Dark Souls remasterd: A game of life!

A meno che negli ultimi 7 anni non siate vissuti in un ospizio e abbiate passato il tempo unicamente a preoccuparvi di come se la passavano le ospitate di Barbara D’Urso e dei drammi dei concorrenti del Grande Fratello, conoscerete la celeberrima, bestemmiatissima, adoratissima e ancora più bestemmiatissima saga di Dark Souls.

Divenuta famosa soprattutto per la sua difficoltà, che si è ERSA (l’ho scritto in caps lock perché non credevo che avrei mai scritto un termine del genere) come un titano dal piattume di difficoltà medio-basso dei videogiochi attuali.

Complice anche la cura e la ricercatezza artistica che la contraddistinguono, merito del genio sconfinato di Myazaki, un approccio alla narrazione ed al suo lore non convenzionale, ha fatto breccia nel cuore di molti fan, diventando un saga fondamentale della generazione di console attuale e precedente.

Dal 25 Maggio è uscita una versione remastered del primo capitolo (o meglio secondo, visto che il primo gioco “soulslike”, che già presentava gli stilemi della saga, è Demon Souls) che riaccenderà la fiamma della bestemmia in una nuova veste grafica.

L’occasione per i neofiti è assolutamente SUPERGHIOTTA e vi permetterà di avvicinarvi ad una delle esperienze videoludiche migliori di sempre.

La questione che mi viene spesso posta è la seguente: “Io gioco ai videogiochi solamente per distrarmi dopo una lunga giornata di lavoro… perché mai dovrei fiondarmi in una saga che so per certo mi impegnerà e mi frustrerà ripetutamente talmente tanto desiderare la morte e la conseguente dannazione infernale per tutte le bestemmie che ho tirato?”

Partiamo subito da un presupposto: Dark Souls non è un gioco difficile.

Non è la classica sparata da sbruffoncello da forum col nickname alla KIKKIOSUPERPRO_98 ma è la piena consapevolezza di dove ormai è andato a parare in generale il mondo videoludico e di sforzarsi di ricordare come era nel passato e del livello di sfida che ci proponeva.

Se una volta avevamo titoli come Crash Bandicoot e Oddworld Abe’s Oddisey, capaci di farci bestemmiare il pupazzo Uan e Cristina D’Avena (le nostre divinità dell’epoca) oggi il trend di difficoltà medio è rappresentato dalla saga di Assassin’s Creed, che è stata recentemente completata con successo da un appassionato videogiocatore in coma farmacologico da 10 anni.

Per fare un rapporto-metafora con la VITA VERA(TRADE MARK) i vecchi videogiochi di una volta (discorso da vecchio INCOMING) ti ponevano l’onestissima sfida di rimorchiare una ragazza in una serata in discoteca, armato di un giubetto Jeans e di un pacchetto di Big Babol, quelli di oggi quella di rimorchiare un uomo qualsiasi vestendo i panni di Megan Fox. Andandolo a pescare in una prigione. Dove sono tutti strafatti di Viagra.

Si può dire quindi che la sfida è finita, il gioco diventa solamente una immersione pseudo-passiva di uno svolgimento di trama (spesso demmerda) spiattellato per essere omnicomprensivo, una rush senza sosta e senza anima verso i titoli di coda, con qualche lucina colorata nel frattempo. Però oh, hai visto la grafica?

Dark Soul, e i suoi fratellini Soulslike no.

Dark Souls ti da mezza spada rotta, un cazzo di spiegazioni, e ti getta subito nella mischia. Via ad affrontare il primo boss, e buoni schiaffi.
Scopri presto che il tranello è sempre dietro l’angolo, i nemici sono assolutamente minacciosi e infidi e appena abbassi la guardia finisci per fare la fine dello struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Ma che lascia il sedere all’insù.

Presenta gli stilemi “classici” di un action ripg ma il sistema ruolistico è stato leggermente modificato per accrescere l’esperienza: se in ogni gdr l’uccidere un nemico farà si che i punti esperienza guadagnati finiscano immediatamente nella nostra banca virtuale, in questo invece lo si potrà fare solamente una volta raggiunto i punti di salvataggio. Se moriremo lasceremo per terra la nostra “sacchetta” di punti esperienza e saremo costretti ad andare a raccoglierla per riaverla indietro. Se moriremo nuovamente prima di farlo sarà persa per sempre.

Nonostante le tremende BADASSATE che vi prenderete nel sedere vi renderete presto conto però che il gioco non è mai ingiustamente stronzo, la difficoltà è li solo per non farvi lobotomizzare il cervello e tenervi sempre sull’attenti e, quando verrete punti, sarà parte di un normale processo di trial and error, oppure che ve la siete meritata, brutti rincoglioniti.

Divenendo immediatamente meno volgari e molto più poetici, potremmo asserire che la morte e la risurrezione del nostro avatar non sono che una meravigliosa metafora della vita: un’esperienza costellata di duro lavoro, molti fallimenti e continue bossfight da superare che regalano brevi e sporadici (ma intensissimi) momenti di soddisfazione.

E’ così ragazzi! La vita ti prende a sberle molto spesso ingiustamente e a volte sembra riportarti al tuo ultimo punto sicuro, ma alla fine hai veramente perso solo quando hai smesso di provarci.

Falliremo, ci incazzeremo, bestemmieremo tutto il creato, ci daremo per persi, ma poi ci fermeremo un attimo a riflettere e alla fine torneremo sempre li, con una spada rotta ed uno scudo logoro ad affrontare nuovamente una cosa che ci sembra sempre più grande di noi.

I boss del gioco sono volutamente rappresentati come giganteschi, sfide che sembrano enormi ed insormontabili, un incrollabile muro di BOTTE che riusciremo a percepire anche da dietro un controller.

Starà a noi, alla nostra perseveranza e alla nostra determinazione riuscire a vedere ogni volta che anche questo apparente re è nudo, e che merita la nostra spada più di quanto la meritiamo noi. Colpo dopo colpo, schivata dopo schivata, contro la sua minaccia persistente.

Per vederla prima o poi finalmente cadere.

L’esperienza è sicuramente ampliata e migliorata (forse, ahimè, un po’ semplificata) dalla parte online. Fantasmi di altri giocatori continueranno ad essere visualizzati per tutta la durata del gioco, vedrete cosa hanno fatto, come sono morti (e vi consolerete) e i messaggi che vi hanno lasciato. Senza un valido aiuto infatti perderete molte dei segreti e della conoscenza della lore che il gioco offre. La conoscenza in Dark Douls va cercata.

Fino ad arrivare ad un concreto aiuto con l’evocazione di altri giocatori, che vi aiuteranno a risolvere il livello e a battere il boss della zona.

Ma AGGRATISE? Manco-per-il-cazzo.

Quando sarete “umani”, e quindi nella condizione tale di poter chiamare aiuto, aprirete le porte anche alle invasioni ad altri stronzissimi giocatori malvagi, pronti a farvi il culo e a rubarvi tutto (anche la mamma) con una build appositamente costruita per il player versus player.
Un’esperienza online a tutto tondo, che vi permetterà anche di stringere buone amicizie con altri poveri disperati come voi, persi in un mondo difficile ed oltremodo ostico.

Per questo mi sento di consigliare l’esperienza a tutti i neofiti del videogioco, a superare la propria pigrizia mentale ed affrontare queste piccola palestra di vita.

Dark Souls Remastered è uscito da pochissimo e l’ho trovate veramente a pochi euri su Amazon.

Buttatevici e… buona fortuna! (ne avrete bisogno)

P.s Vi lascio qui un paio di video della recente live fatta sul nostro canale Twitch dove potrete vedermi mentre mi destreggio abilmente con questo simpaticissimo gioco! Li trovate qui e qui!

HAIL FANACEA

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