Man vs Snake: Netflix in supposte

Parte oggi la rubrica che tratta dei contenuti Netflix in poche parole, fregandosene degli spoiler o di mantenere un linguaggio poco volgare (ma non preoccupatevi, per lo più si parlerà di film di merda o contenuti sconosciuti).
Quindi, basta con le presentazioni e passiamo al contenuto Netflix di oggi:

Man Vs Snake

1984, Tim McVey, bimbominkia ciccione e brufoloso conquista il record mondiale su Nibbler, un gioco arcade, tipo snake, che non si caga nessuno, superando il MILIARDO di punti.
Wow! Nella sua cittadina sperduta e pezzente dell’Iowa lo fanno cittadino onorario, gli danno le chiavi della città e indicono un giorno dell’anno in suo onore che fa capire quanto sia triste quel posto del cazzo…

Ma niente, ritroviamo il piccolo Timmy, 25 anni dopo e con 80kg di più, sempre ciccoparticcio sposato con una ciccioparticcia come lui, dire che di quel record non gliene frega più nulla ma anche no.
Infatti viene a sapere che poco dopo il suo record, un pischello italiano di nome Enrico Zanetti, aveva superato il suo miliardo di punti e così, visto che è un obeso che gia fa fatica a camminare per arrivare al frigo, decide di riprendersi un cabinato di Nibbler, sedercisi davanti per 50 ore e cercare di riprendersi il record con il rischio di un emorragia cerebrale perché non è più un ragazzino e certe cose lo possono uccidere.
Ma niente, lui è un warrior e se ne sbatte le palle.
Nell’arco di 3-4 anni ci prova e riprova, non riuscendoci manco per il cazzo, fino al natale del 2012 dove riesce in diretta Twitch a superare il record mondiale e tornare campione del mondo di un gioco di merda.
il film documentario finisce con lui campione dopo 30 anni dal suo record precedente: evviva, evviva, grande giubilo, “campioni del mondo” urla qualcuno ricordando i mondiali di calco in Germania. Peccato che subito dopo vediamo un fermo immagine di un ragazzino che tipo il giorno dopo fa il nuovo record sfanculando gli sforzi di una vita di stenti del nostro cicciopasticcio.

La tristezza.

 

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