Kung Fu Yoga: Netflix in supposte

Alzi la mano a chi non piace Jackie Chan. Credo nessuno dai, tutti almeno una volta nella vita abbiamo visto un suo film e ci siamo divertiti a vederlo combattere in modo strampalato o esibersi in stunt che mamma-mia-se-ci-provo-io-mi-ammazzo-sicuro!

Quindi se su Netflix mi cicciano fuori un film di Jackie Chan, fresco fresco appena uscito (presentato a fine aprile di quest’anno al Far East Film Festival), diretto dallo stesso regista, Stanley Tong, di quella turbomina di “Terremoto nel Bronx”, uno salta sulla poltrona e dice: “CAAAAAZO! sarà fighissimo, devo vederlo NAU!”

Ehhhhhh no, chiunque abbia reagito così (me compreso) all’uscita di Kung Fu Yoga, su Netflix il 30 aprile, ha commesso un grosso, grossissimo errore.

il protagonista Jack (la fantasia a volte…),un archeologo stile indiana Jones docente di professione ma Tomb Rider nel cuore, viene avvicinato da una collega indiana che gli propone di cercare insieme il tesoro di Magadha, perduto da più di mille anni.
Questa la premessa più che sempliciotta che porterà i nostri eroi in giro per l’india, con anche una breve tappa a Dubai, in una serie di situazioni al limite del grottesco e con una logica narrativa da farti cadere le p…. braccia.

Ok che Jackie Chan ha superato da mo’ la soglia della pensione e non possiamo aspettarci grosse coreografie nei combattimenti ma il film si chiama KUNG FU YOGA, se il KUNG FU non me lo metti nemmeno di sguincio di cosa stiamo parlando mannaggia-a-Bruce-Lee!!???!!??

Come se non bastasse la quasi totale assenza di combattimenti. la pellicola e sommersa, ma cosa dico sommersa… INONDATA, da animali in computer grafica baracconissima: Lupi, iene e un leone fatti talmente al computer che sembra quasi di vedere  Pomi d’ottone e manici di scopa.

Insomma arrivare ala fine di questo film è davvero una faticaccia ma sul finale raggiunge il suo meglio (o peggio, dipende dai punti di vista): Una sequenza di balletto in stile bollywood INFINITAMENTE LUNGA, ma che per il mio stronzissimo gusto dell’orrido vale tutto il film:

Detto questo mi ci vorrà una retrospettiva in successione di terremoto nel bronx, police story e drunken master per riprendermi da questo scempio alla credibilità di Jackie Chan…

Hail Fanacea!

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