The End Of The F***ing World: la graphic novel

The End of the Fucking World fumetto

The End of the F***ing World è la serie televisiva del momento, ne parlano tipo tutti! E fanno bene, fanno bene perché è bellissima.

Creata da Jonathan Entwistle, e andata in onda in UK su Channel 4 e All 4 lo scorso ottobre, è stata di recente pubblicata anche su Netflix. Un binge-watching di quelli leggeri – sono 8 episodi da venti minuti l’uno – ma che concentrano un livello di qualità artistica ed emotiva veramente notevoli.

La serie prende spunto dalla graphic novel di Charles Forsman, un fumettista americano che si contraddistingue per il suo tratto molto sottile e minimale. The End Of The Fucking World è stato originariamente pubblicato in forma seriale tra settembre 2011 e febbraio 2013 da Oily Comics, piccola casa editrice con cui Forsman stesso collabora.

Appena terminata la serie, oltre ad essermi scaricata alcuni pezzi della colonna sonora – alcuni dei quali scritti da nientemeno che il chitarrista dei Blur, Graham Coxon (i pezzi che ha scritto per la serie li trovate tutti qui), ho avuto anche l’impulso irrefrenabile di recuperare l’opera originale da cui è stata tratta. Detto, fatto: in due giorni sono andata in fumetteria a ritirarla.

Formato quadrato, maneggevolissimo, con una bella copertina rigida che racchiude duecento pagine che ho ferocemente sbranato con gli occhi durante un viaggio in autobus di quindici minuti. Mi ha letteralmente alienata dalla realtà.

Non starò qui ad elencare le differenze che ci sono con la serie, non solo perché sarebbe ridondante e poco corretto nei confronti di chi è curioso di leggersi il fumetto, ma anche perché sarebbe piuttosto inutile e scontato: serie e fumetto viaggiano su due binari diversi. Punto.

Possiamo trovare alcune incongruenze non solo per quanto riguarda gli eventi narrati e le location, ma anche nello stile e nel modo in cui ci vengono presentati i protagonisti. La serie è British che più British non si può e piena zeppa di riferimenti agli anni ’60, mentre il fumetto è ambientato in America, un’America vasta e desolata e in un’epoca alquanto difficile da identificare. Ciò che non cambia minimamente è la storia d’amore più fresca e pura che si possa immaginare: quella tra Alyssa e James, due adolescenti che decidono di ribellarsi ad una società omologata, monotona, falsa. Entrambi vittime di situazioni familiari estremamente problematiche che giustificano i loro caratteri e comportamenti che senza remore possiamo definire psicolabili, entrambi abbandonati a loro stessi nel bel mezzo di un’adolescenza fragile e frustrata.

I James e Alyssa di Forsman sono brutti, brutti da morire. Ma si amano come pochi sanno fare. Scarsi, veloci e decisi i loro tratti, estremamente espressivi i loro volti nella loro semplicità. Una storia fatta di contrasti che si riflettono nel mondo di questi due ragazzi. La contraddizione che è balzata subito ai miei occhi riguarda i temi trattati, così macabri, agghiaccianti per alcuni versi, e la snellezza con cui James e Alyssa li affrontano. Una leggerezza che ritroviamo anche nel tratto di Forsman.

Poche vignette, nove al massimo per pagina, che ci costringono a scorrerle senza interruzione. Sedici capitoli alternatamente raccontati dalla voce fuori campo di James (capitolo 1, 3, 5 …) e Alyssa (capitoli 2, 4, 6 etc) che inevitabilmente si intrecciano e si confondono. E poi, ahimè, arriva la fine: un ultimo capitolo straziante.

Una storia che con i suoi lunghissimi silenzi arriva dritta al punto, dritta al cuore. E dice molto di più. Nel silenzio Alyssa dichiara il suo amore per James. Non lo pronuncia, ma lo lacera soltanto, e per sempre, nella sua vita.

The End Of The F***ing World lo trovate in libreria oppure su Amazon nell’edizione tradotta in italiano a questo link, oppure l’originale inglese qui.

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