The Chameleon: la recensione

The Chameleon - Il camaleonte

Astuzia, ingegno ed un pizzico di fortuna: vi serviranno tutte e tre per poter primeggiare in The Chameleon, party game edito in Italia da Dal Tenda. Mimetizzatevi tra i vostri amici oppure scoprite l’intruso ma ricordate: avete a disposizione una sola parola!

Abbiamo avvistato per la prima volta Chameleon al Modena Play 2018. Girando tra gli stand, i colori accesi della scatola, la scritta illeggibile e l’assiepamento di persone che ridevano e si divertivano ci avevano subito stuzzicato la curiosità. Una volta provato, il buon Auza l’ha comprato immediatamente. Due copie, perché una la voleva regalare. Questo è il tipo di effetto che questo frizzantissimo party game edito da Dal Tenda fa su chiunque lo abbia provato. È un gioco molto semplice, immediato ma che dà grandi soddisfazioni ed una bella dose di divertimento sia ai giocatori più scafati che per chi è alle prime armi.

Il gioco spiegato in breve funziona così. Davanti a tutti viene messa una griglia di 16 parole in qualche modo collegate tra loro da un tema comune (per esempio “regioni italiane”, “presidenti americani”, “monumenti”, “film” ecc…). A tutti viene fornita una scheda che permette di interpretare il lancio di due dadi, che deciderà quale parola segreta sarà la protagonista del round. Ad ogni possibile combinazione dei risultati dei dadi è associata una delle parole della griglia e tutte le combinazioni sono scritte sulla scheda davanti a voi; ora il vostro compito è dire una parola che sia collegata con la parola segreta. Tutto molto semplice, no? Beh, qui arriva il bello. Infatti, uno dei giocatori al posto della scheda con lo schema per capire la parola segreta riceverà casualmente una scheda speciale con tre parole lapidarie:

“Sei il camaleonte!”

Lo scopo del camaleonte è, nemmeno a dirlo, mimetizzarsi. Lo scopo degli altri giocatori è capire chi tra di loro è il camaleonte. Tutti diranno una parola collegata alla parola segreta (incluso il camaleonte che ovviamente dovrà improvvisare, non avendo la più pallida idea di quale sia questa maledettissima parola) e poi voteranno in contemporanea chi tra di loro pensano sia il camaleonte. Se la maggioranza delle persone vota in maniera sbagliata, il camaleonte ha vinto! Altrimenti, se la maggioranza delle dita è puntata verso il camaleonte il nostro mimetico amico avrà ancora un’ultima possibilità di salvarsi, provando ad indovinare quale sia la parola segreta.

Un regolamento davvero molto semplice (vi assicuro che è molto più complesso da spiegare che da giocare, dopo un round chiunque lo capisce) che però regala una sfida davvero interessante anche per chi non è il mefistofelico rettile cangiante. Infatti, dando la possibilità al camaleonte di provare ad indovinare la parola segreta ci si rende conto di non poter essere troppo palesi nei propri suggerimenti, o si rischia di aiutare il nostro avversario; allo stesso tempo una parola che è troppo complicata potrebbe sviare i nostri compagni e farli votare per la persona sbagliata.

Chameleon è un filler molto intuitivo e veloce, che ci ha regalato momenti di bluff formidabili e risate di gusto (“Cosa c’entra Canto di Natale con i treni?!”); set up e tear down rapidissimi, tanto che sapendo le regole prima si può passare dalla scatola chiusa all’inizio partita nel giro di un minuto. Questo lo rende fenomenale come gioco di inizio serata mentre si aspettano i ritardatari o di fine serata quando si ha voglia di giocare dieci minuti a qualcosa di divertente ma veloce. La conta di giocatori va da 3 ad 8, tuttavia è dai 5 giocatori in su che veramente brilla.

È difficile trovare difetti in questo gioco, che fa tutto quello che si prefigge in maniera fenomenale. Un appunto che mi sento di fare è prendere i sistemi di punteggio presenti nella scatola ed ignorarli del tutto. Come altri giochi che abbiamo avuto modo di provare (per esempio il divertentissimo Concept), talvolta l’idea del gioco in sé funziona molto meglio senza attaccarci un sistema di punti. Giocato come una serie di round slegati l’uno dall’altro ce lo si gode decisamente di più ed è la modalità che più vi consigliamo. Altra cosa che gli si potrebbe imputare è che la scatola avrebbe potuto essere decisamente più piccola, ma sono piccolezze.

Questa piccola perla finisce dritta dritta tra i nostri giochi consigliati. Mi ricorda altri titoli simili per complessità e numero di giocatori (primo fra tutti Spyfall) ma unisce ad un gioco filler una velocità di deployment che lo rende perfetto: fuori il tema, distribuite le schede e siamo ad un tiro di dadi dall’inizio della partita. Se avete voglia di un party game rapido e molto simpatico, che chiunque possa giocare e che coniughi una conta di giocatori alta, ruoli nascosti e round veloci, questo fa al caso vostro. Sempre che la mimetizzazione sia la vostra specialità!

The Chameleon potete trovarlo –> qui!

1 commento su “The Chameleon: la recensione

  1. Bomba bomba! Sono uscite cose assurde nel nostro gruppo di gioco.
    Tra tutte “occhi” per animali, e non è stato beccato!
    Decisamente la scatola doveva essere più piccola, toglie spazio vitale ad altri giochi XD

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