Game Of Thrones, Gli ultimi Stark: L’arte della Guerra

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Puntuale come il postino di Amazon (Dio ti benedica, Emilio) arriva FULL METAL ANALISI, la rubrica che non piace all’hipsterismo dell’internet e agli altri poteri forti che ci governano segretamente dai loro palazzi di cristallo.

Nell’ultima puntata, che ci ha randellato di momenti feels che neanche la quarta stagione di Beautiful (non vi dico nulla, così vi evito gli spoiler), abbiamo fatto un’ attenta analisi della battaglia di Grande Inverno, parlando di molte cose che non sono andate e dell’unica che è andata.

Mi permetto di scriverlo ancora: SI TRATTA SOLO DI DIVERTISSEMENT!

Nessuno critica il valore di puntate, a mio giudizio, veramente valide e che stanno concludendo degnamente la serie di punta di tutto il panorama nerd e non.

Questo per rispondere al circolino sfigato degli alternativi, di quelli dell’opinione contro la massa perché la massa è stupida, ossia di quanti hanno risposto alla tonnellata di critiche ricevute in merito alle strategie messe in atto nella battaglia.

Scrivere che la strategia a pene di segugio non influisce sulla bellezza della puntata equivale a classificarsi al primo posto della GRAZIEARCAZZO CHART e a dire che le critiche sono dette da gente che si è improvvisata stratega “come se avesse studiato all’Accademia Militare”, non vi rende delle persone sagaci e accattivanti, ma, anzi si fa un po’ la figura degli stupidotti qualunquisti, perché magari, tra di loro, c’è gente che all’Accademia Militare ci ha studiato veramente.

Quindi perché non tornate a parlare delle cose di cui siete competenti voi?

UN ABBRACCIO

Adesso possiamo cominciare.

Iniziamo, come al solito, mettendo un gigantesco allarme SPOILER che, nel caso non siate in pari con la 04X08, vi dovrebbe far scappare come il vostro amico tirchio quando dite che si paga alla romana.

La puntata, come avete potuto vedere, non ha regalato dei grandi momenti bellici, ma ha fornito sicuramente degli spunti interessanti che mi piacerebbe discutere assieme a voi.

IL COMANDANTE

“Ma come Helo? Ancora con sto razzo di comandante?”

Ebbene si, ragazzi. Le criticità della scorsa puntata sono emerse ancora di più in questa, evidenziando un aspetto peculiare di quello che è il comando di un’unità militare, a tutti i livelli.

La leadership si estrinseca in varie modalità, ma, riassumendo il succo del discorso al minimo sindacale che vi serve per il 18 “Grazie professò, vabbuono accetto”, si estrinseca in due soli modi.

il leader naturale VS il leader NOMINATO

Questo perché il vostro capo (o voi, nel caso lo siate) potrà essere uno che vi viene imposto oppure uno che “se lo merita”.

Il secondo caso è quello che viene definito della “leadership naturale”, ossia relativo a delle peculiari caratteristiche che lo rendono propenso al comando e che le persone sono portate naturalmente a seguire.

In ogni gruppo sociale emergono particolari “topos” di persone che in un certo senso si spartiscono i ruoli e assumono, anche inconsapevolmente, il proprio. Così come si individua sempre chi è il pagliaccio del gruppo (AHIMÈ IN MOLTI DEI MIEI GRUPPI HO PAURA DI ESSERE IO, NON SO COSA FARCI NON CAPISCO IL PERCHE’) è facile anche individuare chi ha assunto quello del “capo”.

Se non sapete chi sia, provate a guardare con attenzione quando uno chiede “E adesso che si fa?”. Il capo non è la persona che l’ha chiesto, ne la prima che parlerà, ma è quella verso cui tutti si sono girati.

Il primo caso invece, riguarderà il 90% delle volte il vostro capo al lavoro. È li perché ce lo ha messo qualcuno o semplicemente proprio perché è il “paron” che caga la lira e quindi decide lui come si porta la pagnotta a casa. Potrete odiarlo e non rispettarlo, ma gode della leadership data da un determinato ruolo, che seguite semplicemente perché non volete sopportare le conseguenze di non farlo.

In un contesto lavorativo, questo caso (purtroppo per voi) è comunque funzionale allo scopo (farvi lavorare, scansafatiche!), ma in un contesto bellico?

In guerra la gente rischia la pellaccia, ossia la cosa più preziosa che ha, e non vi sono conseguenze peggiori che dover cominciare a guardare i fiori dal basso.

Il leader imposto finirà, presto o tardi, per essere messo da parte a favore di un leader naturale, emerso spontaneamente tra i suoi ranghi.

Per questo, per ogni comandante militare è fondamentale imparare le arti della leadership naturale, nel caso in cui non fosse nato con esse.

Adesso vi chiedo, con una domanda che vi spiazzerà di banalità, chi è secondo voi tra Jon e zia Dany il leader naturale?

It’s PIKACHU!

È palese che zia Dany tema così tanto il suo amante/nipote/potenzialecontendentealtrono.

Nonostante le sue imprese miracolose, aver partorito draghi e aver liberato popoli dalla schiavitù, non ha il piglio sulla gente di Westeros, ed è li solo perché il leader naturale sta accettando di farsi da parte in nome di un bene comune superiore.

Nonostante il suo tentativo di vincere “il cuore e la mente” dei popoli, elargendo per esempio il titolo di Lord al figlio di Robert Baratheon, è sempre una sovrana straniera, figlia di un re pazzo e, tocca ammetterlo, con poco carisma. Se la gente scoprisse che Jon è in realtà, anche il legittimo erede del Trono di Spade, lei perderebbe il suo ultimo appiglio che la tiene, fragilmente, al comando.

Nonostante questo, una nuova guerra è alle porte.

A chi pensate che guarderebbero tutti se a un certo punto qualcuno chiedesse “e adesso che si fa?”

LA GENESI DEL TIRANNO

Triste ammetterlo, ma è la più classica delle conclusioni per ogni rivoluzione. Grandi ideali muovono le masse a combattere contro un ordine che non riconoscono più.
Spunta un conflitto e al suo interno emergono determinate figure al comando. Non sono i più valorosi, non i più giusti (magari quanti hanno fondato con i loro valori quel determinato movimento) ma quelli che sono più disposti a tutto pur di vincere.

In nome dei valori iniziali porteranno avanti ogni genere di azioni, eliminando i dissensi (i cosidetti “traditori interni”), e rivolgendo il loro feroce potere contro ogni forza capace di opporli. Interno o esterno che sia.

Hitler, Stalin, Robespierre, Saddam Hussein e tonnellate di altri despoti che hanno popolato il nostro pianeta hanno avuto la loro genesi in movimenti rivoluzionari che (nelle loro fasi iniziali) avevano delle rivendicazioni contro poteri forti e si illuminavano di valori chiarissimi.

Come poi è finita, lo sappiamo tutti.

Il cammino di zia Dany non è altro che una riproposizione fantasy della più classica delle storie rivoluzionarie, mostrandoci una ragazza ferita che, sgomitando con tenacia, riesce non solo a trovare il proprio posto nel mondo ma anche a farsi carico delle sofferenze altrui, per guidarle verso un futuro più luminoso.

Dopo sette stagioni siamo finalmente arrivati a “sticazzi di incenerire un sacco di innocenti, voglio quel fottuto trono”.

Che la campanella della storia stia suonando anche a Westeros e sia arrivata la sua ora?

L’INTELLIGENCE

“MIODDIO HELO BASTA SCRIVI SEMPRE LE STESSE COSE!”

Fair point.

Ma credo che l’errore madornale della puntata, ossia aver perso un altro drago, assetto UNICO tra le truppe di westeros e quindi di inestimabile valore, sia dovuto ancora una volta a una carenza di raccolta di informazioni.

Considerando ancora una volta i nostri cari draghi come dei giganteschi UH-1 della guerra del vietnam, capaci di portare morte, truppe, terrore e alla bisogna di evacuare un gruppo di stronzi sperduti in mezzo ad un’orda di non morti, c’è da fare una precisazione GROSSA COSì.

L’assetto dell’aviazione dell’esercito si può usare con efficacia solamente DOPO aver guadagnato la supremazia aerea. Ossia aspettare che l’Aeronautica esca dai proprio alberghi a 5 stelle (“Oh cavolo, proprio oggi che c’era il toga party con le infermiere dell’ospedale qua vicino?!” “Lo so, ma siamo in guerra dopotutto”) e faccia il proprio lavoro, spazzando l’aeronautica avversaria e effettuando un po’ di care vecchie operazioni SEAD (Suppression of Enemy Air Defence) rimuovendo ogni traccia di contraerea.

Una volta che la situazione per aria è sicura possono spuntare fuori i cari, vecchi frullatori volanti che possono permettersi di fornire truppe e terrore aereo al fronte dovendosi preoccupare esclusivamente delle minacce al suolo (che comunque non sono poche).

Zia Dany, con ancora una volta un piano che vabbé, sceglie di adoperare i sue due ultimi draghi a bassa quota incurante dei pericoli (e visto come ha perso il primo drago, magari avrebbe dovuto farci un pochettino di attenzione).

L’errore però sta sicuramente alla base. Perché in un conflitto bellico non puoi permetterti di non sapere cose cosi ovvie come l’improvvisa comparsa di sistemi di contraerea studiati apposta per farti il culo a te, ai tuoi draghi e pure alla tua scarsissima flotta.

E stiamo parlando di dei balestroni grossi così, roba che si vede dalla mura di Approdo del Re, e che sono gestiti da un esercito di soldati prezzolati. Vuoi che uno volenteroso di allargarsi ancora un po’ la borsa e di spifferarti tutto non lo trovi mandando un bel po’ di spie?

LA STRATEGIA DI ATTACCO

Per usare una frase che mi varrà la vittoria al campionato “Bonjour finesse” di Avignone edizione 2020, vorrei condividere con voi questa massima: la tattica è un po’ come la pelle delle palle (quella di Apelle, figlio di Apollo).

La tattica è infatti una cosa elastica, soggetta a molte interpretazioni e difficilmente si può dire che un piano risulti meglio di un altro (tranne caricare a cavallo a cazzo nel fottuto nulla, perché questo non va bene neanche se siete degli hipster dell’internet, campioni di nulla).

Io, onestamente, l’attacco lo avrei gestito diversamente. Dividere le truppe molto spesso non è una grande idea (tradisce anche il principio della guerra del “la massa”) e soprattutto avrei lasciato perdere la flotta di Greyjoy.

Dal momento che la compagnia d’oro è già sbarcata, la minaccia ora è esclusivamente terrestre, e la caduta del nostro centro di gravità (approdo del Re) probabilmente comporterà il collasso dell’intero schieramento nemico, navi comprese.

Inoltre io vorrei che le compagnie avversarie, che ricordiamo sono mercenarie, avessero sempre una via di fuga disponibile che permettesse loro, nel caso le cose si mettessero male, di scappare a gambe levate da dove sono venute. L’annientamento dell’esercito nemico non è assolutamente una priorità e, anzi, se una loro possibilità fuga mi consentisse di risparmiare parte delle mie truppe avrei raggiunto un obiettivo ancora più grande.
Vorrei che il mio avversario combattesse sempre con un occhio rivolto verso la sua via di uscita, contribuendo così alla sua deconcentrazione da quello che è il mio sforzo principale e al fiaccare il suo spirito combattivo.

Viceversa, un esercito accerchiato, senza una via di fuga, combatterà per la vita e ti rivolgerà contro tutto il suo potenziale.

La strategia difensiva di Approdo del Re è invece il classico “scudo umano” utilizzato a profusione nei moderni conflitti soprattutto nel teatro mediorientale.

Quelli che si sono presentati come avversari delle eserciti occidentali sono ben consapevoli di quelle che sono le loro debolezze. Una di quelle macroscopiche risiede sicuramente nella forza dei loro mass media e la conseguente influenza nell’opinione pubblica. Un esercito costretto a causare copiose vittime civili per conseguire obiettivi tattici perderà sicuramente quello strategico di vincere la guerra, perché si troverà sicuramente contro la proprio opinione pubblica, che presto o tardi, ne chiederà il rientro. (Qualcuno ha detto “Vietnam?”).

Proprio per questo motivo, in sede di pianificazione, tra la miriade di cose che il Comandante deve valutare vi è anche lo stimato di danni non concernenti lo schieramento nemico.

Anche se a Westeros non ci sono i Mass Media, le notizie corrono veloci e una azione sbagliata potrebbe compromettere la situazione di una sovrana imposta con una reputazione non proprio così favorevole.

Non so se Dany sia già così a fondo nel suo baratro verso la tirannia e non si fermerà dinanzi a una strage annunciata. Voi che ne pensate?

I punti principali della mia analisi finiscono qui, ma sono proprio curioso di sapere le vostre ed eventualmente discuterne nei commenti.

E poi prepariamoci che secondo me nelle prossime puntate ne vedremo delle belle!

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