The Handmaid’s Tale: il fanaracconto dell’Ancella

The Handmaid’s Tale è una nuova serie tv statunitense di 10 episodi da 53 minuti prodotta e trasmessa dal network Hulu dal 26 aprile 2017 e ancora non disponibile in Italia.

È l’adattamento televisivo del romanzo distopico Il Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood scritto nel 1985 (del quale dovrò assolutamente recuperarne la lettura! –> https://amzn.to/2sB5OXS). Ha ottenuto recensioni positivissime e un 100% su Rotten Tomatoes. Io ho fatto un binge-watching questi giorni e ora vi racconto di cosa parla, senza spoiler.

La trama

In un futuro prossimo gli Stati Uniti d’America sono diventati un regime teocratico totalitario, misogino ed estremista. La società di Gilead ha un governo basato sul fondamentalismo cristiano ed è gestita da leader affamati di potere, che seguono un regime militare basato sul fanatismo e dove le donne sono sottomesse ed inferiori. Infatti le donne, anche le mogli dei comandanti stessi, non sono più autorizzate a leggere. Al supermercato ad esempio, i prodotti sono disegnati sulle confezioni.


In questo futuro distopico la maggior parte delle donne è sterile, e le poche donne fertili rimaste vengono schiavizzate e assegnate alle coppie di elite della società, dove vengono stuprate dai mariti con la presenza della moglie. Tutto questo è una interpretazione estremista di un passo della Bibbia.

« Rachele, vedendo che non le era concesso di procreare figli a Giacobbe, divenne gelosa della sorella e disse a Giacobbe: «Dammi dei figli, se no io muoio!».
Giacobbe s’irritò contro Rachele e disse: «Tengo forse io il posto di Dio, il quale ti ha negato il frutto del grembo?».
Allora essa rispose: «Ecco la mia serva Bila: unisciti a lei, così che partorisca sulle mie ginocchia e abbia anch’io una mia prole per mezzo di lei».
Così essa gli diede in moglie la propria schiava Bila e Giacobbe si unì a lei. »  Genesi 30,1-4

Le donne fertili dunque sono le Ancelle, e ognuna viene assegnata a un Comandante, per poter ripopolare il mondo. La storia che ci viene raccontata è quella di June, che diventerà Offred, e di come cerca di sopravvivere aggrappandosi alla speranza di ritrovare la sua famiglia a cui è stata brutalmente strappata.

Il cast di The Handmaid’s Tale

Ho deciso di guardarla principalmente per la presenza nel cast di Alexis Bledel (Rory Gilmore in Una Mamma per Amica) sulla scia della nostalgia dopo il revival di novembre, ma questa serie è completamente diversa da Gilmore Girls, anche se la cittadina in cui vivono, per alcuni aspetti, potrebbe ricordare un po’ Stars Hollow.

Alexis interpreta Emily/Ofglen (in italiano tradotto con Diglen, e poi vi spiegherò il perché), una Ancella e compagna di spese di Offred.

Elizabeth Moss (Peggy Olson in Mad Men) interpreta June/Offred (in italiano Difred) l’Ancella protagonista della storia e attraverso i cui occhi ci viene raccontata. Elizabeth Moss prenderà una valanga di Emmy per questa interpretazione e se li merita tutti. Riesce, con il suo sguardo, a trasmettere quello che prova lei in un modo da fare quasi male: sofferenza, dolore, angoscia, speranza.

Samira Wiley (Poussey Washington in Orange Is The New Black) interpreta Moira, la migliore amica di June e “aspirante Ancella”.

Un’attrice che mi ha sorpreso moltissimo ritrovare in una serie tv è stata Yvonne Strahovski (Sarah Walker in Chuck) che interpreta Serena Joy, la moglie del Comandante Fred Waterford (interpretato da Joseph Fiennes). Sarò di parte perché la adoro, ma è riuscita a creare un personaggio crudele e umano allo stesso tempo. La vorresti odiare, ma ti è impossibile perché entri in empatia con lei.

Queste attrici riescono in tutta la serie a comunicare le emozioni che vivono i personaggi non con le parole, ma con lo sguardo.

Nomi e categorie sociali delle Ancelle

Ogni Ancella quando viene assegnata a un Comandante perde il suo nome e acquista quello del Comandante stesso. June diventa Offred –> Of-fred e in italiano viene per l’appunto tradotto con Difred –> Di-fred. Mi ci sono voluti quattro episodi prima di realizzarlo e di capire il perché della traduzione del nome delle Ancelle.

Le Ancelle sono le ultime donne fertili, rese schiave e stuprate dai Comandanti per procreare.

I Comandanti sono coloro che hanno il potere e che governano la società di Gilead.

Le Nondonne sono le donne sterili, e quindi inutili in questa società.

Le Mogli sono le mogli dei Comandanti, e come la maggior parte delle donne sono tutte sterili.

Le Marta sono le serve e le domestiche.

I Custodi sono l’equivalente maschile delle Marte, ad esempio sono autisti, e gli è proibito avere rapporti sessuali con le donne.

Gli Occhi sono membri dei servizi segreti e nessuno conosce chi sono,per questo non ci si può fidare di nessuno.

I Soldati sono, beh sono soldati.

I Traditori di Genere sono gli omossessuali.

Le Aunt (Zie) sono le guardiane e istruttrici delle Ancelle. Più che altro sono delle educatrici che usano la tortura e le menomazioni fisiche come incentivi e punizioni. Aunt Lydia è la zia protagonista del racconto, che a un primo impatto mi ha ricordato tantissimo la signorina Trinciabue di Matilda 6 Mitica, anche se per alcuni modi di fare ricorda molto anche la professoressa Umbridge di Harry Potter.

Fotografia e colori

La fotografia in The Handmaid’s Tale è spettacolare, soprattutto nei colori. L’azzurro del cielo è sparito, c’è un grigio-bianco che permea la luce in molte scene, rendendo tutto così asettico. Le donne sono divise in categorie, e a ognuna di loro è assegnato un colore. Le Ancelle vestono solo di rosso, portando le alette bianche. Le Mogli vestono solo di verde, tutti i capi del vestiario sono verdi. Le Marta e le Aunt vestono di marrone.

E proprio questi tre colori, insieme al bianco, compongono ogni scena.

 

 

Questa serie è forte, è angoscia, è verità. Fa paura da quanto certe cose sono reali o quanto lo potrebbero diventare. Ho dovuto guardare in più giorni questi episodi, perché un po’ come in Black Mirror ti prende il male allo stomaco e la voglia di vivere ti abbandona. Ma ne vale la pena.

Hail Fanacea!

Nolite te bastardes carborundorum, Bitches!

1 commento su “The Handmaid’s Tale: il fanaracconto dell’Ancella

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