AsianFiles: 5 film asiatici di guerra da vedere

Se negli AsianFiles precedenti la parte del leone l’avevano fatta Cina (per i film Wuxia) e Giappone (per l’animazione) in questa occasione 3 dei 5 film proposti sono di provenienza Sud-Koreana.

Senza troppi indugi in questo articolo vi elencherò 5 dei migliori film di guerra che ho avuto occasione di vedere negli ultimi anni e che, per motivi diversi tra loro, mi sono piaciuti parecchio.

1. Brotherhood of War (2004)
Questo film racconta la storia dei fratelli  Jin-Tae e Jin-seok che vengono inviati al fronte allo scoppio della guerra di Korea. Jin-Tae si convince che, per proteggere il giovane fratello e per poterlo allontanare dal fronte, deve fargli guadagnare una medaglia. Inizia quindi ad offrirsi volontario per pericolose missioni, finendo per diventare un fanatico della guerra, pieno d’odio per i nord Koreani. Ma un attacco dell’armata cinese li separerà, mettendo a dura prova il loro legame.
Film davvero toccante, il rapporto tra i due fratelli viene sviluppato nell’intera durata del film in maniera così profonda che è impossibile non rimanere commossi alla fine della pellicola.
Girate maestosamente anche le scene di guerra: sconvolgenti nella loro violenza e immediatezza; un grande kolossal coreano che, come altri film di questa lista, non ha nulla da invidiare ai film di hollywood per epicità o effetti speciali.

Potete trovare il film qui il coreano (tocca affidarsi ai sottotitoli)

2. Front Line (2012)
1953, mentre gli alti capi militari della Korea del sud e del Nord non riescono a mettersi d’accordo su una tregua per l’estenuante guerra di Corea un ufficiale del Sud viene trovato morto al fronte, per colpa di un’arma che solo un altro ufficiale del Sud può possedere.
Il tenente Kang viene quindi spedito nella zona più calda del conflitto a caccia di una spia tra le fila della compagnia alligatori.
Il fronte è la collina Aerok (Korea al contrario) che ormai negli anni viene conquistata e poi perduta da ambo le parti.
Una collina come ne La sottile linea rossa; un cecchino donna come in Full Metal Jacket: due casi emblematici di come The Front Line non si ponga come punto di vista originale o innovativo sulla guerra, ma come ultimo anello ricco di citazioni di una lunga catena di cinema anti-bellico.
Infatti questo film non è altro che un feroce grido contro l’insensatezza della guerra, in particolare quella di Korea, una delle più insensata tra le guerre: quella tra chi parla la stessa lingua, ha dei legami di sangue, probabilmente lo stesso cognome, ed è diviso solo da linee tracciate da dei generali su una cartina geografica.

Front Line lo potete trovare qui e come nel caso precedente solo i sottotitoli potranno venirci in aiuto.

3. City of Life and Death (2009)
Dicembre 1937, le truppe giapponesi entrano a Nanchino (allora capitale della Cina), la città cadrà in tre soli giorni a seguito di feroci combattimenti.
Nelle settimane successive, i soldati nipponici compieranno massacri di civili, stupri e saccheggi che porteranno al cosiddetto Massacro di Nanchino, uno dei momenti più tristi della storia cinese.
Film volutamente in bianco e nero per sottolineare la crudezza e la brutalità dei fatti avvenuti, cosa che dona ancora più drammaticità alla pellicola.
Film sicuramente pregno e dalle immagini molto suggestive che ci mette di fronte ancora una volta agli orrori della guerra e quanto l’uomo possa essere crudele e malvagio nei confronti dei suoi simili.
Va detto che, seppur peccando un po’ di autocommiserazione, il regista è bravo a non descrivere i giapponesi come il male assoluto (raro per una produzione cinese quando tratta argomenti così tristi della sua storia), anzi i personaggi sono così profondamente caratterizzati che ci vengono mostrate molte sfaccettature dell’animo umano, da entrambi i lati.
Uno Schindler’s List in chiave cinese, ma non per questo meno bello ed interessante.

Il film lo trovate qui ma questa volta è in cinese sottotitolato (già meglio)

https://www.youtube.com/watch?v=9td_3P3w1S4

4. Bullet in the head (1990)
Il più datato della cinquina, ma non per questo meno bello.
Parliamo di uno degli ultimi film di John Woo prima del suo approdo ad Hollywood e, a mio avviso, uno dei suoi migliori film in assoluto.
1967 tre giovani lasciano Hong Kong per tentare fortuna e successo a Saigon, ma lì troveranno l’inferno. Dopo molteplici vicende ne usciranno tutti (in modi diversi) distrutti.
Al centro di questo melodramma sull’amicizia, vi è l’impressionante rappresentazione di un mondo dove regnano soltanto violenza e morte. Woo è insuperabile nella capacità di rappresentare l’atmosfera che si respirava nella Hong Kong degli anni ’60 e nel rievocare (sia pure con riferimento ad una diversa epoca storica) i massacri di piazza Tienanmen, ben impressi nella memoria degli spettatori hongkonghesi; e lo fa con un senso del ritmo da fare invidia a qualsiasi film americano del periodo, infatti Il film regge tranquillamente il confronto con film del calibro de “Il cacciatore” o “Apocalypse Now”.
Nonostante le scene d’azione siano caratterizzate dal classico marchio di fabbrica Woo-Style, il regista fa un uso più limitato delle sparatorie iperrealistiche che avevano caratterizzato i suoi film precedenti (come “A Better Tomorrow” e The killer”). Film da vedere Per capire la grande maestria di uno dei più importanti regista del panorama cinematografico di Hong Kong

Qui trovate il film

5. The Tiger (2015)
Korea, 1925, alle pendici del monte Jirisan, Durante l’occupazione giapponese della penisola coreana, l’ufficiale a capo dell’esercito nipponico, collezionista di trofei di caccia impagliati, intende sconfiggere a tutti i costi dae-ho, ossia la grande tigre che si aggira per i boschi, soprannominata dai locali il Re della Montagna, e spezzare così un simbolo dell’indipendenza del popolo coreano.
Dopo i fallimenti dei cacciatori assoldati per il compito, l’ufficiale mobilita anche l’artiglieria dell’esercito e bombarda la foresta, ma forse solo Man-duk, solitario cacciatore che conosce il luogo in cui l’animale si rintana, è in grado di catturarlo.
Bastano pochi minuti di film e vi renderete subito conto di essere davanti a un filmone con i controca**i: fotografia, CGI, regia, non hanno nulla da invidiare a film del calibro di di Revenant per potenza visiva.
Choi Min-sik, dopo il grande successo ottenuto con il ruolo in Oldboy, è diventato un’icona del cinema sud-koreano, e anche in questo film regala un’interpretazione da Oscar.
Forse il meno “bellico” della cinquina ma vi terrà ugualmente incollati allo schermo con scene d’azione che ricorderete a lungo.


Con la speranza di aver consigliate qualche bel film anche oggi, vi saluto e vi rimando al prossimo Asianfiles.

HAIL FANACEA!

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