Dungeons and Dragons: un’esperienza da provare!

Scrivo questo articolo per spendere qualche parola a favore del mio passatempo preferito, ovvero il gioco di ruolo, ed in particolare del suo titolo più conosciuto: Dungeons and Dragons.

Voglio far conoscere questo gioco a chi non ha mai avuto l’opportunità di giocarci, e che magari ha sempre avuto la pulce nell’orecchio, ma non ha mai avuto occasione di capirci davvero qualcosa di concreto. Perché se c’è una domanda che tutti i giocatori di ruolo si sentono dire è “ma come si vince a D&D?” e fidatevi,  è la domanda a cui è più difficile rispondere.

Ma perché proprio D&D? Non potevi scegliere uno degli altri ottocentomilamiliardi  che sono stati pubblicati dal mesozoico ad oggi?

Ce n’è per tutti i gusti

Ho scelto D&D perché è il gioco più famoso, il gioco più longevo (la prima edizione è del 1974!), e diciamocelo pure: il gioco di ruolo più mainstream. Sì perché è D&D a cui giocano i ragazzi di Stranger Things, è D&D il gioco di ruolo che viene più e più volte citato su Futurama, giocano a D&D i ragazzi in E.T., su Community addirittura ci dedicano delle intere puntate e si potrebbe fare un articolo solo su tutte le citazioni che questo gioco ha avuto nei media.

Come funziona il gioco?

I migliori e peggiori amici di ogni giocatore

In sé la questione è molto semplice: è una versione un pelo più complessa del facciamo che giochiamo che siamo che si faceva quando eravamo più piccini.

Ogni giocatore interpreta il proprio personaggio (che potrà essere un nobile elfo mago, un viscido tagliagole senza morale, un cantastorie errante e chi più ne ha più ne metta, perché il solo limite che si ha è quello della propria fantasia), chiamato in gergo PG/PC – Personaggio Giocante/Player Character, ed agirà all’interno di una trama (detta avventura) ed un mondo (detto ambientazione) ideati dal Dungeon MasterDM.

Il tutto verrà gestito da un semplice sistema di regole che farà avanzare di livello i PG man mano che procedono con l’avventura, che otterranno in questo modo nuove capacità e diventeranno più forti (i livelli in cui si sviluppa il gioco vanno da 1 a 20) e far usare ai PG e al DM i famosi dadi dalle forme strane che in realtà sono il vero motivo per cui uno inizia a giocare.

Qual è lo scopo del gioco? Quando finisce? Chi vince?

Qualcuno ha appena tirato un critico

Bisogna tenere ben presente una cosa: GdR sta per Gioco di Ruolo. Gioco. Lo scopo è DIVERTIRSI. I PG e il DM giocano assieme per creare una storia. Lo scopo del DM non è quello di porre i PG su una strada dai binari definiti e a senso unico, ma di creare una storia all’interno della quale i PG sono liberi di agire come meglio credono ed anzi, di far capire ai PG che proprio in base alle loro azioni il corso della storia subirà esiti differenti. Sembra una banalità ma bazzicando nei vari forum di GdR purtroppo si assiste spesso a discussioni in cui i giocatori si lamentano del proprio DM (o viceversa) perché prendono il GdR come un gioco in cui i PG sono in competizione con il DM.

Il bello è proprio questo: visto che davvero l’unico limite che esiste è quello della propria fantasia non esiste una vera fine del gioco. Sono le singole avventure che finiscono, il gioco di per sé non ha una vera e propria fine. Allo stesso modo non esiste un vero vincitore, perché vincono tutti: non fate l’errato pensiero di credere che se i PG dovessero arrivare alla fine dell’avventura il DM abbia perso. Non siamo in un videogioco dove il DM rappresenta il boss finale. La soddisfazione più grande per un DM è vedere arrivare alla fine di un’avventura i PG, sapendo che se la sono sudata, si sono divertiti ed hanno vissuto esperienze che si ricorderanno per sempre.

Ok, mi hai convinto. Spiegami un po’ questo D&D allora.

Tranquilli, non sarà il nostro caso

Prenderò in esame l’ultima incarnazione del marchio Dungeon and Dragons, ovvero la sua quinta edizione. Perché? Senza dilungarmi troppo è perché questa edizione riesce a catturare tutto l’appeal e lo spirito delle vecchie edizioni, ed attinge a piene mani dalle meccaniche di gioco più caratterizzanti e meglio riuscite, incorporandole in un sistema di regole snello, semplice e molto veloce da apprendere (cosa davvero importante, visto che le passate edizioni si caratterizzavano per avere un sistema di regole incredibilmente vasto e complesso), rendendola di fatto la migliore edizione di D&D con cui un neofita può iniziare.

La creazione del personaggio non è molto diversa da quella che avviene in molti videogiochi: si distribuiscono dei punteggi nelle sei caratteristiche (forza, destrezza, costituzione, intelligenza, saggezza, carisma), si sceglie una razza (umano, elfo, nano, gnomo, halfling, mezzorco, mezzelfo, tiefling, dragonide), classe (barbaro, bardo, chierico, druido, ladro, mago, monaco, paladino, ranger, stregone, warlock) e background (accolito, soldato, mercante, eremita, cantastorie, ecc).

Le regole, per semplificare al massimo, sono estremamente semplici: quando un’azione richiede un tiro di dado, si tira un dado a venti facce (d20), si aggiunge il modificatore di caratteristica appropriato (che in base al punteggio va da -5 a +5), ed eventualmente anche un bonus che può variare da +2 a +6.

La cosa nuova rispetto alle precedenti edizioni è la meccanica del vantaggio/svantaggio. Ovvero in particolari circostanze si tirano due d20 anziché uno, e se la circostanza è favorevole (vantaggio) si utilizza il risultato maggiore, se è sfavorevole (svantaggio) quello minore. Per i non addetti ai lavori potrà sembrare una cosa da poco, ma rispetto alle passate edizioni dove c’erano da tenere in conto decine di bonus/malus differenti per ogni minuzia, una regola del genere semplifica con eleganza e rende il gioco molto più fluido e dinamico.

Per la parte del DM, anche qua le cose sono molto semplici: se prima servivano ore per preparare i PNG (Personaggi Non Giocanti, ovvero quelli non gestiti dai giocatori ma dal DM) e calibrare gli incontri, ora è diventato molto più semplice. Questo perché i mostri ed i PNG ora si basano solo sul GS (Grado Sfida, ovvero il “quanto tosta sarà questa cosa da affrontare per i PG”) per stabilire le loro statistiche, e non viceversa come accadeva nelle precedenti edizioni.

Sembra tutto molto bello ed interessante, cosa mi serve per giocare?

Il sogno di ogni party

Ed ecco un’altra valida ragione per iniziare con questa edizione di Dungeons and Dragons. La Wizard ha finalmente capito che il futuro del GdR è il supporto online ed ha messo a disposizione molte opzioni.

Non hai voglia di spendere dai 50 ai 150 euro per i manuali base di un gioco che manco hai capito se ti piace o no e se avrai tempo per giocarci?

Nessun problema! Ecco lo starter set https://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/rpg_starterset che ti offre un’avventura prefatta (quindi mooooolto meno lavoro per il DM, che avrà già la storia pronta), le regole e le schede dei personaggi per 5 giocatori (più DM) che porterà i PG da livello 1 al 5, ed anche un set di dadi!

Ti piace il gioco ma non vuoi ancora spendere tutti quei soldi per i manuali?

Che problema c’è, le regole base (ovvero praticamente tutto il manuale del giocatore e le regole principali di quello del DM) sono state messe a disposizione gratis online dalla wizard https://dnd.wizards.com/articles/features/basicrules

Che bomba! Mi sto intrippando un casino, ma ho visto che finora è uscita solo una manciata di manuali, io voglio avere di più, e ho un sacco di idee per cose nuove e mi piacerebbe pubblicarle da qualche parte… Non temere, la dmsguild https://www.dmsguild.com/ ti permette di pubblicare tutto ciò che vuoi e di trovare un mare infinito di materiale homebrew creato dai fan.

Ma io sono una persona tecnologica, mi stufo con solo carta matita e dadi, voglio avere tutto a portata del mio tablet o del mio smartphone senza dover stare a scartabellare mille cose, non è che c’è qualcosa che mi venga incontro in questo senso?

Ovvio! È in fase di beta test (aperto a chiunque, basta iscriversi gratuitamente) D&D Beyond https://www.dndbeyond.com/ , una piattaforma che permetterà di accedere al materiale pubblicato online, avere degli ottimi tool per creare sul momento PG/PNG/mostri, un forum dedicato ed insomma tutto quello che ti serve per giocare letteralmente a portata di dito

Wow che sburba! Ma io sono uno che l’inglese lo mastica poco, non è che magari ci sta pure in italiano questo gioco?

Non temere! Tra poco sarà possibile avere l’erba voglio perché nonostante per ora il gioco solo in inglese, la asmodee https://www.asmodee.it/news.php?id=415 si sta occupando di una traduzione ufficiale dei manuali!

E questo è quanto. Spero di avervi quantomeno invogliati all’addentrarvi nell’universo di D&D e dei GdR, e se la cosa vi prende sappiate che esistono un sacco di piattaforme italiane di giocatori pronte a far luce su qualsiasi dubbio e dare molti consigli. Due su tutti, un gruppo su D&D 5ed italiano di facebook https://www.facebook.com/groups/dnd5ita/?fref=ts e Dragon’s Lair, il principale forum italiano per quanto riguarda il Gioco di Ruolo https://www.dragonslair.it/

HAIL FANACEA!

1 commento su “Dungeons and Dragons: un’esperienza da provare!

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