Tutto l’elicotterismo di: Mission Impossible Fallout

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Fin dai primi momenti in cui si cominciava a sapere qualcosa sul nuovo Mission Impossible: Fallout è subito trapelata quella che sarebbe stata una delle scene più spettacolari di tutto il lungometraggio: un lungo inseguimento elicotteristico su quello che sembrava essere un paesaggio montano.

E fin qui, nulla di strano direte voi. In un film d’azione che si rispetti potrà mai mancare una sana scena con un frullatore volante che compie azioni al limite dell’impossibile? (E che poi, inevitabilmente, esplode?)

Tuttavia la scena presenta alcune piccole peculiarità che la rendono un vero e proprio unicum per quel che riguarda il cinema blockbuster e che fa dire che il nostro caro Mission Impossible questa volta si è spinto ancora più oltre.

È scontato che se vorrete arrivare completamente vergini alla visione del film vi sconsiglio la lettura di questo articolo. Nella prima parte comunque tratteremo cose viste solamente in ambito promozionale e non inerenti la trama di Mission Impossible Fallout, quindi vi consiglio di fermarvi all’avviso di inizio seconda parte (parleremo un po’ più nel dettaglio delle scene viste nel film), per poi tornare solamente quando lo avrete visto.

Siamo in Fanacea dopotutto, siete SEMPRE i benvenuti! Detto ciò cominciamo.

Inutile dire che il VERO regista e maestro della situazione è il nostro caro vecchio Tommasino. Chi ha avuto modo di lavorarci e di conoscerlo sa che ha una impostazione veramente da professionista, segue tutte le scene nel dettaglio e realizza dei veri e proprio briefing con il resto della troupe per far girare le scene al meglio. Ma soprattutto non ama usare controfigure. Quindi quando lo vedete lanciarsi da un aeroplano in uno spericolato HALO Jump è effettivamente lui a effettuarlo e così in tutti gli scapicollamenti generali propri di un agente segreto.

La cosa ha suscitato l’ilarità generale con video come questo: Why won’t you see this stunt double from Tom Cruise on the big screen, dove viene mostrato quello che effettivamente fa la controfigura di Tom Cruise. (SPOILER: si annoia molto).

Lo stunt si annoia così tanto che fa cadere i tavoli per poterli raccogliere

E quindi anche quando lo vedrete pilotare un elicottero all’interno del film è DECISAMENTE LUI a farlo. Quasi sempre, quando il protagonista principale era chiamato ai comandi di un elicottero, si utilizzavano molte “furbate” per far apparire che fosse lui a destreggiarsi nei cieli mentre un “salvavita” esterno (non inquadrato) era ai comandi affianco pilotando effettivamente la bestia.

Il caro vecchio John Rambo per esempio, quando lo vediamo ai comandi di un UH-1 americano, e quando palesemente in volo, non viene mai inquadrato per intero.

“Daje raga, tutti dentro così poi sembra che lo piloto io eheh” j. Rambo

Questo perché pilotare un elicottero è tutt’altro che semplice e richiede una lunga preparazione teorica e un lungo addestramento per poterlo fare in sicurezza. Molto più semplice utilizzare alcuni accorgimenti per mantenere la sospensione dell’incredulità e rispettare così gli stretti tempi della produzione.

Non è il caso di Mission Impossible Fallout. Qui il caro vecchio zio Tom ha effettivamente conseguito il brevetto di pilota di elicottero (come ha fatto con quello di aeroplano, dopo aver girato Top Gun) e ha effettuato molte, molte, MOLTE (si dice 2000) ore di volo per essere in grado di poter effettuare le spericolate manovre richieste per le scene che doveva girare.

Questo perché le inquadrature delle scene mostrano per intero la cabina di pilotaggio e risultava pertanto impossibile imboscare un pilota ombra esperto che potesse effettuarle.

Tuttavia più che il “le scene saranno con queste inquadrature quindi l’attore dovrà effettivamente pilotare” credo che la ratio fosse stata “vogliamo far pilotare direttamente l’attore  per mostrare quanto siamo pheeghi e per far vedere che non c’è trucco e non c’è inganno mostreremo TUTTO con delle inquadrature ad hoc”.

E hanno fatto proprio bene, visto che hanno creato così qualcosa di veramente unico nell’ambito del cinema di azione.

Se avete curiosità di vedere un video dove parlano di tutto ciò (ma forse vi “rovinereste” la sorpresa di un paio di scene) recatevi PRECIPITEVOLMENTE a questo link.

Adesso raga, cominciano gli spoilerotti. Lo ripeto: cominciano gli SPOILER.
Metterò quindi una fascia antispoiler per tenervi alla larga.

SPOILERSPOILERSPOILERSPOILERSPOILERSPOILERSPOILERSPOILERSPOILER

Ovviamente la scena in questione non ha grandi rivelazioni e risulta assolutamente scontata negli esiti (il mondo viene salvato all’ultimo secondo GUARDANPO’) quindi la fascia spoiler è unicamente dovuta al trattare nel dettaglio la scena.

Come già preannunciato nel mio articolo critico sull’elicotterismo di Kong: Skull Island le nozioni che vi fornirò sono estremamente semplificate e con grandi approssimazioni che magari faranno accapponare la pelle ai più esperti. Questo perché una sufficiente trattazione necessiterebbe di molte più righe di quelle che sto scrivendo e probabilmente ucciderebbe di noia i più.

Partiamo dall’inizio: a quanto pare il nostro agente segreto non sa pilotare elicotteri e lo impara man mano che l’azione prende piede. Sintomatico quando scopre il comando passo collettivo (volgarmente detto “bastone”) e ripetendo come un tifoso lucano in preda a una trance mistica “potenza… potenza… potenza…” capisce che quello è effettivamente il comando che gestisce quanto il rotore principale fa “salire” l’elicottero.

E qui la prima domanda:

È veramente possibile pilotare un elicottero così da soli, senza averlo mai fatto?

Tom Cruise risponde alla prima domanda in maniera ineluttabile

La risposta in questo caso è nì.

L’elicottero infatti ha due regimi di volo che cambiano in base alla sua velocità relativa. Quando ha una sufficiente velocità il comportamento dell’elicottero è molto simile a quella di un aeroplano e la conduzione non risulta eccessivamente complicata. Con una rudimentale conoscenza dei comandi si possono condurre senza problemi delle manovre basiche per un breve periodo (e con la supervisione di un pilota).

Il problema è quando le velocità sono basse. Al di sotto di una certa velocità l’elicottero cambia regime di volo e pilotarlo diventa come stare in equilibrio su di una saponetta bagnata mentre si sorregge un piatto posto sopra un bastone in equilibrio sulla punta del nostro naso. All’inizio è fottutamente difficile e stressante condurlo perché richiede un utilizzo coordinato e moderato di tutti e tre i comandi di volo mentre sembra di muoversi su di un cavallo imbizzarrito (imbizzarrito però da noi e la nostra rigidità iniziale sui comandi). Quello di condurlo in sicurezza a basse velocità (e soprattutto vicino al terreno) è una capacità che mediamente si consegue dopo qualche settimana di volo continuativo, tanta pazienza e molta molta applicazione. Farlo con sicurezza la prima volta (e soprattutto senza un istruttore) è assolutamente impossibile.

Tuttavia il nostro agente segreto assume i comandi dell’elicottero quando questo è già con una sufficiente velocità e così lo manterrà sino allo SCHIANTO. Quindi la cosa ha sì quel velo di improbabilità che correla tutta la pellicola, ma essendo lui un agente segreto super pheego con caratteristiche fuori dal comune (di Potenza) la cosa non mi ha fatto storcere il naso più di tanto.

Ma andiamo avanti.

L’H125 pilotato è una specie di macchina “parlante” che riesce a prevedere i movimenti dell’elicottero e ad allertare il nostro agente segreto neo-pilota che sta per impattare.

Gli elicotteri sono dotati di sistemi in grado di rilevare avarie/allarmi relativi alla conduzione della macchina e al suo prossimo impatto con gli ostacoli?

E questo? Lo hai rilevato?

La risposta è sì. Gli elicotteri di moderna generazione possono montare questi sistemi.

Tanto per fare un esempio l’NH 90 è dotato dell’OWS (Obstacle Warning System), un complicato strumento in grado di “mappare” i rilievi circostanti (ma anche pali, fili e altri ostacoli artificiali) e di evidenziarli sui vari display dell’elicottero (addirittura in questo caso direttamente sulla visiera dei piloti). Inoltre se in base ai suoi calcoli l’elicottero impatterà a breve su uno di questi si premurerà di avvisare il pilota distratto con un delicato “OBSTACLEOBSTACLEOBSTACLE” sparato a tutto volume nelle sue orecchie suggerendogli una direzione di scampo ottimale da lui calcolata.

Purtuttavia non mi è sembrato di vedere questo sistema montato sull’H125 quindi inseriremo tutto ciò nel capitolo “magie dei servizi segreti”.

Ma andiamo ora nel vivo dell’azione. Una delle prime idee che vengono in mente a Ethan per fermare l’altro elicottero è quella di provare a scaricare il carico al gancio posto sotto di lui (e che ha utilizzato per salirci a bordo) per centrarne il rotore principale.

È materialmente possibile colpire obiettivi in questo modo con i carichi al gancio?

Innanzitutto la conduzione della macchina con carichi al gancio presenta alcuna limitazioni in termini di velocità massima e angolazione di virata. L’elicottero infatti non è “rigidamente” attaccato al suo rotore ma è una sorta di “pendolo” che vi è attaccato e che di conseguenza ha continue oscillazioni. Quando si attacca un carico al gancio baricentrico non si fa altro che attaccare un altro “pendolo” al “pendolo elicottero” amplificando tutti questi effetti. Condurre le stesse manovre che si condurrebbero con una configurazione “pulita” rischierebbe di far uscire fuori configurazione l’elicottero rendendolo poi incontrollabile.

Le manovre pertanto devono essere più moderate.

Per la gestione dello “sgancio” del carico queste viene sempre effettuato in posizione di Hovering (l’elicottero è in volo, ma con velocità relativa rispetto al terreno pari a 0) e, quando questo deve essere effettuato in volo traslato (come nel caso delle missioni antincendio) con una certa precisione, si rende necessaria la presenza di un tecnico operatore di bordo che si sieda dietro, butti fuori la testa guardando verso il basso e comunichi quando sganciare (o sganci lui stesso).

In solo pilota essere precisi in questa operazione è alquanto difficile, perché dalla posizione di pilotaggio non si riesce a vedere quanto il famoso “pendolo” sta oscillando e stimare così la sua posizione e il momento giusto per sganciare. Prendendo un esempio storico, si dice che i piloti libanesi di UH-1 durante la guerra con il Libano riuscissero a sganciare in questo modo bombe d’aereo da una quota di 10000 piedi con una certa precisione. Che sia vero?

Tuttavia il nostro Tom manca il bersaglio e quindi ci fa tranquillizzare tutti e non ci pone dubbi sulla veridicità della situazione.

Seguono scene di volo a bassa quota e ad alta velocità, con una picchiata abbastanza hardcore e una rotazione a 360°. Manovre plausibili? Veritiere? Montate?

Assolutamente plausibili. Le manovre realizzate in quel frenetico inseguimento sono belle spinte ma assolutamente realizzabili (ovviamente da un pilota esperto) anche grazie all’ottima cavalcatura della quale è fornito Ethan (l’H125).

Sono manovre precipue del volo militare e acrobatico, utilizzate nel primo caso per sfuggire all’osservazione e al fuoco di contraerea e nel secondo per dei meritati “WOW” da parte del pubblico.

Ciò che è veramente impressionante è vederle realizzate da un pilota “non di mestiere” come Tom Cruise, che ha conseguito il brevetto e l’esperienza necessaria solo per girare questa scena. Sicuramente il tutto sarà stato boostato da un sapiente utilizzo di regia e montaggio, ma devo dire che il peso del reale in tutta questa situazione è evidente e che dà al tutto un valore di altissimo pregio.

Ma veniamo ora al momento clou. Il capolavoro di tattica e inventiva del nostro agente segreto: lo SPERONAMENTO.

È possibile speronare un altro elicottero in volo e sperare di uscirne vivi?

(non abbiamo foto dello speronamento, ma un buon vecchio Tom che fa cose va sempre bene)

Assolutamente no. Per quanto quella dello speronamento fosse una tattica utilizzata dai piloti di aeroplano della 1° Guerra Mondiale (prima dell’utilizzo delle mitragliatrici di bordo) realizzarla con un elicottero è quanto di più folle si possa pensare.

Le pale dei rotori infatti sono veramente fragili e una volta che impattano con qualcosa si distruggono in mille pezzi. L’elicottero non ha altre superfici aerodinamiche (come gli aeroplani che pur con un danneggiamento dell’elica possono comunque planare grazie alla portanza data dalle ali) e senza di esse si trasforma immediatamente in un gigantesco ferro da stiro. Senza contare che la distruzione stessa delle pale (che ruotano ad altissima energia cinetica) le trasforma immediatamente in dei simpatici proiettili-lama che volano affettando da tutte le parti.

L’idea di Ethan è, come la corazzata Potemkin, una cagata pazzesca che avrebbe ucciso tutti (e non avrebbe consentito di premere quel maledetto telecomando).

Mission Impossible Fallout: In conclusione

Nonostante le esagerazioni di cui sopra (è cinema dopotutto DANNAZIONE) trovo comunque la scena una delle migliori che abbia mai visto in un lungometraggio. Tutto risulta il più reale possibile, azzerando al minimo i trucchetti da cinema e la computer grafica.

Trovo che Mission Impossible Fallout abbia ridefinito quelli che sono gli standard di questo tipo di scene e che sarà difficile vedere riproposta una tale qualità, senza attori con due pal(l)e così come l’immortale Tom Cruise.

Evvai, il film piace anche quando non ci sono gli elicotteri!

Il film per il resto mi è sembrato abbastanza godibile e ben vale il prezzo del biglietto. Correte a vederlo!

HAIL FANACEA!

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