Monster Hunter: l’intrattenimento ignorante che manca di sale

Il film di Monster Hunter

Scritto e diretto da Paul W. S. Anderson (la saga Resident Evil), Monster Hunter è il film tratto dalla famosa serie di videogiochi omonima. Il concept, come si può ben notare dal trailer, non ha nulla di trascendentale: mostri più o meno ciccioni che vengono fatti a pezzi da Milla Jovovich con armi ricavate dagli stessi.

Conoscendo il regista, occorre partire senza alcune pretese sulla trama, perché non ce ne sarà. Ed infatti è così. Dopo una breve presentazione del setting, i due protagonisti vengono ben presto isolati dal resto dei loro compagni e inizierà la loro lotta per la sopravvivenza. Dopo una prima incomprensione uniranno le loro forze e riusciranno a raggiungere i compagni abbandonati, sconfiggendo nel mentre i mostri che tentano di divorarli, il tutto lasciando pure spazio per un eventuale sequel!

Lo spessore psicologico dei personaggi è pari a questo anello
Questo è tutto lo spessore psicologico del personaggio

Per evitare di doversi impegnare nello scrivere dialoghi, i due personaggi parlano lingue diverse. Ma non preoccupatevi, questo non inficia nella comprensione del film, perché i pochi scambi di battute fatti risultano talmente importanti che neppure ci si accorge siano avvenuti.

Gatto puccioso di Monster Hunter
Stai dicendo che non sono abbastanza puccioso?

I mostri invece sono un bel punto a favore (e ci mancherebbe anche altro, visto il titolo del film). Sono cazzuti e sufficientemente caratterizzati da permettere di ricordarseli: un triceratopo con la crisi esistenziale di mezza età che crede di essere un verme di Dune, i ragni scartati dal casting de Il Signore degli Anelli, e il cugino non raccomandato dei draghi di Game of Thrones. Peccano un po’ di originalità ma immagino siano ripresi dai videogiochi, quindi non ci si può fare molto.

Alcuni mostri di Monster Hunter

I combattimenti scorrono bene, la tamarraggine è ai livelli a cui ci ha abituato il regista fin dai tempi de I tre moschettieri, con la giusta dosa di sparatorie/esplosioni/squartamenti. La CGI è notevole e non ha nulla da invidiare ad altre pellicole con creature mostruose.

L’atmosfera, una via di mezzo tra MacGyver e le giovani marmotte, rende tutto più leggero e piacevole: è divertente vedere passare i mostri a fil di lame d’osso, archi che hanno una gittata maggiore di quella di un fucile, o dei sempreverdi lanciarazzi. Come ciliegina sulla torta aggiungiamoci anche un comprimario del calibro di Ron Perlman (con un’acconciatura che farebbe invidia a Marzullo) e gli ingredienti per ottenere un buon prodotto di ignoranza ci dovrebbero essere tutti, giusto?

Scena con arco
Anderson mentre cerca di puntare ad una trama coerente e senza buchi

Non è proprio così. Nonostante abbia una durata ridotta (poco più di un’ora e mezzo) il film risulta troppo dispersivo e frammentato. 99 minuti per far percorrere a due persone che non si parlano una distanza di qualche km sono un po’ troppi. Riducendo tutto in metà tempo, in modo da poter inserire qualche altro mostro e concludere senza prepararsi ad eventuali sequel forse avrebbe reso l’opera più sostanziosa.

Una viverna su Monster Hunter
Guarda mamma sto volando!

Volete vedere una sorta di Pacific Rim, con al posto dei mecha la Jovovich in un incrocio tra Frodo, Terminator e MacGuyver? Non rimarrete delusi, altrimenti passate pure oltre senza pensarci sopra troppo. Perché se c’è una cosa che la storia del cinema ha insegnato, è che raramente gli adattamenti su grande schermo di videogiochi porta a qualcosa di buono, ed in questo Monster Hunter non fa eccezione.

Ron Perlman
L’espressione di chi ha visto il film: “Ma come, è tutto qui?”

P.S.: non ho mai giocato ai videogiochi, quindi non ho idea di quanto il film sia fedele/divertente per i fan della serie.

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