Guardiani della Galassia Vol. 2: fanacei al cinema

Aspettavo questo momento tanto quanto ho aspettato Pasqua per aprire l’uovo (ehi, ormai il Natale si aspetta solo per Star Wars si sa) tanto è che quando ho visto che il cinema mi proponeva una maratona dei Guardiani della Galassia 1 e dopo la mezzanotte il 2 ho colto l’occasione al volo.

Ero un po’ restia per il fatto che fossero in 3D perché porto gli occhiali e sembro una scema con gli occhiali sopra gli occhiali (per non parlare della scomodità) e temevo che dopo quasi cinque ore al cinema in 3D sarei uscita tipo dopo una giornata a Gardaland. E proprio come mi aspettavo, Guardiani della Galassia Vol. 2 è stato un intensissimo trip, ma questo lo si poteva intuire già dai poster del film.

Guardiani della Galassia Vol. 1 è senza ombra di dubbio il mio cinecomics preferito e potrei rivederlo all’infinito.

Abbiamo lasciato la storia con i Guardiani che hanno salvato la Galassia da Ronan e la Gemma dell’Infinito è al sicuro su Xandar protetta dai Nova Corps.

Il Vol. 2 inzia come il Vol. 1, con una breve scena sulla Terra negli anni ’80, e qui vediamo finalmente il padre di Peter Quill aka StarLord , interpretato da Kurt Russel, insieme alla madre di Peter. Con un salto di 34 anni torniamo al presente, dove vediamo i Guardiani in missione affrontare un super mostro tentacoloso. L’ignoranza di Drax e di tutto il team si dimostra nuovamente una soluzione vincente, con battute sempre divertenti e non forzate che forse a volte si trascinano un attimo verso la volgarità. Ma il vero protagonista di questo film, oltre l’ignoranza e l’Awesome Mix Vol. 2, è lui: Baby Groot.

IO AMO GROOT

Una nota positiva per Gamora, con la quale mi identifico non solo per i capelli dello stesso colore, ma per il suo dover “sopportare un branco di idioti” come amici e fargli molto spesso da mamma perché si mettono nei guai e combinano casini. Inoltre Yondu, un personaggio che già mi piaceva in Vol.1 in questo film ha decisamente dato tanto.

Personalmente ho trovato la trama piatta, nonostante la storia sia raccontata con battute divertenti ed esplosioni notevoli. Non era la storia che mi aspettavo su StarLord e suo padre, ma non voglio svelarvi di più. Dico solo che Father and Son di Yusuf/Cat Stevens era la canzone che più speravo mi facesse emozionare, lo ha indubbiamente fatto, ma in un modo che mi ha sorpreso e che non mi aspettavo.

La presenza di Sylvester Stallone e di David Hasselhoff sono un chiaro richiamo alla patina anni ’80 che pervade tutto il film, sopratutto per la colonna sonora.

Un altro attore che precedentemente non avevo notato è Sean Gunn, fratello del regista James Gunn e interprete di Kirk in Una Mamma per Amica. Grazie a Netflix e ai nuovi episodi che ci ha regalato a novembre, facendomi tornare a Stars Hollow, non ho potuto fare a meno di immaginarmi Kirk in ogni scena del film dove interpretava Kraglin, il sottoposto di Yondu. Soprattutto in una delle scene post credits. Sì, vi ricordo che sono cinque e di rimanere fino alla fine.

Io amo Groot. Questo film sui Guardiani della Galassia un po’ meno. È stato bello ma non bellissimo, divertente e ignorante al punto giusto. Dopotutto dopo il primo film era difficile mantenere un livello così alto di epicità e perfezione.

Se volete vedere il film non vi resta che procurarvelo QUI!

HAIL FANACEA!

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