Eiyuu Gaiden Mozaika: i sentieri sconosciuti dell’animazione

L’articolo che vi accingete a leggere è speciale, in quanto inaugura una sorta di “rubrica nella rubrica”. Infatti, questo è il primo di una serie di articoli dedicati a un regista che amo moltissimo, ma che purtroppo è sconosciuto in Italia (nonostante invece sia apprezzato altrove, per esempio gli USA): Ryosuke Takahashi.

Ryosuke Takahashi è, assieme a Tomino, un vero mostro sacro del genere robotico. Anzi, lo si può considerare come il maestro indiscusso del real robot, avendone perseguito i principi (realismo delle situazioni, sviluppo di un background socio-politico a contorno della storia principale, robot concepito come una macchina da guerra e non come un deus ex machina) fino in fondo e senza alcun compromesso con lo spettatore.

Posta questa introduzione, ci si aspetterebbe che questo primo articolo dedicato a lui parli di un anime robotico… e invece no. Perché Takahashi, in accoppiata con Norio Shyoiama, ha scritto un romanzo fantasy da cui nel 1991 è stata tratta una serie OVA di 4 episodi: Eiyuu Gaiden Mozaika, traducibile a spanne come “La vita degli eroi di Mozaika”.

Eiyuu Gaiden Mozaika: la trama

Nel magico mondo di Mozaika sono calate le tenebre da quando il saggio sovrano Sazara è stato plagiato dal sacerdote Karumaharu, divenendo uno spietato tiranno. Il valoroso guerriero U-Dante, fedele al suo sovrano, tenta di farlo tornare in sé, ma per questo sarà condannato a morte. Dieci anni dopo suo figlio, U-Taruma, divenuto anch’esso un prode guerriero, decide di vendicarlo.

Con questa introduzione la serie ci inserisce nel pieno dell’azione, con U-Taruma che scende in campo con un piano ben preciso per detronizzare il perfido dio-imperatore Sazara: risvegliare gli antichi demoni guerrieri di Mozaika, congelati in una sorta di dormiveglia, al fine di scatenarli contro l’odiato tiranno. Nel dipanarsi della trama U-Taruma conoscerà vari comprimari che si alleeranno a lui per aiutarlo nell’impresa.

Caratteristiche

Precisiamolo subito: Mozaika non è un capolavoro e, anzi, non è una serie OVA particolarmente bilanciata. Il motivo è presto detto: Takahashi è un regista che ha bisogno di ampio respiro, che si prende tutto il suo tempo per creare il palco dove far muovere i suoi numerosi personaggi. Per cui le prime puntate di un suo anime sono molto lente e la prima puntata di Mozaika non fa eccezione: la trama avanza con i soliti ritmi di Takahashi, salvo poi accelerare verso la fine ed esplodere in un’ultima puntata dal ritmo frenetico.

Perché allora guardarlo?

In primo luogo perché il mondo di Mozaika, fatto di atmosfere medievaleggianti ma anche di astronavi e fucili è affascinante da vedere. In secondo luogo trovo il tratto di Shyoiama molto bello ed elegante a vedersi. Ma, soprattutto, perché Mozaika mostra, oltre ai difetti, anche i grandi pregi di Takahashi. In sole quattro puntate il regista riesce a dipingere dei personaggi credibili e costruisce un meccanismo che, seppur dai ritmi sballati, funziona abbastanza bene e porta quasi tutte le sottotrame a compimento in un’ultima puntata di grande tragicità ed epicità. Con qualche puntata in più parleremmo di un ottimo lavoro.

Conclusione

Mozaika è in definitiva un onesto fantasy che permette, in poco meno di due ore complessive, una buona dose di intrattenimento. Un modo alternativo per conoscere un grande artista famoso soprattutto per i mecha. Purtroppo non esiste un sub ita, ma con un po’ di pazienza riuscirete a procacciarvi una versione subbata in inglese.

Consiglio cinematografico

A questo giro allego all’anime un film fantasy del 1983: Krull. Il motivo per cui lo abbino a Mozaika è che ne condivide le atmosfere a metà tra fantascienza e fantasy e la trama di fondo: il pianeta Krull è invaso dal Mostro e dai suoi Massacratori, giunti dall’universo per conquistare il pianeta con le loro armi futuristiche. Il principe Colwyn, a cui il Mostro ha rapito la promessa sposa, per poter sperare di vincere dovrà trovare e utilizzare il Glaive, un’antica arma magica a cinque punte (una sorta di boomerang mistico). Ovviamente questo è il presupposto per la consueta quest è il formarsi classico del party classico. Un onesto film di intrattenimento.

Film che fu un flop alla sua uscita, come spesso accade ha guadagnato una piccola schiera di appassionati nel corso degli anni ed è diventato un piccolo cult.

HAIL FANACEA!

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