Hajime no Ippo: i sentieri sconosciuti dell’animazione

Hajime no Ippo spokon

La boxe è uno degli sport che più si presta a ispirare storie di formazione e riscatto: l’assoluta devozione che richiede, il dolore che comporta, la responsabilizzazione che grava sull’atleta che ha solo nelle proprie mani il risultato. Inoltre, pochi sport sono una metafora tanto azzeccata delle lotte che tutti affrontiamo nella vita. Non stupisce dunque che esistano film, libri e anime che utilizzino la boxe per veicolare dei messaggi.

Nel mondo dell’animazione il più famoso del genere è sicuramente Rocky Joe, che quest’anno compie 50 anni (per l’occasione in queste settimane sta uscendo su VVVVID Megalo Box, che consiglio). Nel 1990, però, esce un manga che è all’unanimità considerato l’erede di Rocky Joe e che è ancora in pubblicazione, rendendolo uno dei fumetti più longevi del Sol Levante (oltre 1000 capitoli): Hajime no Ippo. Da questo manga ne sono state tratte tre serie anime. Nel presente articolo si parlerà della prima serie di 76 episodi: Hajime no Ippo – The fighting, che copre la prima parte del manga.

Come sempre, prima qualche coordinata. Hajime no Ippo è uno spokon, ovvero un’opera di animazione che tratta di temi sportivi, descrivendo un protagonista che raggiunge obiettivi ambiziosi tramite la determinazione e l’allenamento.

Data questa premessa, la logica domanda che segue è: tale anime ha le caratteristiche per essere uno spokon degno di questo nome? La risposta è: assolutamente sì.

Hajime no Ippo Hajime no Ippo

La trama di Hajime no Ippo

Ippo è un povero ragazzo che aiuta la mamma vedova nella pescheria di famiglia. Di carattere mite, è continuamente vessato dai bulli, finché non scoprirà per pura casualità di avere un pugno a dir poco esplosivo. Conosciuto un pugile che lo indirizzerà in una palestra, compirà i primi passi in un mondo duro, ma che allo stesso tempo gli darà tanto e lo arricchirà come persona nel suo percorso di crescita adolescenziale.

Ippo e il suo ambiente

Il protagonista attira subito le simpatie del pubblico e ci si immedesima subito in Ippo, in quanto è un ragazzo comunissimo con tutte le insicurezze tipiche della sua età, comprese le pene d’amore. Lo spettatore resterà sempre colpito da come lo stesso ragazzo capace di sollevare il sacco con un pugno riesca a malapena a parlare con una ragazza e sia a volte di un’ingenuità disarmante. Siamo lontani luce dal teppista Joe: Rocky Joe rappresentava la gioventù di periferia del dopoguerra, Ippo è un ragazzo troppo sensibile che vive nel ricco e consumistico Giappone.

Questo protagonista ben strutturato è inserito in un ambiente altrettanto ben definito, una palestra che è come una famiglia, con un allenatore burbero e severo, ma in fondo amorevole, e con dei compagni di allenamento che sono degli ottimi comprimari e attori di gag divertentissime. Quest’ultimo aspetto dei comprimari di qualità non è da sottovalutare, considerando che quest’anime parla di uno sport individuale: il pugilato è vissuto come un’esperienza collettiva, dove ogni atleta sostiene l’altro.

Hajime no Ippo

Gli avversari

Il successo di uno spokon è dovuto per una grossa fetta alla caratura degli avversari, e Hajime no Ippo è ricco di personaggi con la P maiuscola: Volk, Myata, Rocky detto “la tigre di Naniwa” che viene preso da una sorta di furia mistica a ogni combattimento e che lo rende un pugile di una potenza inaudita. Oppure l’inquietante Mashiba, spaventoso tanto nell’aspetto da diavolo quanto nei colpito infidi che usa. Infine Eiji Date, pugile esperto pronto a diventare professionista e che ha voglia di riscatto, dopo aver pensato di abbandonare la via del guerriero per abbracciare una tranquilla vita da impiegato.

Hajime no Ippo

Musiche e combattimenti

Menzione a parte meritano le musiche, sempre calzanti, che danno un tono epico ai momenti più drammatici o solenni, come una vittoria sofferta. I combattimenti non deludono mai, garantendo sempre una grande spettacolarità. Ippo soffre molto e questa sofferenza traspare durante la visione, ci si lega a questo timido ragazzo e ci si esalta di fronte alle sue prodezze atletiche nonostante il dolore.

Hajime no Ippo Hajime no Ippo

Conclusione

In definitiva, questo spokon è un esponente impeccabile del suo genere e merita di essere guardato se le storie di sport appassionano. Il ritmo non cala quasi mai e se non ci annoia in 76 puntate, qualcosa vorrà pur dire. Un’ottima trasposizione animata di un bel manga.

La serie è subbata, assieme ai gradevoli film animati, dagli ottimi Kanjisub.

Hajime no Ippo

Hajime no Ippo

HAIL FANACEA!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *