I sentieri sconosciuti dell’animazione: Armored Trooper Votoms

armored trooper votoms cover

Con questa recensione si continua il percorso iniziato da Mozaika con l’obiettivo di conoscere il regista Ryosuke Takahashi, il mostro sacro del real robot.

Se nel mondo la casa Sunrise è conosciuta per il brand Gundam, in Giappone e negli USA sanno bene che esiste un altro brand storico altrettanto rilevante per importanza e significatività nello sviluppo dell’animazione robotica: Armored Trooper Votoms, serie del 1983 di 52 episodi.

L’INIZIO E LA FINE

Per capire bene l’importanza di Armored Trooper Votoms, è utile immaginare una lunga freccia che rappresenta il percorso che ha fatto il genere real robot nel corso degli anni. All’inizio della freccia va messo Gundam, in quanto Tomino ha avuto per primo l’idea del robot-macchina, inserendola in un’opera in cui il protagonista è ancora un super robot (a dispetto di quanto pensano in molti, il Gundam ha capacità ben superiori ed è ancora un super robot di nagaiana memoria, i real robot sono gli zaku che sono intercambiabili e prodotti in serie). Alla fine della freccia va piazzato Votoms, in quanto il genere real robot raggiunge il suo apice ed è completo al 100%: non esistono super prototipi o armi particolari, tanto che lo stesso titolo è al plurale, mostrando così la volontà di non identificare una unità robotica specifica.

Ma cosa vuol dire Votoms? Votoms è l’acronimo per “Vertical One-Man Tank for Offense and Manoveurs” (chiamati dai soldati anche AT, che sta per Armored Trooper, esoscheletri antropomorfi alti 4 metri che corrono su dei pattini. Alimentati da carburante e soggetti a riparazioni e sostituzioni, sono di fatti dei carri armati su gambe. Armi da guerra tanto semplici quanto carismatiche nel design e oggetto di collezionismo di action figure e modellini.

LA TRAMA

La trama di Armored Trooper Votoms segue le vicende di Chirico Cuvie, un pilota di AT  ed ex membro dei Red Shoulders, una forza d’élite utilizzata dalla Confederazione Gilgamesh in guerra contro l’Unione Balarant, entrambe nazioni interstellari nella galassia di Astragius. La terza guerra tra queste due fazioni è durata per più di un secolo (nella serie è prossima alla fine), e la causa del conflitto è stata dimenticata da tempo immemorabile. Chirico Cuvie viene trasferito in una unità a cui è stata assegnata una missione sospetta, ignaro del fatto che stia rubando segreti da ciò che sembra essere la sua stessa fazione. Chirico viene tradito ma nonostante tutto egli riesce a sopravvivere, venendo incarcerato da Gilgamesh come un traditore. Chirico allora riesce a fuggire, innescando così il suo inseguimento che proseguirà per tutta la durata della serie, ove Chirico proverà a trovare la verità celata dietro la sua operazione; arriva dunque a scoprire la verità circa uno degli oggetti che egli doveva recuperare in quella operazione e gli verrà rivelata una verità sconvolgente.

LA STRUTTURA

Armored Trooper Votoms è suddiviso in 4 tronconi da 13 epidosi ciascuno e ogni pezzo offre ambientazioni  tematiche diverse. Il primo pezzo è amientato nella città semidistrutta i Uodoo, con ambientazioni post apocalittiche e oscure in cui si affrongtano i temi del reducismo dei soldati dopo la guerra e degli effetti a lungo termine dei conflitti. Qui Chirico conoscerà i suoi compagnie si assisteranno a dei bei scontri cittadini.

Il secondo spezzone è ambientato nella giungla di un pianeta abitato da fanatici religiosi che rifiutano la modernizzazione del pianeta. In questo arco assistiamo ad avvincenti azioni di guerriglia nella giungla a cui partecipa Chirico in quanto mercenario.

Il terzo arco è ambientato in un’astronave e Chirico affronterà sé stesso. È il più lento e introspettivo, ma anche qui l’azione non mancherà.

Il quarto e ultimo atto è quello delle risposte e del finale che definire poetico è poco.

La struttura in 4 atti permette dunque di assaporare sfaccettature diverse dell’opera di Takahashi. Il maestro usa l’epopea dell’uomo solitario per trasmettere un messaggio profondamente antimilitarista e di pace. Il tutto accompagnato da una costruzione minuziosa del background politico e sociale. Qui l’arte del regista raggiunge il suo apice senza sbavature, il ritmo lento non è pesante e i consueti “difetti” nella gestione del tempo e dei personaggi di cui soffre Takahashi non ci sono.

Una nota di colore: l’idea della viaggio dell’uomo solitario venne suggerita a Takahashi da Tomino, altrimenti avremmo rischiato di vedere solo una versione di Gundam con gli AT.

IL PROTAGONISTA

Abbiamo parlato di “epopea dell’uomo solitario” ed effettivamente nessuno è più solo di Chirico Cuvie. Reduce dei Red Shoulders, il battaglione più spietato e malfamato di tutto l’esercito di Gilgamesh, Chirico è il prototipo del vero guerriero giapponese: stoico, gelido, di poche parole e nessuna lamentela. Anche la storia d’amore che vivrà per tutta la serie è vissuta alla giapponese: in silenzio, con riservatezza e senza gesti eclatanti. Quasi una storia platonica.

Siamo dunque lontani anni luce dai protagonisti di mecha sicuri di sè e allegri come Haran Banjo o dagli adolescenti complessati alla Shinji Hikari. Chirico è come gli AT che pilota: duro, gelido, senza fronzoli, ma pieno di quella dignità guerresca che personalmente me lo fa amare che lo rende uno dei miei personaggi preferiti in assoluto. Chirico non è un personaggio con cui è facile empatizzare, ma se si riuscirà a cogliere ogni espressione e interpretare ogni gesto di questo soldato taciturno, si finirà per apprezzarlo.

CONCLUSIONE

Armored Trooper Votoms è una vera e propria gemma della storia degli anime robotici. Una gemma purtroppo non sufficientemente conosciuta come Gundam. Da un lato il pioniere del real robot, dall’altro il suo completamento e consacrazione. Da un lato la storia collettiva di una comunità che si muove nella guerra, dall’altro l’epopea di un uomo solitario che combatte contro gli altri ma anche contro sé stesso.

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