Marvel’s Spider-Man: la recensione

Nonostante negli anni siano usciti svariati giochi dedicati al nostro amichevole Tessiragnatele di quartiere, pochi di questi hanno avuto la capacità di spiccare veramente, cosa che da fan mi ha sempre lasciato piuttosto dispiaciuto. È per questo che, sin dall’annuncio, Marvel’s Spider-Man, ultima fatica di Insomniac pubblicata da Sony, ha subito attirato la mia attenzione, perché prometteva di essere un titolo capace di rendere giustizia all’Uomo Ragno non solo grazie ad un comparto grafico visivamente impressionante, ma anche grazie ad un open world curato ed a delle meccaniche apparentemente ispirate all’osannata serie di Batman Arkham. Ed avendolo divorato in pochi giorni posso garantirvi che la promessa è stata ampiamente mantenuta.

Un bel selfie mentre volteggi su NY? Detto, fatto!

La Tela… scusate, Trama!

Questo nuovo titolo dedicato a Spider-Man è ambientato in un universo a sé stante, in cui il ventitreenne Peter Parker veste i panni del supereroe già da otto anni, Norman Osborn è l’amato sindaco di New York, MJ fa la giornalista al Daily Bugle ed un J. Jonah Jameson ormai in pensione sfoga la sua rabbia repressa tramite podcast online.

La storia ha inizio con l’assalto da parte delle forze dell’ordine all’ufficio-fortezza del signore incontrastato del crimine nella Grande Mela, Wilson Fisk (alias Kingpin), al quale Spidey prende parte con gioia.L’arresto di Fisk è però solame nte la scintilla che scatena un intreccio narrativo ricco di esplosivi colpi di scena, in cui Spider-Man dovrà affrontare le ripercussioni del vuoto di potere creatosi nel panorama criminale di New York e la conseguente comparsa di svariati antagonisti, primo tra tutti Mister Negativo, già ampiamente mostrato nei trailer. Punto centrale della trama è anche la volontà di Peter di “essere migliore” ed il senso del dovere che nasce dall’indossare la calzamaglia, mantenendo alto l’ideale di “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”.

Mr Negativo sfoggia una tintarella decisamente invidiabile!

La trama principale, che si sviluppa nell’arco di una ventina di ore circa, è decisamente solida e ben costruita, capace di tenere incollati al controller sia i neofiti che i fan di lunga data grazie ad una storia originale e ad un doppiaggio di livello.

Spider-Gameplay

La cosa che colpisce maggiormente di questo titolo è anche la prima che il gioco ci fa sperimentare appena iniziata una nuova partita, ovvero il sistema di movimento in aria, che è senza mezzi termini un piccolo capolavoro. Ho personalmente passato delle mezz’ore svolazzando per New York senza meta, ignorando i crimini che avvenivano per strada o gli indicatori delle missioni e godendo del semplice oscillare con la ragnatela, del correre sui muri o dell’eseguire acrobazie tra i tetti che il sistema gestisce con impressionante precisione e fluidità. Inoltre, permettetemi, la combinazione con la musica epica che parte ogni volta che Spider-Man inizia ad oscillare tra i palazzi rende il tutto una bomba capace di gasare a mille.

La città, costruita come un open world relativamente piccolo ma realizzato con precisione maniacale e ricco di dettagli e di vita (criminale e non), è da subito completamente esplorabile grazie all’ormai rodato sistema di torri e permette di sfruttare a pieno le capacità ragnesche di Spidey per l’esplorazione. I più sbrigativi potranno invece usare dei punti di viaggio rapido nei vari quartieri, i cui caricamenti sono rappresentati da dei simpatici siparietti di Spider-Man in metro. Chi invece volesse decidere di camminare tra i mortali, si troverà a poter interagire con i fan che chiederanno da un semplice “high-five” ad un selfie.

Con il procedere della storia la mappa si riempirà di collezionabili (a mio parere piuttosto sfiziosi), basi nemiche e sfide varie, il cui completamento sarà funzionale al potenziamento dell’equipaggiamento del Tessiragnatele e all’acquisto dei 25 costumi disponibili, tutti ispirati alle varie versioni esistenti del personaggio e ciascuno corredato di un particolare potere.

Come già detto, il sistema di combattimento prende a man basse dall’esemplare serie di videogiochi di Batman Arkham: potremo quindi lanciarci a testa bassa in mezzo ai nemici, inanellando in maniera estremamente dinamica combo infinite tra pugni e ragnatele ed usando vari elementi dello scenario come armi improvvisate; in alternativa potremo affrontare i nemici in stealth, trascinandoli nell’ombra con la tela, atterrandoli silenziosamente ed usando il parco di gadget in dotazione per divertirci a loro spese. Ovviamente con l’accumularsi dell’esperienza saremo in grado di sbloccare nuove abilità di combattimento e non, che amplieranno notevolmente le possibilità di gioco.

Ah, c’è la modalità foto, vi lascio immaginare… :p

OH! Sono sulla copertina di un fumetto!

Ma è tutta ragnatela quella che luccica?

Nonostante il titolo di Insomniac sia assolutamente impressionante sotto molteplici punti di vista, ha sicuramente qualche difetto, anche escludendo qualche glitch fisiologico. Il gioco soffre infatti un po’ dell’eccessiva linearità, che include non solo la storia principale e le missioni secondarie, ma anche il quasi obbligo di raccogliere i collezionabili o l’affrontare le sfide man mano che si presentano per poter potenziare adeguatamente l’equipaggiamento grazie ai gettoni ottenuti. Sebbene questo particolare non abbia assolutamente inficiato sulla mia esperienza di gioco, posso capire che qualcuno possa trovare la cosa fastidiosa.

Una seconda debolezza, purtroppo abbastanza caratteristica di questa generazione, risiede nelle bossfight, a mio parere estremamente cinematografiche e visivamente impressionanti ma, proprio per questo, meno soddisfacenti nella pratica rispetto ad altri combattimenti contro dei semplici scagnozzi.

Un ultimo difetto, che invece ho sentito particolarmente, è la mancanza di profondità nella componente stealth. A differenza della serie Arkham (paragone obbligatorio viste le similitudini), che offre ampia libertà nell’affrontare non visti i nemici con una varietà notevole di opzioni, qui ci si ritrova limitati a distrarre le guardie con la tela ed attaccarle/catturarle di nascosto o a sfruttare qualche limitato elemento dello scenario come gru o scaffali traballanti. Anche se alcuni gadget aumentano un po’ la varietà negli approcci stealth, spesso ci si trova a lanciarsi molto più volentieri in mezzo ad ondate di nemici, in barba alla sicurezza degli ostaggi del caso.

Marvel’s Spider-Man, Capolavoro o Minaccia? Risponde Fanacea

Personalmente ritengo che questo titolo rappresenti una delle punte di diamante tra le esclusive Sony, più che degno di avere un posto d’onore nella libreria di ogni possessore di PS4. La presenza di qualche difetto non influenza negativamente l’incredibile impatto del comparto grafico e dell’ esaltante esperienza di gioco garantita da questo gioiellino di Insomniac, che rappresenta un esemplare primo capitolo di quella che sarà sicuramente una serie che darà a noi giocatori grandi soddisfazioni.

E, personalmente, sono già in hype per il prossimo capitolo.

Ecco dove trovare Marvel’s Spider-man (con steelbook davvero golosa)!

“COLPITO!”

 

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