Il ripescaggio: The Stanley Parable

the stanley parable

Per la rubrica “Il Ripescaggio”, continuiamo a viaggiare in un mondo di giochi non proprio recentissimi ma che con gli imminenti saldi Steam magari vi verrà voglia di acchiappare. Il gioco di oggi è The Stanley Parable, un’interessante avventura creata da Davey Wreden.

The Stanley Parable è un videogioco del quale risulta parecchio difficile parlare. I motivi sono molteplici: le meccaniche sono praticamente inesistenti, la storia merita di non essere spoilerata e l’umorismo, il tempismo e l’arguzia del narratore che ci accompagna nel nostro viaggio mal si adattano ad una trasposizione scritta. D’altronde, come diceva E.B. White, “Analizzare l’umorismo è come sezionare una rana: interessa a pochi e alla fine la rana muore”.

Non parlare di questo gioco per queste limitazioni, però, è una vera ingiustizia, dato che questa gemma meno conosciuta di quanto meriterebbe è un caposaldo della mia libreria Steam, uno degli acquisti che più mi ha lasciato soddisfatto.

This is the story of a man named Stanley

Questo è l’incipit del nostro narratore, che ci accompagnerà in tutto il nostro viaggio. La storia è semplice: Stanley lavora in un grande edificio pieno di uffici. Il suo lavoro consiste nel rispondere ai comandi che gli arrivano sullo schermo del pc e reagire pigiando i pulsanti giusti. Tutto piuttosto lineare, se non fosse che un giorno i comandi smettono di arrivare e Stanley uscendo dal suo ufficio trova che il resto della sua azienda è totalmente vuoto.

Quello che segue è un viaggio che ci porta ad esplorare i concetti stessi di scelta, libero arbitrio e la natura umana, il tutto accompagnati dalla voce narrante de il Narratore, che ci descrive ciò che ci accade, ci dà suggerimenti, si arrabbia con noi e diventa il contraltare al nostro silenzioso protagonista, che altro non è che un tipico “drone da ufficio” che decide di uscire dal suo ruolo.

Proprio la scelta, il decidere cosa fare (o cosa non fare) è il fulcro della filosofia attorno al quale ruota la parabola di Stanley. Seguire la strada che ci viene indicata ci porta rapidamente, nel giro di qualche minuto, alla conclusione del gioco… per poi riportarci al punto di partenza. Provare a disobbedire, cambiare, esplorare: questo è ciò che ci consentirà di vedere tutti e 19 i finali di questo piccolo capolavoro. Ogni finale punta in una direzione diversa. Non esiste uno scopo predefinito. Seguire gli ordini che ci sono dati non è necessariamente la cosa giusta da fare. Anzi, a dire il vero, il concetto stesso di “cosa giusta” è messo in discussione.

Non ci sorprende sapere che l’autore, Davey Wreden, stesse combattendo con i propri demoni mentre programmava la mod di Half Life 2 che rappresenta la prima versione del gioco. Per l’autore il gioco “The Stanley Parable” altro non era che un modo per rappresentare il risveglio di qualcuno da una vita monotona, tediosa e dolorosa con la realizzazione che c’è qualcosa che si può fare, che la scelta rimane in mano nostra. Non siamo obbligati ad alzarci da quella sedia nel cubicolo dove lavora Stanley, ma l’unico modo per godere appieno del gioco è fare questa scelta.

Ne va da sé che The Stanley Parable finisce per essere qualcosa di più, una metafora che attraversa vari aspetti della nostra vita. Dalla facoltà di scegliere a quanto queste scelte contino davvero, alla percezione stessa della realtà: la parabola di Stanley tocca tutte queste corde e molte di più. C’è un ricco umorismo che gode nel poter violare continuamente le aspettative del giocatore, ci sono le riflessioni profonde sul game design, ci sono segreti da scoprire ma tutto questo ci viene presentato come una enigmatica matassa che sta al giocatore dispiegare.

Alla fine anche il decidere di non giocare è una scelta che ci viene presentata, come dimostra l’achievement che ha fatto tornare in voga questo videogame negli ultimi giorni: l’achievement “Go Outside” prevede infatti di non giocare a The Stanley Parable per 5 anni, divenendo finalmente realizzabile senza trucchi il 16 ottobre 2018, il quinto anniversario della pubblicazione della versione standalone.

In definitiva The Stanley Parable può essere riassunto come un walking simulator con una forte componente umoristica ed un sottofondo che ci fa riflettere su tanti aspetti sia della nostra vita in generale che sulla nostra grande passione, i videogiochi.

È il prodotto di un lavoro appassionato, sorprendente e mai banale, che spesso vi farà sbellicare dalle risate e che ogni tanto invece vi farà riflettere. Un piccolo capolavoro unico nel suo genere, che merita di essere riscoperto.

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