AsianFiles: Fish Story – Recensione Amarcord

Fish story la recensione

“Può una canzone salvare il mondo?”

Questa è la frase che compare sulla copertina del film che mi sento di consigliarvi oggi, un piccolo-grande film a cui tengo molto, entrato a pieno titolo tra i mei preferiti, visto per puro caso in un pomeriggio primaverile di 7 anni fa al Far East Film Festival di Udine.

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Fish Story, o Fisshu sutori come viene più volte pronunciato dai protagonisti del film (ah sti jappi che non sanno finire le parole con le consonanti e ci mettono sempre una “U” alla cazzo), è una pellicola giapponese del 2009 diretto da Yoshihiro Nakamura, tratto dall’omonimo romanzo del 2007 di Kotaro Isaka.

Tokyo, anno 2012, un’enorme cometa sta per schiantarsi al largo delle coste del Giappone.
Immagini di telegiornali fanno intendere che l’impatto dovrebbe provocare uno tsunami tale da sommergere l’intero pianeta. Tutti gli abitanti sono fuggiti, la città è deserta.
Un vecchio su una sedia a rotelle elettrica gira per una città senza vita e decide di entrare nell’unico posto con ancora delle persone: un negozio di dischi.
Qui l’anziano fa la conoscenza di 2 giovani, il proprietario del negozio e un cliente, per nulla spaventanti dall’imminente catastrofe, intenti ad ascoltare una vecchia canzone di una sconosciutissima punk band nipponica, dal titolo “Fish Story” appunto.

 

Da qui il film parte a raccontare diverse vicende, apparentemente sconnesse tra loro, ambientate in diversi periodi di tempo: 1975, un gruppo punk alla disperata ricerca del successo; 1982, un ragazzo sfigato e bullizzato dagli amici e colleghi; 2009, una ragazzina impacciata bloccata in un traghetto dirottato da dei terroristi; e ovviamente 2012, nel negozio di dischi dove assistiamo impotenti all’avvicinamento della cometa.

Cosa mai avrà queso film di così particolare?
Beh, iniziamo col dire che non è ben identificabile in un genere preciso, poiché al suo interno troviamo Sci-fi, action, arti marziali, mokumentary, commedia, drama e tonnellate di esilarante nonsense.
Un minestrone di stili, personaggi, archi temporali  sconnessi tra loro eche sembrano non portare da nessuna parte ma che, nel finale ricomponendosi come un puzzle, vi faranno dire: “Ma che figata!!!!!!!!”

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Un film sulla musica (la canzone che da il titolo al film non vi uscirà dalla testa per settimane), l’amore, l’amicizia, la speranza…  Insomma una piccolla perla cinematografica che di questi tempi, dove il cinema sembra composto unicamente da cinecomics e remake di grandi classici, solo il buon cinema asiatico riesce a fare (almeno per me).
Peccato che non sia stato distribuito in Italia, perché merita, eccome se merita.

Per chi fosse interessato lascio il link al DVD e al CD.
Buona visione/ascolto.

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