House of Cards 5: fanareview del primo episodio

Aspettavo con ansia il 3o maggio perché finalmente sarebbe uscita la nuova stagione di House of Cards. E stasera sono riuscita a guardare solo due episodi, anche se il demone telefilmico che è in me pregava per un binge-watching. Ma domani mattina ho un colloquio di lavoro, e anche se potrei e dovrei prendere lezioni da Claire su come ci si veste “da adulta” (oggi avevo una t-shirt di Superman, pantaloncini corti e le Superga: praticamente ero vestita come un bambino di 8 anni), non posso davvero passare la notte sveglia con gli Underwood.

Alla fine della quarta stagione siamo rimasti con Claire Underwood candidata come “running mate” del marito Frank alle prossime elezioni presidenziali contro il candidato Repubblicano Will Conway. Ma sopratutto il finale di stagione vede gli Underwood prendere una posizione contro l’ICO, che porterà all’esecuzione di James Miller in diretta, precisando che “We make the terror” e che dei terroristi loro non hanno paura.

Chapter 53 (attenzione, pericolo spoiler!)

Mancano due settimane alle elezioni, e come promesso Claire e Frank usano il terrore per raccogliere voti. L’episodio inizia subito in grande stile, con un Kevin Spacey/Frank Undewood fenomenale che entra senze invito al Congresso e tiene un discorso per chiedere al Congresso stesso una dichiarazione di guerra all’organizzazione terrorista ICO, un discorso che si può riassumere con: “I don’t care. I will not yield!” (non me ne frega, io non cederò).

Dopo il funerale di James Miller, è giunto il momento per entrambi di usare la morte di Miller per i propri scopi politici personali. Mentre Frank continua a spingere il Congresso a una dichiarazione di guerra, Claire parla con la madre di Joshua Masterson, il terrorista che ha decapitato Miller, suggerendole di invitare suo figlio a costituirsi. Successivamente parte una caccia all’uomo. Che però non porta a niente, perchè dovremmo conoscere meglio Frank Underwood: Masterson è già stato catturato e usato per diffondere ulteriore il terrore sul suolo americano. Gli obbiettivi degli Underwood sono molto chiari: guerra, paura, brutale.

“Did you think I didn’t already have him? That I would have left him out there somewhere? And I thought you knew me.” (pensavate che non lo avessi già? che lo avrei lasciato lì fuori da qualche parte? e io che pensavo che mi conosceste)

Questo tanto atteso primo episodio è stato un po’ lento, ma ci sta. In questi 55 minuti abbiamo fatto il punto della situazione, abbiamo capito a cosa puntano gli Underwood e ora non ci resta che la curiosità di vedere fino a che punto con le loro macchinazioni politiche si spingeranno per creare e diffondere il terrore tra gli americani.

E caro Frank, ormai ti conosciamo e sappiamo che quando ci dici “You have noting to be afraid of” (non avete nulla di cui aver paura) dobbiamo proprio aver paura.

E parlando di paura, ho guardato quasi tutto l’episodio con la mia Lily che mi osservava nelle penombra, con il peluche di un topo davanti a sè. E sembrava quasi minacciarmi che se non giocavo con lei, avrebbe scatenato il terrore. Hail Fanacea!

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