Crying Freeman: i sentieri sconosciuti dell’animazione

Sull’immaginario collettivo la mafia cinese è una delle organizzazioni criminali che più ha fatto breccia grazie a film e fumetti.

Impossibile dunque non parlare di Crying Freeman, tanto più nel suo trentesimo compleanno. Come sempre, prima, qualche coordinata.

Crying Freeman è una serie OAV di 6 episodi, adattamento di un manga di Kazuo Koike e illustrato da Ryoichi Ikegami.

Il protagonista

Crying Freeman è il soprannome di Yo Inomura, un ragazzo giapponese che, rapito dall’organizzazione criminale “108 dragoni”, subisce un lavaggio del cervello e viene addestrato a diventare un sicario, oltre che a essere marchiato con l’enorme tatuaggio di un drago.

Effetto collaterale del condizionamento psicologico è che questo letale assassino piange a ogni omicidio che commette. Freeman è un protagonista taciturno e schivo e le sue lacrime sono l’unica manifestazione della sua sofferenza.

La trama di Crying Freeman

Freeman deve eliminare la bellissima artista giapponese Emu Hino, in quanto testimone di un omicidio commesso dallo stesso sicario. Come ultimo desiderio, quest’ultima chiedere di poter fare l’amore con lui in quanto non ha intenzione di morire vergine.

Dopo aver esaudito il suo ultimo desiderio, i due si innamorano. Freeman è consapevole dell’impossibilità di questo amore e vuole lasciare la ragazza per proteggerla, ma lei, in tutta risposta, contatta i 108 dragoni e si fa tatuare due tigri. Accettata dall’organizzazione, i due decidono di sposarsi e insieme governeranno l’organizzazione lottando contro nemici interni e minacce esterne.

 

Eros e violenza

Com’è facilmente intuibile le due parole nel titolo sono i cardini su cui poggiano i 6 episodi. I disegni di Ikegami sono fedelmente riprodotti e questo mondo sordido di mafia e criminalità è pieno di donne bellissime e conturbanti che trasudano sensualità.

L’occhio però apprezzerà allo stesso modo anche l’estetica dei combattimenti e il fluido kung fu di Freeman. Chi ama i film di arti marziali sono sicuro apprezzerà.

 

Consigli

Di Crying Freeman è stato prodotto in occidente (chiaro segnale del successo della storia qui da noi) un omonimo film nel 1995. Ho visto solo alcune scene ma mi sembrava meritevole di una visione.

Inoltre, consiglio il saggio “Galli Bianchi e Gladioli Rossi”, libro scritto dal bravissimo Davide Mana che, attraverso la narrazione di cosa sono veramente le triadi cinesi e il significato dei loro rituali, ci restituisce una visione più realistica e meno romantica di cos’è il crimine organizzato. Lo trovate su Amazon per due spiccioli e merita davvero.

 

Conclusione

Passionale, elegante, violento. Crying Freeman è un’opera adatta a spettatori occidentali di mentalità aperta, disposti a sentirsi estranei rispetto a dinamiche amorose e sociali che con tutta probabilità sono tipicamente orientali.

Belle donne, bei combattimenti: cosa volere si più?

HAIL FANACEA!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.