Game of Thrones: L’arte della Guerra

Siamo alla settima stagione di una delle serie più acclamate di sempre. Finalmente tutti i pezzi sono sulla gigantesca scacchiera di Westeros e il Gioco del Trono ha mostrato la sua faccia più feroce: quella della Guerra. Dopotutto, come ha detto Cersei nella prima stagione: “Al gioco del trono o si vince o si muore. Non c’è una terza possibilità.”

Abbandonati i “tramacci” di corte, i tradimenti, gli omicidi e le piccole scaramucce che hanno tolto di mezzo i pretendenti al trono più deboli , finalmente i migliori giocatori hanno cominciato a muoversi e a fare quanto ci era stato promesso dall’inizio della narrazione.

La serie ci ha già regalato dei bei momenti in fatto di scontri, uno su tutti la leggendaria Battaglia dei Bastardi, ma è solo da quando Daenerys Targaryen è comparsa sulle spiagge di Roccia del Drago assieme alle sue due armate, i barbari Dothraki e gli ex schiavi Immacolati, ed i suoi tre draghi che il gioco si è fatto interessante.

Dall’altro lato troviamo Cersei, ormai regina del Trono di Spade, e i suoi generali: suo fratello e amante Jaime a comandare l’esercito e Euron Greyjoy a comandare la sua imponente flotta.

Ma come si staranno comportando i due schieramenti nella nobile arte della guerra? Quali sono gli errori tattici e strategici commessi dai generali che ne hanno determinato la vittoria o la sconfitta in battaglia?

Vediamoli assieme!

Ovviamente da qui in poi sarete bombardati da nozioni di tattica e GIGANTESCHI SPOILER e si consiglia la lettura solo se si è arrivati alla puntata 7×3 The Queen’s Justice.

L’impressione (poiché non ci è dato capire l’effettivo numero dei soldati in campo) all’inizio dello sbarco delle truppe di Daenerys Targaryen è che quest’ultima sia sicuramente la favorita. Due grosse armate al seguito guidate non dal denaro ma unicamente dal carisma della loro regina, una serie di alleati a lei fedeli per l’odio comune che provano verso i Lannister (il nemico del mio nemico, dopotutto, è mio amico) e un prezioso unicum in questo scacchiere di forze: l’aviazione, rappresentata dai 3 draghi di cui dispone.

Daenerys è, tuttavia,  soprattutto una leader dalla fama leggendaria, visti i prodigi di cui si è resa protagonista. Il fuoco non la uccide (“la Non-bruciata”), ha risvegliato potentissime creature che si pensavano estinte (“Madre dei Draghi”) ed ha guidato una rivoluzione che ha sconvolto le terre straniere rompendo tradizioni millenarie, liberando una schiera di soldati che ora le saranno fedeli per sempre (“Distruttrice di catene”).

Dall’altra parte troviamo invece una regina fedifraga che si è insediata dopo una ribellione ed un tradimento e che nel corso di tutto questo tempo si è resa responsabile di grandi atrocità che l’hanno resa invisa quasi a tutti. Ha forse il miglior esercito, comandato dal fratello (anche se numericamente inferiore a quello dei suoi avversari), una flotta guidata da un traditore, un sacco di nemici ed un mare di debiti.

Tuttavia all’inizio della quarta puntata la seconda fazione è quella che sembra essere in vantaggio (su stessa ammissione di Daenerys), grazie a due colpi magistrali di strategia di Jaime Lannister.

Prima di addentrarci nel vivo della discussione fermiamoci un attimo a vedere quali sono le caratteristiche che la preparazione di una battaglia deve avere e che consentono di uscirne vincitori. Queste sono ben riassunte nei cosiddetti “9 principi della guerra” di Gengis Khan e delle sue armate. Principi che, assieme al genio politico del leader, consentirono ai mongoli di creare in brevissimo tempo uno degli imperi più vasti della storia.

Seguirli tutti e 9 può garantire una vittoria, tralasciarli condurrà inevitabilmente alla sconfitta.

In ogni battaglia della storia, considerando questi principi, si possono individuare quali sono state le mancanze che hanno determinato una sconfitta, e così anche in un’opera di finzione, a patto che la sua conduzione e i suoi esiti siano pressoché verosimili. Ve li elenco qui sotto con una veloce spiegazione:

  1. Massa: Tutte le forze vanno concentrate per compiere l’azione decisiva nel momento e nel luogo più opportuno.
  2. Obiettivo: Individuazione dei punti di maggiore importanza strategica e tattica, compromessi i quali si costringe il nemico al collasso.
  3. Offensiva: Trovarsi sempre in una posizione di iniziativa, imponendo all’avversario tempo, luogo, forza e direttrice d’attacco.
  4. Sorpresa: Agire con atti che il nemico non si aspetta, e ai quali non si possa preparare.
  5. Economia delle forze: Distribuzione delle forze nella maniera più vantaggiosa.
  6. Libertà di movimento: Facoltà di poter muovere le forze nel campo di battaglia senza impedimenti.
  7. Unità di Comando Il leader può avvalersi di ottimi consiglieri, ma il comandante è uno e uno solo e le decisioni sono solo le sue, di cui si assume le responsabilità.
  8. Sicurezza: Gestione dell’azione per garantire la maggiore sicurezza delle forze in campo evitando di farsi sorprendere da azioni non previste.
  9. Semplicità: Elaborare un piano che possa essere compreso da tutti, fino al più stupido soldato delle proprie fila.

Andiamo ora ad analizzare le battaglie viste fin’ora in questa settima stagione, analizzandole secondo questi principi.

E’ evidente che nella conquista di Castel Granito, avvenuta nella puntata 7×03, la fazione facente capo alla nostra Targaryen preferita mancava di alcuni degli elementi elencati sopra:

  • Obiettivo: A quanto pare la conquista di Castel Granito non era così centrale da un punto di vista strategico, visto che viene abbandonato dai Lannister senza problemi, e praticamente senza combattere.
  • Massa: A combattere vengono inviati solamente gli Immacolati e le forze vengono divise.
  • Sorpresa: L’azione non è così inaspettata, tanto che il genio militare di Jaime la prevede e si muove di conseguenza, anticipandola.
  • Sicurezza: Le truppe vengono inviate senza rifornimenti logistici, contando di usare le risorse trovate a Castel Granito (che Jaime si assicurerà invece di prelevare) e senza copertura marittima, lasciando libertà incontrastata ad Euron Greyjoy ed alla sua flotta di incastrare le armate in un castello vuoto e senza risorse.

Dall’altro lato Jaime compie un’azione che ricorda molto quella svolta dai Russi sia durante la Campagna di Russia di Napoleone sia durante la Seconda Guerra Mondiale, contro le truppe dell’Asse. Questa tattica consiste nel lasciare libertà di movimento al nemico, fornendo una blanda resistenza militare e ritirandosi sempre, consentendogli di fare piccole conquiste militari, assicurandosi però che tutte le loro conquiste vengano sempre svuotate delle risorse e portate da un’altra parte. Il principio cardine della logistica è “pappa, cacca, nanna” che vuol dire che un esercito che non mangia, non dorme e che non viene pagato è un esercito che prima o poi smetterà di combattere.

I russi, nel magistrale uso bellico che hanno fatto del loro territorio, a combattere al posto delle truppe lasciavano il cosiddetto “Generale Inverno”, un’armata fatta di freddo, fame e desolazione, che non lasciava scampo.
Cersei, visto che l’inverno-è-arrivato-ma-non-così-tanto, lascia Euron e le sue simpatiche navi a bloccare i cari immacolati in un castello vuoto, senza possibilità di scampo.

 

Dall’altro lato del fronte, invece, Jaime applica tutti i principi elencati precedentemente e capisce bene qual è il punto della situazione: il danaro. Si dirige quindi verso l’unica casata di Westeros che sembra averne ancora, ovvero i Tyrell. Uno dei detti più veri di strategia militare dice che “nella lotta dell’oro contro la carne, il primo ha sempre la meglio”, un modo di dire che sottolinea la centralità che la logistica ha nella conduzione della guerra.

È quindi lui a scegliersi la battaglia che vuole, inaspettata dai suoi nemici, imponendo i suoi ritmi e la sua volontà ad un nemico lasciato misteriosamente da solo dai suoi alleati. Concentra le sue forze e, nel tempo di un’eiaculazione precoce, conquista il castello di Alto Giardino.

Con un solo gesto militare risolve 3 problemi alla sorella:

  1. Permette di pagare il grande debito accumulato con la Banca di Ferro e di onorare il motto “un Lannister paga sempre i propri debiti”.
  2. Blocca metà dell’esercito del nemico, gli Immacolati, in un posto tagliato fuori dalla catena logistica.
  3. Fa fuori uno degli alleati del leader nemico, la Regina di Spine, facendo cadere un importante pezzo della scacchiera.

Insomma: CAPOLAVORO!

Nel prossimo episodio di “GOT: L’arte della Guerra” parleremo della puntata 7×04 e vedremo come se l’è cavata Daenerys sul campo di battaglia.

HAIL FANACEA!

 

 

2 commenti su “Game of Thrones: L’arte della Guerra

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