La lista: le serie più belle del 2019

Il 2019 è davvero agli sgoccioli e ho deciso di scrivere un breve articolo che contenga le migliori serie di quest’anno che è stato davvero, davvero denso di belle uscite. Dimenticherò qualcosa? Probabile! Secondo voi manca quella serie che vi è piaciuta tanto e che doveva apparire nell’elenco? Forse non l’ho vista o forse mi ha fatto schifo non mi è piaciuta abbastanza per finire qui! Iniziamo? Iniziamo!

Sex Education

Serie uscita su Netflix ad inizio anno, davvero bella e ricca di potenziale. Otis è il figlio di una nota sessuologa che grazie alle ingerenze della madre sviluppa una spiccata sensibilità in ambito sessuale e con l’intraprendenza di Maeve inizia a tenere dei veri e propri corsi di Sex Therapy per provare a risolvere i problemi dei suoi coetani. Menzione d’onore per Gillian Anderson ( ex Dana Scully di X-Files) che interpreta la madre di Otis e brilla di una luce pazzesca!

Undone

Undone (Prime Video) è una serie strana. Lo stile di animazione può non piacere (a me ha urtato non poco) ma se si riesce a superare questo scoglio, ci si trova davanti ad una perla incredibile. Vuoi per la presenza di Bob Odenkirk ( Il Saul di Breaking Bad/ Better call Saul), vuoi per la visione elastica della realtà ed i continui viaggi nel tempo, Undone mi ha preso così tanto che spero esca a breve una seconda stagione.

 

When they see Us

Questa è una serie basata su avvenimenti reali, accaduti a New York a fine anni ottanta. Tutto parte dallo stupro di una jogger avvenuto a Central Park e prosegue con l’accusa e l’incarcerazione di quattro giovani neri e di un ragazzo ispanico. Le varie puntate mostrano quanto pressapochismo e quanta cattiveria hanno utilizzato le forze dell’ordine, la mancanza di prove, la vita in carcere, la gogna mediatica (con le uscite del caro, vecchio Trump che compra le pagine dei quotidiani per dire “MORTE AI CATTIVI”) fino alla risoluzione del tutto. Vi anticipo che la serie è pesante, si piange tanto ma, secondo me, merita una visione per capire come giravano le cose nelle americhe di fine anni ottanta e provare a trarre qualche osservazione su come stiano girando le cose un po’ ovunque in questo periodo. La trovate su Netflix.

Russian Doll

Una serie breve, intensa, godibile, che racconta come la protagonista, una Natasha Lyonne (Orange is the new Black) in forma pazzesca,  cada vittima di un loop temporale che la porta a rivivere continuamente il suo trentaseiesimo compleanno a seguito delle bizzarre morti che si susseguono durante la serie.  Starà a lei capire come uscire da questo loop, provando a dare una sferzata alla propria vita, cercando di chiedere scusa e rimediare ai torti fatti fin’ora e molto altro. Sempre su Netflix!

 

Watchmen

Non ci sono abbastanza belle parole per descrivere quella che per me è LA serie dell’anno. Il proseguimento ideale di uno dei miei fumetti preferiti,  incredibile colonna sonora a cura di Trent Reznor  (tipo questa ) , un Jeremy Irons perfetto per impersonare un anziano Ozymandias, una storia che parte lenta ma che ingrana in fretta e spiazza ad ogni puntata, fotografia allucinante, estetica bellissima, insomma: DA VEDERE anche (secondo me) se non avete mai letto il fumetto. Contiene: una delle stragi più feroci accadute negli Stati Uniti, suprematisti bianchi che lottano contro il sistema che, secondo la loro deviata visione, vuole minare il “potere” e l’importanza dell’uomo bianco nella società e molto altro che risulta difficile da riassumere in poche righe, senza rovinare niente a chi deve ancora vederla. La trovate su Sky Atlantic.

The Boys

L’adattamento a serie televisiva di uno dei fumetti più violenti ed estremi che io ricordi, mi ha fatto storcere il naso fin da subito perché temevo ne uscisse una versione edulcorata priva della cattiveria che Garth Ennis lancia a piene mani contro i supereroi che piacciono a tutti. Dopo averla vista, mi son ricreduto in pieno. La serie si discosta parecchio da quella che era la trama del fumetto e crea una storia diversa ed interessante. Personaggi iconici, attori che ci credono, momenti comici (povero Abisso…) e violenti ben congegnati che rendono questo adattamento davvero, davvero ben fatto. La trovate su Prime Video che sta pubblicando una serie di serie (eheh) davvero belle, tipo Preacher, altro adattamento dell’omonimo fumetto sempre di Ennis, che vi stra-consiglio di recuperare.

 

Umbrella Academy

Altro adattamento di un fumetto scritto da Gerard Way (il cantante dei My Chemical Romance) e Gabriel Bá che racconta la vita di una famiglia a dir poco disfunzionale composta da sette fratelli, tutti nati in contemporanea in diverse parti del mondo ed adottati dal ricco ed eccentrico Sir Reginald Hargreeves che li addestra e insegna loro ad usare i propri poteri. La serie inizia con la morte del loro padre e con la riunione dei fratelli che non si vedevano da un bel po’. Il tutto dà il via ad una serie di eventi che contengono, in ordine sparso: la fine del mondo, viaggi nel tempo, killer pazzi con maschere di orsi bellissime, colonna sonora indovinata e molto altro. La trovate su Netflix e contiene una Ellen Page in forma smagliante!

 

The Marvelous Mrs. Maisel

Non sapevo cosa avrei trovato nella terza stagione di questa incredibile serie, le aspettative erano alte e non sono state, minimamente, deluse.In breve: siamo negli anni sessanta e una ragazza ebrea, Midge Maisel, divorzia dal marito e decide di diventare una stand-up comedian, aiutata da Susie, la sua manager. Dialoghi brillanti, personaggi sviluppati alla grande (pure quelli secondari!), fotografia impeccabile, colonna sonora avvolgente e, come al solito, la protagonista sfoggia SOLO VESTITI MERAVIGLIOSI. Scritta da quella furia di Amy Sherman-Palladino (Gilmore Girls) che sta davvero mettendo in scena un qualcosa di davvero clamoroso, leggero, ironico, spigliato e davvero ben fatto. Una lotta contro gli stereotipi di genere davvero potente. La trovate su Prime Video.

 

Fleabag

Ok, descrivere questa serie non è per nulla facile ma ci proverò lo stesso. Seguiamo la vita di Fleabag (Phoebe Waller-Bridge) una giovane che vive e lavora a Londra, tra una sorella quasi anoressica, la difficile gestione di un caffè a tema “porcellini d’india” aperto con la migliore amica, relazioni pazze, un padre emotivamente rapito dalla madrina ed una continua e costante rottura della quarta parete che, nonostante le mie perplessità, funziona a mille grazie alla sferzante ironia della protagonista che vi strapperà più di qualche risata.

His Dark Materials

Serie iniziata in extremis ma che mi sta piacendo assai. Tratta dalla saga “Queste oscure materie”, questa prima stagione racconta gli avvenimenti del primo libro e seguiamo le vicende di Lyra Belacqua che vive nella Oxford di una dimensione parallela. Qui, infatti, tutti gli esseri umani sono accompagnati da un daimon che rappresentano la manifestazione fisica dell’anima di chi accompagnano, in forma animale. Durante le sue avventure, Lyra entrerà in contatto con una moltitudine di persone e popolazioni ma sopratutto con un orso polare corazzato, avete letto bene: un orso polare corazzato. Non credo che serva  aggiungere altro per convincere chiunque a fiondarsi su questa serie.

Ora vorrei parlarvi delle serie animate che mi son piaciute in questo roboante 2019 ma mi rendo conto di: essermi notevolmente dilungato e di aver guardato veramente un disastro di roba, io che notoriamente mi vanto di seguire poche cose. Molto bene. Per quanto riguarda le serie animate, comunque, vi cito:

  • Ducktales, reboot della serie degli anni novanta quantomai indovinato. I protagonisti sono belli e caratterizzati in maniera efficace, le storie sono belle intense e dopo la chiusura col nodo alla gola della prima stagione (robe ai livelli di Bojack Horseman), si parte con una seconda stagione davvero intensa che mette in luce tutte le potenzialità di questo reboot, a partire dalla canonizzazione di quel grande eroe, mai dimenticato, che sbuca dalle tenebre e risponde al nome di Darkwing Duck.
  • Il principe dei draghi, giunto al terzo capitolo/stagione continua a stupire. Una storia abbastanza tradizionale ma che differisce nel modo in cui viene raccontata. I disegni sono belli e puliti, i personaggi carismatici e credibili ed il tutto crea una bella serie, adatta ai più piccoli quanto ai più grandi. E poi ci sono i draghi il che la rende bella in partenza, ecco.

 

Ecco, direi che sono giunto alla conclusione ma credo di aver, inevitabilmente, dimenticato qualcosa. Se avete letto tutti i miei sproloqui fin qui, meritate un bel premio e lo meritate ora: BRAVI, GRAZIE, CIAO! E speriamo in un 2020 carico di belle cose!

 

 

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