Il Golden Bikini: moda e cinema, compagni di letto

Dopo l’articolo sulle camicie hawaiane, in cui abbiamo visto come il cinema e la tv abbiano reso di moda un capo vacanziero, ora vi voglio parlare di un indumento cinematografico che, sebbene non abbia lanciato una vera e propria moda, indubbiamente rappresenta, fin dalla sua prima apparizione nelle sale, l’indumento sexy per eccellenza e fantasia erotica di molti maschietti: il bikini dorato  che la principessa Leia indossa in episodio VI – Il ritorno dello Jedi.

Purtroppo per me l’appeal del costumino succinto di Leia è svanito dopo che abbiamo vestito mio fratello gemello da “slave Leia” per la sua festa di laurea. In effetti ho una leggera difficoltà a buttare giù queste righe senza rabbrividire ripensando a quell’immagine di lui ancora vivida nella mia memoria a distanza di anni, ma ci proviamo…

Ideazione

Composto da un bikini di pelle con coppe e slip impreziosite da serpentine di metallo, il costume nasce dalla mente creativa dalla costumista Aggie Gerard Rodgers e dal designer Nilo Rodis Jamero. Entrambi non sconosciuti a Lucas: il primo aveva già collaborato col regista come assistente agli effetti speciali in episodio V, la seconda aveva lavorato assieme a lui in American Graffiti nel 1975.

La Gerard ha dichiarato che l’intenzione di Lucas era quella di dare una veste nuova e più sensuale al personaggio della Principessa Leia, fino ad allora sempre sacrificato in abiti molto coprenti e casti. Nei due episodi precedenti, infatti, la principessa di Alderaan era stata rappresentata molto algida ed incapace di far trasparire emozioni, quindi anche il suo look doveva rispecchiare questo suo essere.

Con il trascorrere degli episodi la personalità di Leia cambia, diventa più emotiva e di conseguenza si decide che la sua persona venga “svelata” in tutti i suoi aspetti.

Il bikini dorato non è però completamente farina del sacco della Gerard e di Jamero; è noto, infatti, che i due trassero ispirazione dai lavori dell’artista Frank Frazetta, illustratore e pittore statunitense.

In particolare presero spunto dal suo lavoro “Regina egiziana”, in cui viene ritratta una donna incatenata ad una grossa colonna sorvegliata da una guarda e una bestia feroce. La regina prigioniera indossa un capo molto simile a quello che poi sarà disegnato per la principessa Leia. Unica differenza il panno che va a comporre la gonna del vestito, molto più fantasioso e dai colori vivaci.

“Egyptian Quenn” di Frank Frazetta

In un’intervista la Rodgers dichiarò che originariamente il tessuto della gonna doveva essere lungo più di 22 metri (“25 yards” ndr) al fine di conferire un effetto fluttuante al costume quando la principessa si muoveva. Idea poi accantonata perché sarebbe stato poco pratico vista la dinamicità delle scene.

Sketch del costume fatto da Nilo Rodis Jamero

Il costume ideato per episodio VI è stato realizzato direttamente sul corpo della Fisher, proprio perché doveva fasciarle alla perfezione seno e busto. Ne esistono quindi diverse versioni a seconda delle differenti scene che sono state girate.

Inoltre, la versione in metallo non è stata utilizzata in tutti i frame del film: in alcuni, soprattutto quelli più dinamici in cui appare la controfigura della Fisher, le parti in metallo furono sostituite con componenti di plastica, per evitare che le donne potessero farsi male durante i movimenti.

In merito al costume la Fisher ha dichiarato: “Era scomodissimo, non come acciaio, certo, ma era di plastica durissima. Terribile. Probabilmente quel bikini è ciò che useranno le top model nel settimo girone dell’Inferno!”.

Carrie Fisher e la sua controfigura, Tracy Eddon, in un momento di pausa dalle riprese

Bikini da copertina

Già qualche tempo prima dell’uscita del film, la rivista Rolling Stone decise di dedicare alcune pagine all’attrice e al nuovo episodio della saga di prossima uscita nelle sale.

Percependo il successo che il sexy look di Leia avrebbe suscitato nei fan della saga, si decise di far indossare alla Fisher il bikini d’oro su una spiaggia nei pressi del California Golden Gate National Recreation Area, ritraendola in pose ironiche in compagnia di un ewok, una guardia gamorreana di Jabba e Darth Vader. Foto che poi hanno fatto la storia e fatto diventare il bikini dorato oggetto di culto.

Carrie Fischer ritratta nel famoso golden bikini per la rivista Rolling Stone

Anche il Wall Street Journal s’interessò al costume, in particolare sul fatto che la Disney non volesse più utilizzare l’immagine della principessa Leia schiava di Jabba per il suo merchandise.

La Disney sta infatti gradualmente eliminando dal commercio tutti i gadget che raffigurano la Principessa Leia come schiava sottomessa.

Messa al bando decisamente non apprezzata dai fan che hanno visto in questo gesto un’ulteriore Disneyficazione del franchise di Star Wars. Sono moltissime le persone che trovano sconcertante che le immagini di Leia, in uno dei suoi costumi più iconici, vengano bandita perché ritenute degradanti per la figura femminile.

Il divieto non si fermerebbe alla merce, pare che nessuno dei fumettisti possa rappresentare Leia nel suo outfit in bikini marrone e oro.

J. Scott Campbell, artista di fumetti che ha creato molte opere dedicate a Star Wars, ha dichiarato che la Disney è in procinto di pulire l’immagine di Leia, eliminando la sua parentesi da sexy schiava: 

“Ho sentito la notizia da due fonti. Non possiamo neanche disegnare Leila in una posa sexy alla Marvel, e tanto meno in quel vestito! È stata anche negata l’autorizzazione a creare un modellino 3d di Leia schiava. Non ci sarà più alcun prodotto con questa immagine…”

Oggetto di culto

Nonostante questa presa di posizione da parte della Disney, non c’è dubbio che negli anni il sexy bikini sia diventato un capo cult, simbolo di seduzione e sogno proibito per molti uomini.

Nel “mondo nerd”, in particolare, slave Leia è l’espressione massima di erotismo e sensualità.

Emblematico è il primo episodio della terza stagione di Friends in cui Ross confida a Rachel che il suo sogno erotico fin da adolescente è Leia prigioniera di Jabba de Hutt.

Ma non solo nell’emisfero maschile il costume dorato viene apprezzato, molte sono le ragazze e cosplayer che scelgono questo indumento per apparire provocanti e sensuali.

Esempi in film e telefilm sono :

La bellissima Yvonne Strahovsky aka Sarah in Chuck

E la intrigante Kristen Bell nel film Fanboys (2008)

Kristen Bell nel film Fanboys

Ma non è solo nell’universo nerd che il golden bikini viene tanto apprezzato, appare indossato anche da una seducente  Kim Kardashian in una scena dell’episodio pilota dello show “Alligator Boot” (2009) al fianco di Kanye West e di un rozzo pupazzo.

Kim Kardashian e Kenye West nel comedy show “Alligator Boot”

Questa immagine iconica ed immortale di Carry Fisher nel suo golden bikini è preservata dai fan della saga stellare come una sorta di patrimonio mondiale dell’Unesco.

Per questo non stupisce che il richiamo poco felice a Leia prigioniera di Jabba de Hutt fatto da GQ USA nell’estate del 2015 alla nota comica statunitense Amy Schumer sia stato visto di cattivo gusto e aspramente criticato.

Il servizio fotografico in questione ritraeva la Schumer in tenuta da Slave Leia in pose sia comiche che sessualmente ammiccanti con alcuni dei personaggi più amati di Star Wars: in una foto, in particolare, tiene nella propria bocca l’estremità di una spada laser, simulando un rapporto orale, mentre nella foto di copertina fa una cosa simile con un dito meccanico del droide C3P0. Le foto del servizio di GQ sono circolate molto online, e la LucasFilm – di proprietà della Disney – ha risposto dissociandosene con un breve comunicato ai molti utenti di Twitter che chiedevano conto del presunto “cattivo gusto” delle foto.

Amy Schumer in alcuni scatti per il servizio fotografico di GQ USA
Amy Schumer in alcuni scatti per il servizio fotografico di GQ USA

Nonostante questo episodio, la sacralità e venerazione per questo indumento rimangono immutate negli anni. Per questo non stupisce come nell’autunno del 2015, in prossimità del grande ritorno di Star Wars nelle sale con Episodio VII “il risveglio della forza”, il bikini sia stato battuto all’asta da “Profiles in History” per la bellezza di 96 mila dollari.

Questi riportati sono solo alcuni degli innumerevoli tributi fatti al bikini più famoso del cinema. Infatti – nonostante il passare degli anni e la volontà della Disney di cancellare ogni traccia dell’immagine di sexy schiava di Leia – l’informissima Carrie Fisher avvolta in quel succinto costume e le sue mille acconciature rimarranno indimenticabili per ancora molti e molti anni.

HAIL FANACEA!

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