La Camicia Hawaiana: quando il cinema da vita ad una moda

Come il secolare dubbio “è nato prima l’uovo o la gallina”, ci possiamo porre la domanda: è la moda che influenza il cinema o è il cinema che porta determinati vestiti a diventare cult?
Boh, io credo che la risposta esatta sia: entrambe.
Quello che è certo è che la moda trae sicuramente ispirazione dal mondo del cinema e della tv.
Ho deciso di tenere questa rubrica per illustrare come siano molti i capi che grazie al cinema hanno lanciato delle vere e proprie tendenze ed altri che diventati cult rimangono indimenticabili a distanza di decenni.

Per il primo articolo di questa mia rubrica ho decido di parlare della camicia hawaiana.
Dalla forma ampia a maniche corte con o senza taschino, dal collo piatto, con fantasie esotiche e colori accesi, la camicia Hawaiana è da sempre considerata icona di un clima vacanziero e uno spirito gioioso.
Portata rigorosamente fuori dai pantaloni, la camicia Hawaiana è un capo che da più di 50 anni, non solo influenza il lavoro dei maggiori stilisti internazionali, ma continua a vestire molti dei protagonisti del piccolo e grande schermo.
Tante sono le star che dagli anni ’50 ad oggi l’hanno indossata in film, serie televisive e videoclip.
Se ci si ferma a pensare, infatti, sono convinta che a chiunque venga in mente almeno un film, in cui ha visto un attore con indosso questo tipo di camicia, che sia nel ruolo di un americano in vacanza, un giovane scapestrato o un gangster malfamato.

LE ORIGINI

L’Aloha shirt o Waikiki, questo il suo nome originale, è prima di tutto simbolo d’integrazione multi-etnica. La parola “Aloha”, infatti, per gli abitanti del posto non rappresenta solo un semplice saluto, ma anche un modo per indicare accoglienza e appartenenza.
Negli anni ‘30 (periodo in cui si fa risalire la nascita di questo tipo d’indumento), le Hawaii erano un melting pot di diverse culture: giapponesi, portoghesi e filippini lavoravano duramente nelle vaste piantagioni di canna da zucchero presenti sulle isole.
La camicia è frutto della mescolanza di queste differenti etnie: la forma morbida e destrutturata ricordava quella dei Kimoni giapponesi; il tessuto fresco e leggero di seta proveniva dalla Cina; il giallo ed il rosso erano i colori più usati per il Kapa, l’abito tradizionale hawaiano e le grafiche raffiguranti uccelli tropicali e fantasie floreali erano tipici di quelle terre.

Il pioniere delle camicie Aloha fu un mercante cinese di nome Ellery Chun, che negli anni ‘30 registrò il marchio “Aloha shirt” ed incominciò a venderle nel suo negozio di Honolulu, principalmente alla popolazione locale.
Ma è attorno agli anni ’50, con Alfred Shaheen, un industriale hawaiano di origine albanese, che le camicie hawaiane diventano famose in tutto il mondo.
Capendo il potenziale delle Aloha shirts e volendo mantenerne l’identità multiculturale; Shaheen mise in piedi un team di grafici ed artisti incaricati di ideare iconografie e stampe eclettiche prendendo spunto dai parei Tahitiani, dai tessuti orientali e da altre peculiarità dei luoghi di origine delle popolazioni immigrate.

Dalla metà del secolo scorso le camicie hawaiane valicarono i confini delle isole e diventarono una sorta di “cartolina da indossare”. Nel 1951 il presidente Usa Harry S. Truman scelse un look casual ed esotico per la copertina di LIFE, il cui titolo era appunto “L’evoluzione del guardaroba”.

LE ALOHA SHIRT PROTAGONISTE SUL GRANDE SCHERMO

Diventato capo icona dell’holiday americana grazie a Elvis Presley che la indossa nella commedia musicale “Blue Hawaii” di Norman Taurog, del 1961; in realtà la camicia Hawaiana negli anni non viene associata solo a personaggi positivi che vestono i panni del viaggiatore americano medio; ibiscus, paleme e fiori vengono indossate anche da persone malavitose, narcotrafficanti e personalità che possiamo definire “interessanti”.

Qui di seguito le tre macro categorie in cui ho deciso di raggruppare i personaggi più celebri:

“FUORI DI TESTA”

In questo primo gruppo ho riunito tutti quei personaggi dalla dubbia sanità mentale. L’aver deciso per loro un look hawaiano ha sicuramente accentuato lo spirito eccentrico e sopra le righe.

Un giovanissimo Sean Penn nel film, che dà il nome alla categoria stessa, Fuori di testa, diretto da Amy Heckerling e scritto da Cameron Crowe, del 1982.

Jim Carrey nei film Ace Ventura di Tom Shadyac, del 1994.
Il pazzo acchiappa animali non si separa mai dalla sua camicia hawaiana nemmeno all’inizio di Ace Ventura 2 quando, rifugiatosi in un tempio Buddista dopo il mancato salvataggio di un procione, si vede spuntare la camicia da sotto la Kasa, la veste tipica dei monaci buddisti.

Johnny Depp in Paura e delirio a Las Vegas di Terry Gilliam, del 1998.

“MI PRENDO UNA VACANZA”

In questa categoria ritroviamo quelle figure che durante o alla fine della narrazione decidono di prendersi una pausa e farsi una vacanza ai Tropici.

Mago Merlino nel classico Disney “La spada nella roccia” del 1963
Merlino seccato dall’atteggiamento di Semola, che preferisce la nomina di scudiero del neo cavaliere Caio invece di continuare i suoi studi, decide di partire, letteralmente a razzo, verso Honolulu, un’isola nel XX secolo allora non ancora scoperta.
Per rappresentare l’idea di vacanza, il vecchio mago viene vestito con cappellino a frontino rosso, occhiali da sole gialli e l’immancabile camicia dal gusto tropicale.

Il Genio della Lampada nell’altro classico Disney “Aladin” del 1992
Nel finale del film il Genio, finalmente libero, decide di scoprire il mondo e lo fa indossando assieme alla camicia Hawaiana anche un cappello a forma di Pippo. Outfit che non celebra, come si può subito pensare, uno dei personaggi più noti della Disney, quanto rappresenta un omaggio all’attore che ha prestato la voce al Genio stesso: Robin Williams.
Quest’ultimo, infatti, indossava il medesimo completo nel il tour speciale “Back To Neverland” ai Disney MGM Studios a fine anni ’80 insieme a Walter Cronkite.

“BAD BOYS”

In questa categoria troviamo tantissimi ragazzacci dal grilletto facile, diventati celebri anche per il loro look.
E la cosa più interessante è l’associare in così tanti film un indumento tanto vivace e caloroso a figure tutt’altro che rassicuranti.

Al Pacino in Scarface, di Brian De Palma, del 1983.
Nicolas Cage in Arizona Junior (“Raising Arizona”), scritto e diretto dai fratelli Coen, del 1987.
Robert De Niro in Cape Fear di Martin Scorsese, del 1991.
Tim Roth in Pulp Fiction, di Quentin Tarantino, del 1994.
Leonardo DiCaprio in Romeo + Giulietta di Baz Luhrmann, del 1996.
Brad Pitt in Fight Club di David Fincher, del 1999.
Russle Crowe in Nice Guys di Shane Black del 2016.
Il noto attore e cantante Jared Leto ha indossato al Coachella del 2014 una camicia molto simile a quella poi portata dalla star australiana nel film.

Jared Leto al coachella del 2014

Fuori categoria, in quanto uno dei personaggi più famosi proprio per le sue molteplici camicie hawaiane e i suoi inconfondibili baffi è Tom Selleck alias Thomas Sullivan Magnum IV, protagonista della serie televisiva degli Anni 80 Magnum P.I.
Il telefilm ispirò anche la serie a fumetti per adulti 44 Magnum pubblicata dalla casa editrice italiana Edifumetto.

LA MODA HAWAIANA IN PASSERELLA

Asos collezione PE 2016, Prada collezione PE 2014
Grazie anche alle diverse pellicole che, come abbiamo appena visto, hanno fatto diventare la camicia hawaiana da semplice indumento vacanziero a capo cult, si è progressivamente assistito ad un vero e proprio boom dello stile caratterizzato da fiori, piante e animali esotici.

Ormai troviamo un sacco di stampe dallo stile “Aloha” non solo su camicie, ma anche su abiti da donna, bermuda, magliette, addirittura su cappelli e scarpe.
Ma non è solo lo streetwear a venirne contagiato. Nelle ultime stagioni molti dei più rinomati stilisti lo hanno portato in passerella aggiustandolo ognuno con il proprio stile.

H&M collezione PE 2016, Dries Van Noten collezione PE 2014, Valentino collezione PE 2016, Prada PE collezione 2016
Lo stilista belga Dries Van Noten , noto per le sue grafiche eclettiche e il suo gusto per l’etnico, nella filata PE 2014 ha portato in passerella molti capi flower print dai colori freddi a ricordare, in verità, più tappezzerie che luoghi esotici.

Prada collezione PE 2014
Sempre per l’estare 2014 Prada, ha proposto una bellissima collezione dove fiori e piante dai colori vivaci la facevano da protagonista. L’abbinamento camicia floreale che si vede spuntare sotto blazer e giacche doppio petto dalle tonalità più scure e speziate, mi ha ricordato molto Brad Pitt in Fight Club.

Gucci Collezione AI 2015
Alla sfilata di Gucci nell’autunno del 2015 si è rievocato uno stile floreale dal sapore vintage con influenze anche orientali .

Valentino nella collezione Primavera/estate 2016 ha presentato delle camicie e bluson con hibiscus, orchidee e ananas dal gusto pulito e asciutto mixate a capi dallo stile militaresco e workwear.

Valentino collezione PE 2016
Sicuramente la camicia hawaiana e, più in generale, la fantasia floreale è un mood che non tramonterà mai.
Simbolo di libertà, esotismo, ottimismo e spensieratezza, continuerà ad affascinare stilisti e influenzare costumisti anche nei prossimi decenni.

HAIL FANACEA!

1 commento su “La Camicia Hawaiana: quando il cinema da vita ad una moda

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