclusivi. Il filo conduttore è la tecnologia e il suo uso spasmodico, una satira amara sull’abuso, la tech addiction che porterà ad una deriva di oppressione e sofferenza. Lo schermo dei nostri dispositivi è uno specchio nero, che riflette la nostra immagine, un’immagine ossessiva, debole e malintenzionata. É proprio qui che Black Mirror ci invita ad una riflessione profonda sulle derive di una società sempre più dominata dalla tecnologia. Non è il mezzo di per sé ad essere messo alla berlina, ma la carenza di empatia e buon senso, sia in un presente a noi familiare che in un futuro non troppo lontano. Certo, il consiglio spassionato è di recuperare anche le prime due stagioni e gli episodi speciali, ma non è essenziale ai fini della comprensione della serie, che si potrebbe meglio definire come un’antologia di cortometraggi.
La terza “raffica” è meritevole di essere vista, conserva importanti standard di qualità nei suoi punti di forza: la varietà dei soggetti e l’originalità dei colpi di scena, in grado di mantenere alta l’attenzione. Verrà facile mostrare maggiore interesse per l’uno o l’altro episodio, diversi tra loro, giocando ad individuare le motivazioni alla base delle preferenze individuali.

Dove si può trovare Black Mirror? La storia distributiva è complessa. Le prime due stagioni sono state trasmesse in prima visione da Channel 4 e in lingua italiana su Rai 4. La terza stagione (più lo Speciale di Natale) si può ritrovare su Netflix. Ah, per il solito discorso “meglio in lingua originale o doppiato?”, non si riscontrano grandi differenze tra le due versioni, il doppiaggio è godibile, ma anche rispolverare un po’ il nostro inglese non ci farà male.

Ecco adesso uno sguardo alla terza stagione, episodio per episodio e muniti di allerta spoiler per chi non volesse rovinarsi il finale (e vi suggerisco vivamente di non farlo).

3×01 Caduta Libera (Nosedive)

Ci ritroviamo in un mondo patinato in cui un’applicazione per smartphone consente ai membri della comunità di valutarsi tra loro, quasi nessuno escluso, esprimendo un voto numerico in modo totalmente arbitrario e disastroso. Chi ha il punteggio più alto entra a far parte di una élite dotata di privilegi significativi, dal noleggio di auto migliori, a importanti sconti sull’acquisto di una casa. Ogni gesto è finalizzato all’ottenimento di un giudizio migliore possibile. La nostra protagonista Lacie sembra perfettamente inserita e avviata verso un futuro di successi, fino a quando un’amica di infanzia molto popolare non la inviterà come damigella al suo matrimonio. Sarà l’inizio della sua caduta, nel disperato tentativo di salire la classifica di popolarità in modo sempre più affettato e goffo.

ALLERTA SPOILER

Ogni aspetto della vita è condiviso e valutato dal parere che gli altri esprimono in questo immenso social. In un’apoteosi di ipocrisia, è essenziale dimostrarsi sempre felici, attivi, per ottenere un bonus di popolarità, cercando di frequentare gli utenti dal punteggio più elevato, come la terribile ex compagna di classe. Lacie si sente inadeguata, ricerca la popolarità come sinonimo di felicità.

I gesti spontanei sono il segreto”, ci dice l’esperto di social contattato da Lacie. Ogni suo tentativo sarà in realtà vano, rivelando come sia quasi impossibile esprimersi sinceramente ormai alla mercé del prossimo. Il fratello della protagonista, come la camionista che le offrirà aiuto in un momento di difficoltà, sono outsider. La loro posizione è nettamente opposta e sono per questo considerati falliti anti-sociali, ma sono anche le uniche persone con cui Lacie riuscirà ad avere una conversazione autentica. Allora chi sono i veri sociopatici? L’ossessione di Lacie esploderà nel finale, dopo le mille peripezie, portandola ad essere declassata e arrestata. In quel momento potrà, forse per la prima volta, sfogare le proprie emozioni in libertà.

Menzione speciale va a Community, episodio 5×08 App Development and Condiments, in cui lo stesso argomento è sviluppato con il consueto ottimo umorismo della serie.

3×02 Giochi pericolosi (Playtest)

Cooper è in viaggio per il mondo senza una meta, per guadagnare qualche soldo risponde all’annuncio della Saitogemu Team, specializzata in giochi horror, per provare la versione beta dell’ultimo prodotto videoludico della casa produttrice. Il confine tra la realtà del protagonista e realtà virtuale sarà ovviamente sfumato, grazie alle incredibili potenzialità del nuovo videogioco. Si tratta di un survival horror, genere molto di moda, che si dimostrerà più inquietante del previsto.

ALLERTA SPOILER

Quando guardiamo un film di fantascienza, leggiamo un libro fantasy o giochiamo a un videogioco horror, entra in gioco quel meccanismo chiamato “sospensione dell’incredulità” che ci permette di farci trasportare dalla fantasia, senza troppo badare alle contraddizioni e agli aspetti illogici. Ma cosa succederebbe se la realtà virtuale diventasse quasi indistinguibile dalla realtà che conosciamo?

L’episodio si svolge su più livelli, partendo nel subconscio da cui tutte le paure del protagonista verranno carpite e messe in scena in modo così realistico da confonderci. Si tratta di “un programma intelligente e innovativo in grado di adattarsi alla tua mente, monitorare l’attività cerebrale e elaborare il modo migliore per spaventarti e modificare la tua esperienza”. É proprio qui il rischio, la difficoltà di tornare alla realtà come la conosciamo, diventando dei paranoici non più in grado di fidarsi di ciò che si vede e si prova. Questo fino a quando il vero finale non verrà rivelato. Il rapporto travagliato con la madre, la recente scomparsa del padre, ci depistano verso quello che si rivela essere il finale dell’episodio: nulla è reale, un banale incidente, ancora una volta causato da un dispositivo elettronico lasciato indebitamente acceso, causerà il decesso del protagonista. O per meglio dire, sarà la sua negligenza a condurlo verso il triste finale, questa volta per davvero.

3×03 Zitto e Balla (Shut Up and Dance)

Il giovane Kenny è un bravo ragazzo, è gentile, ha un lavoro e subisce ogni giorno il bullismo dei suoi colleghi. Si ritroverà all’improvviso catapultato in un incubo: un messaggio anonimo gli rivela di essere stato ripreso attraverso la sua webcam in atteggiamenti intimi, la minaccia è di diffondere il video registrato se non obbedirà agli ordini del misterioso ricattatore. Presto scoprirà di non essere l’unico coinvolto nel sadico gioco.

ALLERTA SPOILER

Probabilmente l’episodio più disturbante della stagione, non si tratta di uno scherzo finito male, ma di un complesso progetto per rivelare e punire i peccati più o meno veniali, in particolare scandali della sfera più intima, la sessualità. In un eccellente colpo basso, comprenderemo che Kenny non solo cerca in ogni modo di impedire la diffusione di un video imbarazzante, ma di nascondere una perversione che arriva a ben altri limiti.

Black Mirror traduce qui la paura della privacy violata e il timore di essere spiati, nelle nostre case e dai nostri dispositivi, proprio quell’ansia che ci induce a coprire la nostra webcam per timore di essere ripresi. E alla fine ogni sforzo si rivelerà vano, uniremo i puntini del disegno, del perché di tanto affanno che porta Kenny dalla rapina all’omicidio. L’ignoto giustiziere è deciso nel suo intento: ridicolizzare e smascherare come può i suoi bersagli. Una non molto comica troll face chiuderà il triste finale, consegnando Kenny alla vera giustizia e tutti gli altri ad affrontare apertamente le proprie trasgressioni. La domanda da porsi è: cosa siamo disposti a fare per difendere la nostra privacy e se siamo davvero in grado di farlo, in questo mondo in cui abbiamo reso la tecnologia onnipresente, quasi invadente

3×04 San Junipero (San Junipero)

Un’atmosfera anni ottanta ci introduce due personaggi molto diversi tra loro, la prorompente Kelly, la timida e misteriosa Yorkie che, in un continuo gioco di incontri e scontri, provano attrazione l’una per l’altra. Qualcosa di indecifrabile non ci permette a lungo di metterle a fuoco

ALLERTA SPOILER

L’amore ancora possibile in età avanzata tra due donne e l’eutanasia, temi ostici per il mondo del cinema, figurarsi per una serie. Eppure Black Mirror si distingue ancora, non solo per la scelta degli argomenti, ma per la delicatezza con cui vengono trattati e l’eleganza delle rivelazioni, che ci consentono di comprendere il senso di ciò che stiamo guardando senza la tipica eclatanza del colpo di scena. Il tutto in una riproduzione convincente dell’estetica anni ottanta, in ogni dettaglio, dalle musiche, la fotografia, i costumi, al cabinato di Bubble Bobble.

Ci troviamo in un futuro in cui la tecnologia non ha un aspetto macabro e minaccioso. Il bianco latteo del tranquillo ospedale contrasta dolcemente con i colori vivaci del mondo movimentato di San Junipero, un mondo virtuale. Il sistema di San Junipero è una “terapia nostalgica”, ma le controindicazioni sono varie, come le dissociazioni mentali e la graduale immobilità fisica, ma come obietta Kelly “cosa distingue gli effetti collaterali del sistema da ciò che normalmente avviene nelle case di riposo?”. É Kelly stessa a nutrire dubbi profondi, legata a un passato di sofferenza da cui non riesce ad allontanarsi. Yorkie è tetraplegica dall’età di ventun anni a causa di un incidente d’auto. Il programma consente di vivere in un non-luogo fittizio in cui Kelly e Yorkie si conoscono e innamorano sinceramente. Kelly è riluttante nel voler accettare la proposta di Yorkie di vivere insieme per sempre, ma dopo i dubbi iniziali, Kelly sposerà Yorkie, firmerà il consenso per trasferire Yorkie a San Junipero e la raggiungerà una volta per tutte. E per la prima volta un episodio con l’agognato lieto fine fatto d’amore, di speranza.

3×05 Gli Uomini e il Fuoco (Men Against Fire)

Una splendida donna ci guarda correndo e ci invita a seguirla, ma è solo il sogno del giovane soldato Stripe e ci troviamo in una buia caserma. In un regime di tolleranza zero, una schiera di militari si prepara ad intervenire in una zona colpita dai temibili “parassiti”, esseri umani affetti da una strana malattia che li rende simili a zombie. Stripe è alla sua prima “caccia”, si dimostra un valido soldato, ma qualcosa va storto. Entrando in contatto ravvicinato con i parassiti, comincerà a manifestare strani sintomi.

ALLERTA SPOILER

Fin dal primo contatto con i parassiti, Stripe comincia comportarsi in modo strano. Strani rumori gli alterano l’udito, la vista è calata, desideri ed emozioni inusuali affiorano dal profondo della sua mente.
Dopo una violenta colluttazione con un suo commilitone, Stripe ferito viene, quindi soccorso da quella che sembra essere una parassita. La donna gli rivela che i militari controllano la sua mente tramite una sistema, la Maschera (MAS), obbligando i soldati a combattere alterandone ogni percezione.

Gli avanzati dispositivi tecnologici addestrano e modificano la realtà per facilitare l’eliminazione di esseri umani indesiderati. Uccidere un mostro è più semplice. Ma chi sono questi parassiti? Si tratta di un programma di eugenetica, l’obiettivo è eliminare ogni forma di devianza e qualunque portatore di difetti genetici, dissidenti resi mostruosi dalla Maschera. Non siamo di fronte ad una classica apocalisse zombie, ma alla guerra tra il controllo militare, forte e oppressivo, contro la libertà degli individui.
I parassiti, tuttavia, hanno inventato apparecchi in grado di interferire con l’impianto. Stripe ora è libo di vedere la verità, ma al primo reale contatto umano dopo tanto tempo, verrà fermato e imprigionato come un topo in gabbia. Stripe si troverà apparentemente a dover compiere una dura scelta, ma il suo destino sembra segnato.
Non c’è vita senza la maschera tutti gli orribili ricordi di guerra, l’omicidio di innocenti, verranno a galla, come una tortura psicologica senza fine.

Il possibile scenario futuristico in cui la tecnologia è utilizzata dal potere militare ai suoi massimi livelli. I soldati sembrano arruolarsi volontariamente, diventando ignari complici di uno sterminio.L’atmosfera è dai toni grigi e macabri, tutto sembra ricordare l’ambiente asettico e minimalista dei regimi totalitari- siamo ben lontani dai colori di Nosedive o San Junipero- in un clima di arrendevole desolazione.

3×06 Odio Universale (Hated in the Nation)

Una donna entra in quella che sembra essere un’aula di giudizio e in inizia a raccontare la sua versione dei fatti. Siamo a Londra. Apprendiamo dal notiziario che la scomparsa delle api ha portato all’invenzione di speciali droni in grado di effettuare l’impollinazione, evitando così un ingente danno all’ecosistema, delle leggi impopolari a danno dei diritti dei disabili e dell’odiata giornalista Jo Powers, autrice di un articolo in cui attacca una nota attivista per i diritti dei disabili, la “martire in carrozzina”. La morte improvvisa della giornalista in circostanze misteriose aprirà le indagini della detective Parke e dell’esperta informatica Blue.

ALLERTA SPOILER

Black Mirror si cimenta qui nel genere thriller fantascientifico, consentendo alla trama di dipanarsi a ritmo sostenuto nei circa ottantanove minuti dell’episodio finale.
Gli ingredienti ci sono tutti: violenza, api robotiche e due investigatori con i controfiocchi alla ricerca della verità.
Ancora una volta il tema della popolarità, in questo caso sul Web, e il meccanismo della gogna mediatica, anche detta shitstorm, la macchina del fango.

Il movente è chiaro, il disgusto per la facilità con cui è possibile ingiuriare attraverso commenti offensivi e violenti, spinge un abile hacker a prendere il controllo delle api robotiche, rendendole killer inarrestabili.
Il governo britannico è in grado di spiare la popolazione attraverso i droni e sarà proprio questa violazione della privacy a consentire la breccia nel sistema.
#Deathto, “morte a” è un hashtag che, se utilizzato in qualunque commento online, è in grado di decretare la fine delle persone coinvolte. Si tratta di un marchio indelebile non solo per chi ne è bersaglio, ma anche per chiunque l’abbia adoperata. É il Gioco delle Conseguenze, si diventa responsabili fino in fondo per i danni inflitti, in un continuo ribaltamento tra vittime e carnefici.
Menzione speciale alle fantastiche auto dei servizi per l’NSA britannico, che si guidano da sole e possono far scattare i semafori, provocando una tempestiva onda verde.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.