Quentin Tarantino: 10 cose che (forse) non sai sui suoi film

Uno dei registi più influenti degli ultimi 25 anni, dallo stile inconfondibile. Da molti amato ed osannato, da altri a più riprese criticato. Da qualunque lato la si voglia guardare, impossibile negare la grandezza di Quentin Jerome Tarantino: 54 anni da poco compiuti (è nato il 27 marzo del 1963), figlio di un musicista e attore statunitense ma di origini italiane, Tony, ex dipendente di un video-noleggio, appassionato di cinema western all’italiana, doppio premio Oscar alla sceneggiature originale, regista che difficilmente sbaglia un film. Ha fatto del suo stile “spurio” e dello splatter presente nei suoi film un vero e proprio marchio di fabbrica.

Se siete degli appassionati dei suoi film, con ogni probabilità sarete già a conoscenza di molti “cine-facts” riguardo alle sue pellicole più famose (praticamente tutte).  Se invece lo apprezzate, ma non avete mai indagato a fondo, toglietevi la curiosità di scoprire alcuni dettagli sfiziosi (seppur marginali) riguardanti le sue opere. In rigoroso ordine cronologico.

1) “Ve lo dico io di cosa parla ‘Like a Virgin’. Parla di una ragazza che rimorchia uno con una fava così! Tutta la canzone è una metafora sulla fava grossa”. La celebre scena iniziale de “Le Iene” verte sulla canzone di Madonna contenuta nell’omonimo album. Ci ha pensato la stessa popstar statunitense a smentire la spiegazione di Mr. Brown (interpretato proprio da Tarantino), inviando un album autografato al regista: To Quentin. It’s not about dick, its about love. Madonna (“A Quentin. Non parla del cazzo, bensì dell’amore. Madonna”).

2) Attenzione ai dettagli. Non dà nulla per scontato Quentin Tarantino quando si tratta di orchestrare le scene dei propri film. Sul set del suo primo lungometraggio “Le Iene”, ha assunto un paramedico per controllare quanto sangue sgorgasse dalla ferita (a seguito del colpo di pistola) allo stomaco di Mr. Orange. Per rendere “reale” la scena, il regista ha voluto capire quanto una persona potesse di fatto sanguinare prima di lasciarci definitivamente le penne.

3) Il ruolo di Vincent Vega in Pulp Fiction, interpretato da John Travolta, almeno originariamente doveva essere assegnato al tre volte Premio Oscar Daniel Day Lewis. È stato forse il fatto di essere un noto attore “metodico” a spingere Tarantino a optare alla fine per l’interprete di Danny Zuko in Grease? Day Lewis, solo per citarne alcune, per interpretare “L’ultimo dei mohicani” ha imparato a cacciare, mangiando solo la carne procacciata da sé durante tutto l’arco delle riprese. Ancora, per interpretare Tomas in “L’insostenibile leggerezza dell’essere” ha imparato la lingua ceca, così come non si sarebbe mai lavato durante le riprese de “La seduzione del male”, film ambientato nel 1692, per immedesimarsi al meglio negli standard del 17. secolo. Bene, Vincent Vega in Pulp Fiction è un tossicodipendente che si fa di eroina. Lascio a voi le conclusioni.

4) La stessa Honda Civic bianca del 1980 compare in tre dei film di Tarantino: in Pulp Fiction, guidata da Butch, in Jackie Brown, con al volante la protagonista della pellicola, e in Kill Bill: Vol. 2, posteggiata nel parcheggio del My Oh My Streep Club.

5) Per girare i due capitoli di Kill Bill, sono stati usati 450 galloni di sangue finto. Posto che 1 gallone equivale a 3,79 litri, calcolatrice alla mano a Tarantino sono serviti più di 1700 litri di sangue finto per la sua mini-saga. Not bad.

6) Inglourious Basterds. Il titolo ha un evidente errore di spelling, laddove al posto di Basterds dovrebbe esserci Bastards e Inglorious anziché Inglourious. Ai molti che gli hanno chiesto il perché di questo mispelling, Tarantino ha risposto semplicemente: I’m never going to explain that…it would just take the piss out of it (“Non lo spiegherò mai…lo renderebbe scontato”).

7) “Bastardi senza gloria” (Inglourious Basterds) ha rischiato di essere titolato Once Upon a Time in Nazi-Occupied France. Con ogni probabilità il buon Quentin si è reso conto sin dal principio che come titolo facesse piuttosto…schifo. E poi avrebbe rotto la catena della “doppia parola”. Ci avete mai fatto caso che tutti i titoli di Tarantino hanno (quasi sempre) due parole, quantomeno nella versione inglese? Reservoir Dogs, Pulp Fiction, Jackie Brown, Kill Bill (escludendo i Vol. 1 e Vol. 2), Death Proof, Inglorious Basterds, Django Unchained. Poi con The Hateful Eight la vera e propria svolta.

8) Le mani. Quentin Tarantino è solito riservarsi un cameo in ognuno dei suoi film, questo è risaputo. A volte si ritaglia degli spazi di scena più ampi, a volte, invece, fa solo una fugace apparizione. Bene, in Inglourious Basterds le mani del regista soffocano Bridget von Hammersmark, andando a sostituirsi a quelle di Christoph Waltz che interpreta Hans Landa.

9) Michael Fassbender è nato in Germania, da padre tedesco e madre irlandese. Parla per questo fluentemente il tedesco – sua lingua madre – così come l’inglese (sua seconda lingua). È un vero e proprio fenomeno a riprodurre gli accenti dei vari dialetti inglesi. In Inglourious Basterds, Tarantino gioca con l’ironia: Fassbender interpreta Archie Hicox, tenente inglese sotto copertura che impersona un tedesco in grado di parlare fluentemente la lingua teutonica, senza però riuscire a nascondere il suo vero accento.

10) La mano che batte violentemente sul tavolo, poi il sangue. Leonardo di Caprio in Django Unchained ha continuato a recitare nonostante l’incidente, causato da un pezzo di vetro, dando un pathos aggiuntivo alla scena in cui scopre che Django e Schultz altro non sono che degli impostori. Con la stessa mano insanguinata spinge la testa di Broomhilda (Kerry Washington) sul tavolo. Alla fine del ciak, la troupe gli ha tributato una standing ovation.

HAIL FANACEA!

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