Dragon’s Heaven: i sentieri sconosciuti dell’animazione

Arrivati a un certo numero di articoli di questa rubrica, immagino avrete compreso una cosa del sottoscritto: mi piacciono le cose strane e inusuali. Fare l’archeologo dell’animazione, andando a scovare i reperti più particolari di questa particolare arte, mi dà una grande soddisfazione. Il terreno preferito per questa ricerca è la produzione OVA degli anni ’80 e il motivo è presto detto: la produzione direttamente per home video, con conseguente salto della trasmissione tv, permetteva ai registi di sperimentare e di osare sia in termini di stile che di temi.
E “sperimentale” è l’aggettivo giusto per descrivere Dragon’s Heaven, OVA di 30 muniti del 1988 pensato da Makoto Kobayashi, mecha designer del ben più famoso Samurai 7 e presente nello staff dello stupendo Last Exile.

Dragon's Heaven

La trama di Dragon’s Heaven

La trama, necessariamente limitata nello sviluppo essendo compressa in un singolo episodio, è molto lineare. In un futuro remoto, l’Impero del Brasile invia una delle sue flotte, comandata dal generale robotico El Medine, a conquistare la roccaforte ribelle di Kerutonia. In questo scontro El Medine si scontra con Shian, unità robotica senziente che ha però bisogno di un pilota. Lo scontro si risolve a favore di El Medine, che elimina il pilota umano di Shian.
Quest’ultimo non è però sconfitto e rimane attivo alla ricerca di un nuovo pilota.
Troverà il prescelto in un’allegra e procace ragazza, ben mille anni dopo, e lo scontro col suo rivale si riaprirà.

Lo stile

La particolarità di questo OVA non è tanto da ricercare nella trama, quanto nello stile. Il debito a Moebius è palese. Il tutto ha uno stile molto vissuto, consumato. Il mecha design è assurdamente bello nella sua particolarità.

“Starwatcher” di Moebius, a confronto

Curiosità

L’OVA ha ben due contenuti interessanti. Infatti l’introduzione della storia non è animata, bensì in live action. Con i robot protagonisti ricostruiti con modelli a grandezza umana.
Inoltre alla fine c’è un interessante making of di come questi modelli sono stati costruiti.


Conclusione

In definitiva ci troviamo di fronte a qualcosa di certo non trascendentale in fatto di trama e di sicuro non è una pietra miliare che ha segnato la storia dell’animazione. Ciò nonostante questi piccoli tesori hanno la loro dignità e possono fungere da divertimento sia per chi li guarda oltre che per lo staff che li crea.
Trenta minuti ben investiti per vedere quanto può essere strano il mondo dell’animazione.

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