Radiant: il manga europeo che ha spopolato in Giappone

Non sapevo di fatto cosa fosse e di cosa trattasse, ma quella copertina promozionale ha attirato la mia attenzione. «Pubblicato in Francia, Germania, Spagna e Giappone… finalmente anche in Italia». “Figata – ho pensato – ma mi puzza di stronzata”. Naturalmente l’ho comprato. C’è da dire che anche il protagonista in copertina, questo miscuglio tra Ash Ketchum e Son Goku con tanto di cornetti in testa, mi è stato subito simpatico ed è stato un incentivo non secondario nell’acquisto del primo volume. Che per ora è anche l’ultimo, per lo meno in Italia.

Radiant

Prima di mettermi a leggerlo, ma subito dopo averlo comprato, ho cercato che si diceva di “Radiant”, il manga europeo di Tony Valente, in giro sul web. Così, giusto per avere quella buona o cattiva impressione pre-lettura in grado di smorzare l’entusiasmo o di generare hype. Tony Valente, fumettista francese, è il primo europeo a pubblicare un manga in Giappone. Bene mi dico, chissà quale strana montatura ci sarà sotto. Sarà davvero così entusiasmante che i giapponesi non hanno potuto farne a meno, o il buon Valente è riuscito ad avere un aggancio giusto per arrivare là dove nessun occidentale era mai arrivato? O forse tutte e due? Ad ogni modo, dopo aver letto qualche breve recensione che bollava come “nulla di che” il manga, ho deciso di mettermi a leggerlo e farmi io stesso un’idea.

C’è da dire che la mia passione per i manga è molto recente, quindi una lettura “vergine” come la mia non può certo essere critica come chi legge da anni e anni e alle storie giapponesi c’ha fatto ormai il callo. Mi sono messo a leggere Radiant come chi vuole scoprire qualcosa di nuovo (forse peccando di superficialità nell’approcciare così presto qualcosa scritto al di qua del fronte orientale), senza pregiudizi. E mi è piaciuto parecchio. Lo sottolineo, si tratta del primo volume, difficile quindi farsi effettivamente un’idea precisa. Quando ad agosto uscirà il secondo, di volume, sarà più facile capire se la prima impressione sia stata o meno quella corretta.

La trama di Radiant

Ad ogni modo, Radiant è la storia di Seth, un apprendista stregone che sotto l’ala protettrice di Alma, a sua volta strega, sta mettendo a punto tutte le tecniche per sconfiggere i Nemesis, delle strane creature che piovono dal cielo all’interno di grossi gusci d’uovo. Nonostante la sua insegnante non lo consideri ancora pronto, Seth è testardo e non si accontenta di stare a guardare, volendo rendersi operativo in prima persona. Fallendo sempre miseramente. Si tratta di un diamante grezzo, uno stregone potenzialmente fortissimo, in grado di controllare la Fantàsia (l’energia scatenata dai Nemesis), senza l’ausilio di strumenti, differentemente dagli altri stregoni. Oltre che pieno di risorse e doti innate, non si accontenta di sconfiggere i Nemesis: vuole stanarli e sconfiggerli definitivamente. Andando a cercarli nella loro “dimora” leggendaria, il Radiant. Distruggendolo.

Radiant si lascia leggere bene, la storia scorre, e per quanto non ci sia stato ancora un vero e proprio sviluppo narrativo, le premesse, per come la vedo io, sono molto buone. E poi ci sono alcuni siparietti simpatici, sparsi qua e là, a volte “ignoranti”, che strappano un sorriso.

Lo stile di disegno appare piuttosto essenziale, con un tratto pulito, e dettagliato al punto giusto, né troppo né troppo poco. Il giudizio iniziale che mi sento di dare è buono, su una scala da 1 a 10, per il primo volume, credo che un 7,5 sia una valutazione giusta. Sono fiducioso per il prosieguo, le premesse sono buone, e se sviluppata in maniera originale e coinvolgente, la caccia al Radiant potrà rivelarsi entusiasmante. Ad agosto, Manga Sempai permettendo, potremo finalmente scoprirlo.

Hail Fanacea!

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