Hakugei Densetsu: i sentieri sconosciuti dell’animazione

Osamu Dezaki per gli appassionati di animazione giapponese non ha bisogno di presentazioni. Per chi non lo conoscesse, parliamo di un grande regista che ha all’attivo la direzione di opere molto conosciute nel nostro Paese: Lady Oscar (episodi da 19 a 40), Rocky Joe, Remì, per citarne solo alcune. Per non parlare di alcuni special di Lupin III.

Merito suo sono anche alcune innovazioni stilistiche, quali lo split screen (lo schermo diviso, utilizzato ad esempio per far vedere in contemporanea due che si telefonano) e particolati fermi immagine molto dettagliati che di solito chiudevano gli episodi da lui diretti, le c.d. “cartoline ricordo” (chi ha visto Lady Oscar le ricorderà sicuramente).

A fianco di opere così blasonate c’è una piccola perla sconosciuta ai più: Hakugei Densetsu (traducibile come La leggenda di Moby Dick), anime sci – fi del 1997 composto da 26 episodi.

Hakugei Densetsu: la trama

Anno 4699, il sacro fuoco della colonizzazione spaziale si è ormai estinto. L’umanità abita una miriade di pianeti riuniti nella Federazione e, quali rimasugli di quell’era di esplorazioni e di battaglie, lo spazio è pieno di astronavi abbandonate. Tale gran numero di relitti è una miniera d’oro per i predoni che le saccheggiano e ne rivendono i componenti. Queste bande chiamano le loro prede “balene” e loro stessi “balenieri”, in onore degli antichi cacciatori di quelle grandi creature sulla Terra.

Tra tutti gli equipaggi di balenieri, il più rinomato è quello del Capitano Ahab, leggendario cacciatore di balene capace di abbordare qualunque preda e di soddisfare qualunque richiesta.

Un giorno arriva da lui un ragazzino, Lucky Luck, che gli chiede di compiere un’impresa a dir poco disperata: salvare Moad, il suo pianeta, minacciato dalla terribile Moby Dick, la leggendaria nave da guerra bianca capace di disintegrare interi mondi. Un’arma di distruzione di massa inviata dal governo federale, che intende testare la nuova astronave sul pianeta per saggiarne la potenza.

Il capitano Ahab ha già affrontato Moby Dick, perdendo un occhio e una gamba. Ora ha l’occasione di prendersi la sua vendetta.

I personaggi

Già dal titolo e dalla trama si capisce che l’anime prende spunto dal libro di Melville, estrapolando alcuni elementi per rielaborarli in chiave sci – fi. Particolare menzione meritano i personaggi, da quelli più approfonditi a quelli trattati più superficialmente.

Il capitano Ahab è un protagonista carismatico che genera simpatia nello spettatore. È un personaggio che alterna momenti di serietà, in cui dimostra di che pasta è fatto, a momenti leggeri in cui contribuisce alle gag per alleggerire la storia.

Ahab comunque non oscura il resto dei personaggi, cui ci si affeziona nel corso delle puntate: dal piccolo Atre sempre lasciato indietro perché ancora un bambino al gigante Barba, un alieno discendente da una strana tribù cannibale. Passando dal pilota Speed, il tecnico Academias, Doc, lo spadaccino Mutz, il cuoco Cook e l’ex poliziotto White Hat.

Altra presenza importante sono gli esseri artificiali. Da un lato Dew, misterioso androide che si unirà alla ciurma e che possiede un particolare legame con Moby Dick. Dall’altro Murato, androide a capo delle forze di sgombero del pianeta Moad, che ha il compito di arrestare chiunque si opponga all’evacuazione del pianeta. Gli androidi di alto livello nel mondo di Hakugei assumono un valore particolare: essi infatti sono tutti criminali che, macchiatosi di gravi crimini federali, sono stati condannati a essere trasformati in macchine al servizio della società. Questo dona a Murato un certo spessore psicologico, poiché ricorda benissimo (al contrario di Dew) il perché della sua condanna.

Altro personaggio meritevole di menzione è il piccolo Lucky Luck, in quanto narratore della storia. Risulterà impossibile non stare dalla parte di questo piccolo coraggioso, disposto a viaggiare da clandestino e a imbarcarsi come baleniere pur di salvare il suo pianeta.

Tematiche e stile

La mano di Dezaki è ben visibile nel corso della serie. L’opera è infatti costellata di “cartoline ricordo” e di inquadrature oblique e angolate.

Il regista confeziona una storia di per sé semplice e all’insegna dell’avventura, con molte gag divertenti che alleggeriscono il clima nel dipanarsi della trama. Ciò nonostante resta un certo pessimismo di fondo.

L’umanità non è cambiata per nulla: il governo è infatti corrotto, esiste ancora l’emarginazione sociale che separa poveri e ricchi. Lo stesso concetto di diritti umani può dirsi perso nel vuoto siderale dello spazio: il governo non esita, infatti, a privare un intero popolo della sua casa per un test militare o a trasformare i criminali in androidi. Non è mutato nemmeno l’atteggiamento dell’umanità nei confronti dell’ambiente, Moad è infatti un pianeta distrutto dall’inquinamento. Mondo famoso per i suoi pozzi petroliferi, viene scelto come pianeta sacrificabile quando ormai ha esaurito tutta la sua ricchezza e compromesso quasi totalmente il suo ecosistema

Tutto ciò costituisce un piano più profondo di lettura. Come si è detto, Hakugei Densetsu è essenzialmente una storia avventurosa. Persino il tema della vendetta, che all’inizio pare uno degli assi portanti, perde di intensità per essere parzialmente sostituito dalla volontà del capitano Ahab di aiutare la povera popolazione di Moad.

Conclusione

Piccolo tesoro dimenticato del grande Osamu Dezaki, Hakugei Densetsu è una bella storia ambientata nello spazio che non rinuncia a seminare qua e là spunti di riflessioni importanti. Certamente non è immune da difetti, forse 25 episodi sono troppi e la storia rallenta un po’ troppo dopo le prime puntate di presentazione. Inoltre l’equipaggio di Ahab, se da un lato fa ridere, dall’altro a volte scade nella macchietta a causa delle gag. Piccoli appunti che, comunque, non minano assolutamente il mio grande apprezzamento per quest’anime.

Purtroppo nessun fansub italiano si è preso la briga di sottotitolare Hakugei Densetsu, ma spulciando internet potete trovare una versione sub eng. Recentemente i bravi Kanjisub hanno subbato in italiano le prime puntate, ma il progetto è ancora in corso.

HAIL FANACEA!

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