The Cloverfield Paradox: Netflix in supposte ep.4

The Cloverfield Paradox su Netflix

Diciamolo, tutti siamo rimasti sorpresi nel vedere il trailer al Superbowl e senza nessun preavviso comparire un film di Cloverfield su Netflix immediatamente dopo. Voto al marketing 10+.

Partendo dal presupposto che ho amato Cloverfield (2008) e apprezzato anche 10 Cloverfield Lane (2016) sono rimasto folgorato dalla possibilità di vedere un terzo film ambientato nel ormai canonizzato Cloverfield Universe ma i risultati, almeno per me, sono stati piuttosto deludenti.

Andiamo con ordine, partiamo dalla trama.

La storia ruota attorno a un gruppo di astronauti internazionali che, grazie all’uso di un accelerazione particellare, sta cercando di risolvere il problema di una forte crisi energetica che sta portando il pianeta allo sfascio e alla guerra totale-mondiale-globale.

Ed ecco arrivare i primi due momenti sfrangiamento-di-palle:

  1. Solito cliché americano del russo o del tedesco che vogliono compromettere l’operazione mentre l’ammerigano e l’inglese (rigorosamente neri per il politically correct) si capisce essere da subito i buoni della situa… Che banalità echechezz!
  2. [ATTENZIONE UNICO SPOILER ALLA TRAMA]Durante uno dei vari test di questo acceleratore sentiamo in sottofondo, e lo vediamo ripetutamente anche su di uno schermo, uno scienziato elencare i possibili rischi e pericoli che questo esperimento potrebbe portare, spoilerando l’intera trama del film a 10 minuti dall’inizio!
    Non scherzo, tutto quello che ipotizza è esattamente quello che ovviamente si verificherà nel film togliendo, di fatto, ogni sorpresa e possibile plot twist al film e questa cosa mi ha letteralmente fatto cadere  a terra Bingo e Bongo (sto parlando dei miei testicoli ovviamente…)
    [FINE SPOILER ALLA TRAMA]

Ma si può? Cloverfield nei sui 2 film precedenti ci aveva abituati ad una sospensione incredibile, ad una incertezza narrativa costante, ad aspettarsi l’inaspettato slegato anche dal contesto e dallo stile cinematografico principale.

Qui il thriller spaziale resta tale, senza più troppe sorprese e non è nemmeno così alto, siamo ai livelli di Punto di non ritorno ma con effetti speciali migliori.

E l’elemento paradosso? Cioè, mi inserisci la parola Paradox nel titolo, quindi io mi aspetto almeno qualche bella scelta narrativa da meningi fumanti del tipo “Wow! Ma che cosa sta succedendo qui non capisco più niente con questi paradossi” e invece nulla, anche in questo caso idee banali e le poche un minimo interessanti non vengono sviscerate bene o portate avanti con senso logico.

Per me un filmetto, che non avrebbe avuto la risonanza che ha ottenuto se non avesse la parola Cloverfield nel titolo, probabilmente collegato in modo raffazzonato alla saga in fase d’opera.

Mi auguro che il prossimo film venga dato in mano a qualcuno di più capace e che, soprattutto, abbia qualcosa in più da dire a livello di sceneggiatura.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *