Matrix – 20 anni di ricordi

Matrix ha compiuto vent’anni.

Sono passati vent’anni da quando abbiamo visto, per la prima volta, Trinity fermarsi in aria, Neo affermare di conoscere il Kung-Fu, gli agenti che si innestavano in ignari passanti, Morpheus che spacciava pillole liberatorie, déjà vu, Nokia con sportelli a scatto, cucchiai che non esistono e molto altro ancora. Ma cosa avrà lasciato, agli amici di Fanacea, un film ad alto tasso d’impatto mentale come Matrix? Prendete la pillola rossa e scopritelo qui sotto…

 

IL CAPO su Matrix

 Matrix è una di quelle perle cinematografiche fatte di estrema genialità, profondità e tamarraggine “beyond the limit”. Una chimera che Hollywood, pare voler farci credere, che non possano più esistere.

matrix dialogo agente smith

Quale pellicola può vantare una tale densità di battute così memorabili? Ogni frase tamarra sarebbe sufficiente a tenere in piedi un film d’azione medio. L’altra metà dei dialoghi è così geniale ed incisiva da resistere al tempo e alle mode. Se non fossero in un film potrebbero pubblicarci un libretto intitolato “Filosofia per tutti”.

Matrix è la chiave di volta che congiunge e separa il vecchio dal nuovo millennio. Matrix è tutto ciò perché è riuscito a raccontare, con tematiche, linguaggio e tecniche cinematografiche, un momento fisso nel tempo e lo ha fatto senza vendersi come un prodotto sofisticato, ma usando un linguaggio capace di parlare a tutti e soprattutto emozionarli.

E ricordate: se vi fanno male gli occhi, è perché non li avete mai usati.

Capo Oro su Matrix

Nel 1999 era impossibile girare per strada senza vedere qualcuno con cappotto lungo di pelle e occhiali da sole, sintomo che Matrix non solo aveva portato grosse novità nel panorama cinematografico di fine millennio ma era anche riuscito a creare un’estetica talmente forte da lanciare quasi una vera e propria moda per i ragazzi dell’epoca.
Matrix è uno di quei film che hanno creato degli standard nella storia del cinema: a livello di innovazione visiva (ha introdotto l’ormai superinflazionato bullet-time) è al livello di star wars negli anni 70, blade runner negli anni 80 o Jurassic park a inizio degli anni 90; Pellicole che hanno rivoluzionato il settore e alle quali successivamente tutti, volenti o nolenti, si sono dovuti confrontare.
Per quanto riguarda la mia esperienza devo molto a Matrix perché mi ha fatto scoprire il cinema orientale (non è un segreto che i Whachowski si sono ispirati alle scene action di John Woo) e tutto il mondo dell’animazione (Animatrix credo sia stato il primissimo dvd che io abbia mai comprato).

Senza parlare dei 2 seguiti, il primo Matrix è invecchiato bene, dopo 20 anni è ancora un film godibilissimo e i suoi effetti speciali ancora oggi stupiscono per quanto bene furono realizzati.
Se solo non avesse telefoni cellulari grossi come mattoni, schermi a tubo catodico o quel look iconico di primi anni 2000 il film potrebbe essere stato girato l’anno scorso.

Auza su Matrix

 Ho scoperto Matrix un anno dopo la sua uscita. Lo recuperai come regalo per la festa del papà, stregato dalla grafica e dalla promessa impressa nella VHS di assistere ad un cyberthriller come mai prima di allora. Dopo la prima visione rimasi così a bocca aperta che riavvolsi il nastro per spararmelo immediatamente ancora una volta. Da allora, grazie a questo stupefacente film, ho scoperto la musica elettronica (i Prodigy, tipo) territorio sconosciuto, all’epoca e mi sono immerso a piene mani nel mondo del cyberpunk. Ho iniziato a divorare film (Strange Days, Ghost in the shell, Akira) fumetti e libri. Cercavo qualcosa di simile senza sosta. Matrix ha lasciato un solco profondissimo, creando un’immagine residua di sé potente come non mai. Un’immagine fatta di scene, battute, oggetti e idee che hanno avuto un eco incredibile in quello che è stato il mio percorso da “nerd”, alla continua ricerca di stimoli nuovi, per provare a scoprire quanto è dannatamente profonda la tana del bianconiglio.

ALAN SU MATRIX

AlDiAn di Fanacea Matrix non ha sconvolto il mio modo di vedere le cose, in alcun modo. Ecco, l’ho detto. Quando è uscito, l’ho visto per puro caso, in un cinema dove ero in vacanza a cui mi sono recato per fare qualcosa di diverso. E lo davano post-stagione. Ecco, non mi ha stupito, ha “solo” messo su schermo tutte le paturnie mentali su cui meditavo affrontando i primi studi filosofici alle superiori. Però ero (e sono tuttora) terribilmente sensibile a questi temi, all’incertezza costante nell’interpretare la realtà e all’impossibilità di dimostrare a sé stessi in primis che il reale sia reale. Per me guardare Matrix quell’estate è stata la vittoria di una sensibilità verso questi temi che trovavo inutile in un mondo di adolescenti come me che però pensavano solo a sbronzarsi e a misurarsi la lunghezza del pastello durante l’ora d’arte. Per me è stato l’inizio di un riconoscimento di quella sensibilità da parte della società: sapevo che un film così avrebbe sconvolte molte menti e che sarebbe stato impossibile da lì in poi ignorare quei temi.

W Matrix, mi hai dato un posto nella società ❤

E tu? Cosa ti ha lasciato Matrix? faccelo sapere nei commenti!

 

 

HAIL FANACEA!

1 commento su “Matrix – 20 anni di ricordi

  1. Diede una svolta action al genere quando ormai viveva un momento di stanca. Peccato che fu un fuoco di paglia perché qualche anno dopo il pubblico cominciò a rigettare la “violenza” al cinema e solo con “Deadpool” ci si è riavvicinati a quello che una volta era la norma. Ma ora devi essere un cinecomic. All’ epoca il cinema hollywoodiano riusciva a creare proprie mitologie ed eroi anche da soli. Ora non se ne ha più voglia ed il pubblico è cambiato.
    Certo,come detto, non avesse portato varie riflessioni sarebbe rimasto un film di genere e basta. Oggi difficilmente verrebbe prodotto e al pubblico forse neanche piacerebbe.
    Il buon Lucas all’ epoca dovette confrontarsi con questo, ISDA, i primi HP, “Spider-man” 1 e 2… ci credo che episodio I e II venivano criticati anche più del dovuto. Episodio VII ha potuto contare su un livello medio più basso.
    Tornado a “Matrix”, peccato che i/le Wachowski poi non abbiano più azzeccato film all’ altezza, sequel compresi.

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