Soukyuu no Fafner: i sentieri sconosciuti dell’animazione

Tra le frasi più ricorrenti che si sentono dire nella community di appassionati di animazione c’è certamente “Neon Genesis Evangelion ha influenzato un sacco di anime venuti dopo”. Affermazione senza dubbio esatta. NGE ha aperto la strada a quello che su questa rubrica ho chiamato “Robotico misterico”, ovvero quel sottogenere in cui il mecha presenta caratteri mistici ed esoterici che trasformano il robot in qualcosa di “vivo”. Dopo aver parlato del “fratello dimenticato” di NGE, ovvero RahXephon, stavolta parliamo di un suo figlioccio nato nel 2004, diventato ormai un brand molto prolifico composto di due serie animate e due film: Soukyuu no Fafner, traducibile come “Fafner della Volta Celeste”.

La trama

Dei ragazzini giapponesi, tra cui Kazuki e Soushi, vivono la loro vita sulla tranquilla isola di Tatsumiya, quando all’improvviso un misterioso essere di luce compare, seminando morte e distruzione. A sorpresa l’isola sembra pronta al contrattacco e si rivela una base armata di tutto punto, ma purtroppo nessuna artiglieria sembra sufficiente. Si decide dunque di far intervenire il robot Fafner, ma il pilota designato muore in un’esplosione e toccherà proprio al povero Kazuki pilotarlo, riuscendo a sconfiggere il nemico con non poche difficoltà. Lo scontro rivela ai giovani abitanti dell’isola la verità: ormai da anni il mondo esterno è andato allo sfacelo dopo la comparsa dei misteriosi alieni Festum, il Giappone non esiste più e Tatsumiya è una base semovente nascosta agli occhi del mondo che detiene l’avanzatissima tecnologia dei robot Fafner, una base militare in cui tutti gli adulti sono in realtà soldati e in cui si mantiene un’apparenza di vita civile anche per “preservare” la cultura pre-disastro.

Poiché si prevede l’arrivo di altri Festum, gli adulti decidono di produrre altre unità Fafner e di reclutare anche i giovani affinché facciano la loro parte. La guerra sarà terribile e non concederà sconti e andando avanti ci saranno importanti rivelazioni.

Tematiche

Soukyuu No Fafner non è una serie facile. Se nell’impostazione della minaccia aliena/soprannaturale e nel tema apocalittico risulta palese il legame con NGE, i rapporti tra i ragazzi, la rappresentazione degli effetti della guerra sulle menti e sui corpi delle persone e più in generale su una comunità discendono direttamente dal genere real robot alla Gundam.

Dimenticatevi le elucubrazioni sofferte di Shinji, qui parliamo di ragazzini-soldato, adolescenti che fino al giorno prima andavano a scuola e che adesso si ritrovano ad addestrarsi per guidare unità difficili come i Fafner. La tensione dello scontro imminente si percepisce in continuazione e le dinamiche tra i protagonisti risultano realistiche. Tastumiya è una piccola comunità in cui si conoscono tutti, i ragazzi protagonisti sono tutti amici e vivono i passi della loro giovane età: vanno al bar assieme, leggono fumetti, si ritrovano a casa di qualcuno, si innamorano, piangono e ridono.

Poi torna la guerra e l’amico con cui hai bevuto il giorno prima ti muore vicino, la strada in cui giocavi a pallone viene spazzata via da un Festum e in tutto ciò c’è il dramma dei genitori, che sono gli stessi superiori che mandano i loro figli soldato a combattere.

Come guardare Soukyuu No Fafner

Per una corretta visione bisogna guardare prima il bellissimo e commovente film “Soukyuu No Fafner – Right of Left”. Poi la serie “Soukyuu No Fafner – Dead Aggressor” che ha dato origine a tutto. Dopodiché si deve vedere il film “Soukyuu No Fafner Dead Aggressor – Heaven and Earth” che fa da passaggio fondamentale alla seconda serie “Soukyuu No Fafner Dead Aggressor: Exodus”. Trovate tutto sottotitolato in italiano dai bravissimi Kanjisub.

In arrivo la terza stagione

Come si diceva il brand è più florido che mai e per il 2019 è prevista la terza serie intitolata “Soukyuu No
Fafner The Beyond”. Se manterrà lo stesso tono delle precedenti ne vedremo delle belle.

In conclusione

In definitiva siamo di fronte a un’opera complessa, profonda e capace di toccare le corde degli animi più sensibili. Personalmente mi sono quasi commosso col primo film Right of Left.

Dovessi riassumere cosa scatena nello spettatore la sua visione direi “empatia”. Empatia verso una comunità investita dalla guerra, empatia verso dei ragazzini che dovrebbero pensare ad altro che non alla paura di vedersi esplodere il proprio amico davanti.

HAIL FANACEA!

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