Bojack Horseman: perché un colpo al cuore non è mai stato così bello

Bojack Horseman è una serie animata targata Netflix che è ormai arrivata a concludere la terza stagione. Voglio scrivere due righe su questo piccolo capolavoro perché non è il solito cartone animato comico demenziale ma perché rappresenta in una maniera quasi straziante la dura realtà della vita che  impariamo a conoscere solo con gli anni.

 

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Per chi non conoscesse la serie (male), si racconta la storia di Bojack, un attore hollywoodiano che ha trovato la fama facendo una sitcom negli anni ‘90 e che ora è allo sbando e alle prese con i suoi demoni personali (alcol in primis).

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La cosa che più mi colpisce di questa serie è che il personaggio di Bojack non è identificabile con il solito protagonista. Nelle storie a cui siamo abituati, anche se il protagonista è uno sbandato con un sacco di problemi, alla fine riesce in qualche modo a superare gli ostacoli e a rimettersi in gioco. Questo in Bojack non succede, per quanto ci provi, per quanto si impegni, per quanto ce la metta tutta finisce sempre per ritrovarsi in una situazione peggiore di quella di partenza. Bojack non è un eroe, ma non è neanche una cattivo individuo: è semplicemente una persona. Una persona che aveva tutto e lo ha sprecato, che passa i suoi giorni coccolandosi pensando al passato, che se deve scegliere tra la via più facile e quella più impegnativa finisce sempre per prendere la via più facile, perché alla fine sa che comunque vada andrà sempre tutto a rotoli, perché le occasioni una volta che le hai sprecate non tornano più indietro.

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Man mano che si va avanti con la serie, diventa sempre più chiaro che gli sceneggiatori devono aver fatto una scommessa con la Pixar su chi riesce a far stare male più spettatori; perché ve lo assicuro, era dai tempi del Re Leone e di Bambi che non avevo un magone tale mentre guardavo un cartone animato.

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Neanche i primi 5 minuti di Up reggono il confronto con questa scena

D’accordo, ma almeno il lieto fine c’è? 

Mi piacerebbe dire di sì, ma purtroppo Bojack Horseman anche se è un cartone animato ricalca alla perfezione la vita reale: per quanto si possa sperare in un finale rose e fiori, va di lusso se arriva invece un finale dolce-amaro, e nel caso in questione di dolce non c’è praticamente niente.

Vi lascio con la canzone dei credits di chiusura, una piccola chicca che una volta che entra in testa non esce più.

HAIL FANACEA!

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