Th1rteen R3asons Why: fanacei sul divano

Questa è la mia breve recensione spoilerfree di Th1eteen R3asons Why

 

 

Una delle ultime serie TV Netflix che ha avuto un grande seguito, 13 reasons why affronta delle tematiche molto importanti e scomode: bullismo, suicidio, violenza, pregiudizi e altro.

Hannah Baker, liceale, si suicida e lascia tredici audiocassette a spiegare il perché di tale gesto; ognuna di queste ha per protagonista uno dei responsabili dell’accaduto.

La storia è raccontata attraverso Clay Jensen, che ascolta la voce registrata della ragazza.

Ho guardato questi tredici episodi in poco tempo; sono stati capaci di tenermi incollata davanti alla TV e soprattutto non mi ha fatto mai addormentare.

Sono vari gli elementi apprezzabili di questa serie.

Audiocassette

In una generazione di note vocali su Whatsapp (e simili) e file mp3, dove perfino il CD è ormai superato, è molto bello (almeno per una sentimentale e nostalgica come me) rivedere walkman, stereo portatili e cassette, il tutto in un contesto comunque attuale. La serie è infatti ambientata proprio nei giorni nostri. Nel futuro, anzi, perché in una scena viene mostrata la data “10 nov 2017” [ma qua non ci si può dilungare].

Tematiche

Il tema principale è quello del suicidio, che non viene qui giustificato, anzi. Viene mostrato il percorso che ha portato Hannah a tale decisione e a come si poteva evitare, cosa sarebbe bastato per cambiare le cose.

L’altro macrotema è quello del bullismo, troppo sottovalutato nelle scuole.

Ci sono poi altre vicende molto importanti, ma che non potrebbero essere sviluppate senza spoiler, quindi ne lascio la scoperta tramite visione.

Empatia

È stato facile per me provare una particolare empatia nei confronti di Hannah, visto il mio passato, però posso capire che non sia così per tutti. È interessante il fatto che la serie permetta anche a chi non è stato oggetto di bullismo, oppure proprio ai bulli, di sentirsi presi in causa, perché ognuno di noi con le proprie azioni influenza la vita degli altri, nel bene o nel male, ed è importante prenderne coscienza. È l’effetto farfalla.

Musiche

Ovviamente questo punto va molto a gusti (e a sentimento), però ci sono anche i Cure, deve pur valere come motivazione valida.

Un’altra canzone degna di un secondo ascolto è “The night we met” di Lord Huron. Impossibile rimanere indifferenti.

Punti di riferimento

Un escamotage molto carino che hanno usato i produttori per facilitare la comprensione della linea temporale della storia è il cerotto di Clay. Nella prima parte del primo episodio lui cade dalla bici e si procura un taglio abbastanza profondo sulla fronte. Questo taglio, ed il cerotto, forniscono una chiave di lettura per distinguere sempre i flashback dal presente.

Kate Walsh

Mi sento di fare un commento positivo nei confronti di questa attrice (conosciuta per lo più come Addison Montgomery, ex moglie del Dottor Stranamore in Grey’s Anatomy e protagonista dello spin-off Private Practice) che interpreta in modo esemplare la madre della protagonista. A mio parere riesce a mostrare davvero bene il dolore di una mamma che perde una figlia in tali circostanze.

Detto ciò, se sono riuscita a convincervi, corrette a guardarla!

HAIL FANACEA!

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