Final Fantasy VII Remake: Guida al finale e cosa ci aspetta per il futuro!

UNLIMITED DARKNESS

Volevo iniziare così, con una espressione che tanto sarebbe piaciuta a chi sarà l’oggetto preponderante di questa disamina.

Non siamo qui per fare la solita recensione entusiasta del nuovo titolo Square-Enix, che è un maledetto capolavoro ed una gioia per gli occhi, ma per analizzarlo per quello che effettivamente è mettendolo a sistema con il suo FOLLE autore: Tetsuya Nomura.
Autore controverso da anni attivo in Squaresoft, Final Fantasy VII originale compreso, noto soprattutto per la realizzazione della amata, ma non perfettamente compresa, saga di Kingdom Hearts.

Paperino quando Nomura gli spiega la trama di Kingdom Hearts.

Saga che per, quanti non lo sapessero, ha al suo interno Paperino e Topolino che, il giorno dopo aver fatto una cosa del tipo “rimettiamo a posto il disordine fatto nel castello Disney da dei fagioli magici cresciuti troppo”, si ritrovano in una battaglia intradimensionale tra luce e oscurità che per comprenderla servono due dottorati in filosofia.

Ma andiamo con ordine.

In questo articolo vedremo innanzitutto le domande principali che hanno coinvolto questo titolo prima della sua uscita, una analisi ragionata del finale e come bisogna intendere questo capitolo.

Inutile dire il tutto che avrà degli spoileir giganti sul remake e presume che conosciate anche la trama del gioco originale.

Perplessità iniziali.

Quando questo remake è stato annunciato ed è stato chiarito che avrebbe coperto solo la parte di Midgar del gioco, corrispondente alla sua “introduzione” della durata di circa 5 ore, ci si è chiesti quindi in che modo sarebbe poi proseguita la cosa. Un’altra domanda assolutamente leggitima è stato chiedersi perché, se il progetto era quello poi di rilasciare le altre parti, non era stato aggiunto un “Parte 1” come sottotitolo, ma di lasciare unicamente il nome “Remake“.

Giocando al titolo tra l’altro ho avuto la percezione che fosse messo molto di più in bella vista rispetto a altre operazioni del genere, come ad esempio Resident Evil 2 (remake).

Se come proseguirà è ora abbastanza chiaro (“the unknown journey will continue“) forse il perché del nome rimane un po’ più soggetto ad interpretazioni, poichè a conti fatti non è un vero e proprio remake, come le altre operazioni simili, ma una sua rivisitazione e, se vogliamo, un vero e proprio reboot-seguito.

Analisi del finale.

Se fino al momento della fuga da Midgar il gioco ripercorre abbastanza fedelmente le vicende del gioco originale, con delle piccole “nomurate” qua e là, il finale è quanto di più “Nomura Mad Dream edition” vi sia, che a un certo punto dice un bel “MOBBASTA mo tocca a me divertirmi col giochino”.

Cosa intendo con Nomurate? Per uno come me che si è spolpato per bene tutta la saga Kingdom Hearts (sparsa in mille spin-off con titoli da decreto legislativo, rivisitazioni inutili e una dozzina di console di gioco), e altre opere del pazzo nipponico, posso riconoscere che vi sono determinate cose ricorrenti che piacciono un sacco al nostro beneamato.

Eccone alcune: Cappucci, discorsi misteriosi che in realtà non dicono nulla (e che forse non verranno mai spiegati), DARKNESS, nomi latini e scontri contro il destino.

Nomura: “Proprio carino come abbiamo fatto Ansem, in Kingdom Hearts… sapete cosa ci vorrebbe per il seguito?”

 

“MOLTI, MOLTI PIU’ CAPPUCCI”

Un giorno in un suo gioco comparirà una rappresentazione del destino fatta da un cappuccio misterioso pieno di oscurità di nome “Carpe Diem”. Quando costui dirà un cosa del tipo: “Il momento è giunto, lo scontro per la scatola (misteriosa) comincerà e voi ancora non comprendete nulla” Nomura morirà per eccesso di orgasmi soffocato dalle sue violente eiaculazioni.

Tornando ai suoi cavalli di battaglia: trovate nulla di tutto ciò nel finale?

“Oh no, i CAPPUCCI!”

Già i “Whisper- cappucci” comparsi nel gioco puzzavano di estraneo nel mondo di Midgar, ma il finale sembra proprio preso da un altro gioco (brutto).

Sostanzialmente i nostri whisper, guardiani del destino, hanno per tutto il gioco provato ad impedire ai personaggi di compiere azioni che si sarebbero discostate troppo dal fato predeterminato (che, META-COLPO!, sono quelle del gioco originale) e nel finale hanno mostrato loro le cose che sarebbero successe secondo quel disegno.

Red XIII che corre come nel finale del gioco originale, l’evocazione di Meteor da parte di Sephiroth, Cloud che lascia Aerith dopo la sua morte, sono tutte cose che sarebbero successe se l’arco della storia fosse andato come scritto.

Aerith sembra da subito consapevole di quel futuro e del funzionamento di quegli esseri intradimensionali e trasmette parte della sua visione del mondo anche a Cloud (quando lo tocca a inizio gioco e riesce anche lui a vedere i cappucci) e a Red XIII verso la fine.

I cappucci, dopo essere diventati un muro di oscurità, aperto poi da  ̶A̶n̶s̶e̶m̶  Sephiroth, poi dei cosi senza fantasia col nome in latino, poi un Darskide di Kingdom Hearts e poi un altro simulacro di Sephiroth (perchè “Diamine, non c’entrerà un cazzo, ma uno scontro con zio Sephy ce lo dobbiamo mettere”), vengono battuti e quindi da li comincia un destino “sconosciuto”.

“This world has been connected. Tied to the DARKNESS”

Aerith alla fine infatti sembra preoccupata perché non vede più uno “steel sky” ma un futuro mutevole, che adesso è tutto da scrivere (“the unknown journey will continue“).

Sono quasi sicuro che il Sephiroth che vediamo per tutto il gioco in realtà non sia quello vero, ma prima solamente una visione generata dalla mente “malata” di Cloud, poi, nella fase in cui raggiunge Jenova, un tentativo di replica da parte dei membri della “Reuninon” (incappucciati e misteriosi)  e poi una mera manifestazione dei Whisper (più debole, visto che viene facilmente battuto).

“We zio… 50 centesimi per il biglietto del treno ce li hai?”

Credo che il “vero” Sephiroth sia unicamente quello che apre il “portale” all’interno dei Whisper e che poi incontra Cloud ai confini del mondo per chiedergli una mano. Una sorta di Sephiroth così potente da essere intradimensionale e da essere capace di mutare il destino (tra cui il suo, che non è proprio dei migliori) e magari quello di Gaia stessa che, a quanto pare, è in pericolo con il corso degli eventi descritto.

A riprova di ciò c’è il fatto che ha una espressione contrariata quando Cloud sceglie di non aiutarlo e, dopo il breve scontro, lo riesce facilmente a disarmare.

DioSephiroth, in sintesi: “Il mistero è molto misterioso e tu non riesci a capirlo.”

La parte di Zack, che nel gioco c’entra come il formaggio sul pesce, riscrive quello che è il momento della sua morte e serve a mostrare che l’effetto dell’alterazione del destino non si ripercuoterà solo nel futuro, ma ha avuto effetti anche nel passato. L’esplosione di luce dovuta alla sconfitta dei Whisper appare e “salva” Zack. (E qui la domanda: La sua morte è stata fondamentale per la genesi di “Cloud”, succederà che il nostro protagonista non sarà più quello che conosciamo?).

Final Fantasy VII: Remake.

Alla luce di gioco credo che la definizione di “Remake” non sia da intendere nel senso letterale del termine, ossia di un capitolo che ripercorre abbastanza fedelmente la storia dell’originale, sovrapponendosi e “sostituendosi” ad essa, ma come il nome di un “capitolo” della Final fantasy VII: Compilation a tutti gli effetti. Final Fantasy VII: Remake come storia ha senso di esistere solo in relazione al suo capitolo originale (che era la storia del destino predeterminato che i personaggi hanno scelto di evitare). Il motivo per il quale non è stato inserito un suffisso del tipo “Parte 1” è quello che da li in poi sarà tutto da scrivere e con un capitolo totalmente nuovo. La parte “Remake” (che come nome vedo stranamente simile a “Re:Coded”, uno dei capitoli di Kingdom Hearts ) si è esaurita con questo capitolo.

Ho adorato con tutto me stesso questo gioco, che secondo me è riuscito addiritura a migliorare la prima parte di quel capolavoro di Final Fantasy VII, ma sono rimasto perplesso delle nomurate che ho visto alla fine e ho il sospetto, abbastanza spaventoso, che sarà il modo in cui verranno improntati i capitoli successivi. Battaglie col destino, kingdomheartsate inutilmente complicate e completi stravolgimenti dell’opera originale non sono per nulla la mia tazza di te e spero vivamente che le tenga ben lontane da Final Fantasy VII.

Già il futuro della saga di Sora, Paperino e Pippo, sembra legato sempre di più al suo mancato “Final Fantasy Versus XIII” (e non ai mondi Disney e Final Fantasy, come era inizialmente), non vorrei mai che anche questa serie di giochi finisse nella deriva nel quale è finito il mio amato Kingdom Hearts.

QUALCUNO FERMI NOMURA!!!

Ho scritto tutto ciò perché sono veramente curioso di sapere quale è la vostra opinone, se condividete la mia analisi e quelle che sono le mie “preoccupazioni” per il futuro di questi giochi. Insomma: Che ne pensate?

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