AsianFiles: 5 film asiatici Wuxia da non perdere

film wuxia

Terzo appuntamento della rubrica sul cinema asiatico, dove vedremo cinque tra i migliori film del genere Wuxia.


Per chi non sapesse a cosa si riferisce il termine wuxia la spiegazione è molto semplice: si tratta di quei film in costume dove i personaggi e storie di potere si intrecciano tra spade e colpi di di kung fu, rievocando gloriosi periodi del passato.
Una cinquina di film, tutti cinesi, interpretati e diretti da alcune delle più grandi figure del panorama cinematografico cinese, sicuramente tra quelle che più apprezzo personalmente.
Procediamo con ordine:

1. Ashes Of Time
Partiamo col botto parlando di uno dei capolavori indiscussi del maestro Wong Kar-Wai, probabilmente il mio preferito della cinquina.
Ashes of Time è un film atipico nel suo genere poiché mette in primo piano i dialoghi e i rapporti tra i molti personaggi lasciando un ruolo marginale alle scene di combattimento, volutamente confuse, velocizzate, sfocate e fumose.
Wong Kar-Wai con questo film del 1994, dalla produzione lunga e travagliata (basti pensare che durante le riprese riesce a girare e distribuire un altro suo capolavoro: Hong Kong Express), riscrive il genere wuxia, forse snaturandolo per combattimenti poco acrobatici e stilisticamente sporchi, ma innalzando l’asticella non poco in quanto a regia e messa in scena.
La rilettura del wuxia da parte del regista riguarda soprattutto lo sviluppo degli eventi: i personaggi intrecciano le loro vite in un flusso continuo di azioni e reazioni, di cause ed effetto, di Yin e Yang che si mescolano tra loro in maniera sublime. Il tempo fa da filo conduttore tra tutti i protagonisti, li attraversa, scombinando la linearità degli eventi, le relazioni tra i personaggi sono accennate, onnipresenti ma mai spiegate del tutto.
Ovviamente come nelle migliori storie l’elemento cardine del racconto è l’amore, quello impossibile, sofferto,negato, travagliato e mai dimenticato.
Rimane unicamente la versione redux del film uscita nel 2008, una specie di director’s cut, tagliata, rimaneggiata e restaurata dallo stesso regista poiché la versione originale è andata inspiegabilmente e irrimediabilmente rovinata, perduta come cenere nel tempo.

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2. Hero
Torniamo a parlare di Zhang Yimou che nel 2002 dirige, a mio parere, uno fra i migliori wuxia degli ultimi 20 anni.
Molto criticato per la sua morale patriottica pro-cina, il film narra in maniera poetica degli eventi che porteranno, tramite unificazione di vari regni “sotto un unico cielo”, alla nascita di quella nazione che oggi conosciamo come Cina.
Film che si basa molto sui colori, iniziando con le tonalità del grigio della città, passando dal rosso della passione, ma anche blu, verde e giallo: i colori sono concretamente personaggi del film.
L’attenzione che il regista pone al particolare è maniacale: colori, corpi, costumi, volti e capelli sembrano essere curati ed inquadrati perfettamente dal regista che, con grande maestria, compone e realizza un quadro visivamente impeccabile.
Qui i combattimenti sono estremamente curati e portati ad un livello tale di coreografia da sembrate una danza, basti pensare al bellissimo combattimento/non combattimento sul pelo dell’acqua tra Senza Nome e Spada Spezzata o il magnifico duello nel bosco tra le due protagoniste femminili  in un turbinio di foglie e colori. Anche qui ci troviamo di fronte ad una storia ben raccontata e con dei protagonisti (Jet Li e Tony Leung pienamente in parte) carismatici e convincenti. A mio avviso superiore all’acclamatissimo La Tigre e il Dragone, uscito un paio d’anni prima.

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3. Swordsman II
Seguito di The Swordsman (1990), diretto da King Hu, nel 1992 esce The Swordsman II, conosciuto anche con il nome The legend of Swordsman, diretto da Ching Siu-tung ed interpretato, tra gli altri, da Jet Li e una sempre splendida Brigitte Lin.
Questo film, nonostante venga accusato di non avere una trama convincente, deve il suo successo alle scene di azione, tra le più coreografiche e assurde del cinema asiatico.
infatti già dai primi minuti vedremo gente volare tra gli alberi, torcinelli per aria, ninja lanciare giganti shuriken e poi salircisi sopra tipo nuvola speedy di Dragonball, insomma ogni scena di combattimento in questo film è pensata per stupire e impressionare lo spettatore.
Il personaggio fondamentale d questo film è l’antagonista, una delle figure più iconografiche del panorama kung di sempre, ovvero Dongfang Bubai, tradotto in East the invincible o Asia l’invincibile; una donna guerriera talmente forte che uno spillo o una goccia d’acqua,nelle se mani, possono diventare armi dannatamente letali.
Non è un capolavoro di regia o fotografia come i due precedenti film citati ma diverte, appassiona e piace prprio per la sua semplicità e tamarraggine!

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4. Once Upon a Time in China
Primo capitolo di una super-fortunatissima saga composta da 5 film, dal nome “vagamente” ispirato al capolavoro di Sergio Leone, questo film rappresenta a pieno lo stile cinematografico hongkonghese anni 90, che tanto lo ha reso famoso nel mondo.
Questo film è fondamentale per diversi aspetti, tra tutti il fatto che abbia consacrato definitivamente Tsui Hark come regista (ma anche Jet li deve molto del suo successo a questa pellicola), infatti dimostra di essere uno dei volti fondamentali dell’epoca d’oro del cinema di Hong Kong, capace di macinare film con una prolificità che ha dell’assurdo; il regista trova la definitiva consacrazione in questa maestosa epopea incentrata sull’eroe nazionale Wong Fei Hung, medico e grande maestro di arti marziali cui sono state dedicate centinaia di pellicole dal dopoguerra ad oggi.
Humor presente ma mai esagerato, critica socio-politica sull’occupazione britannica in Cina e combattimenti impeccabili, fanno di questo film (ma anche tutti i seguiti) un must-see imperdibile.

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5. La Tigre e il Dragone
Non potevo non inserire il film che ha aperto al grande pubblico occidentale le porte al cinema asiatico dell’era moderna.
Ang Lee nel 2000 con questo film, seppur non tra i miei preferiti, ha fatto quello che nessun cineasta cinese aveva fatto prima: Vincere 4 statuette agli oscar.
Regia curata, posata, mai sopra le righe; Fotografia impeccabile ed una storia ben scritta per il wuxia che più di tutti ha fatto da spartiacque tra vecchia e nuova concezione del genere in questione.
Per quanto il film mi trasmetta sempre una serenità e una pace interiore, vuoi per i maestosi paesaggi, i dialoghi quasi poetici e il personaggio granitico di Li Mu Bai (un Chow Yun‑Fat a livelli altissimi), a ogni visione mi da l’idea che più passa il tempo più il film invecchia male, forse per colpa degli effetti speciali troppo “primi 2000” (cof, cof… matrix reloaded, cof, cof…).
Resta il fatto che sia un gran film, un po’ troppo “occidentale” ma comunque un gran film, consigliatissimo se (INSPIEGABILMENTE) non l’aveste visto.

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Questa selezione è stata davvero combattuta, avrei potuto inserire una maaaaaaarea di altri film, solo con i classici degli Shaw Brothers e di Tshi Hark potrei fare una lista di 20-30 film ma, come ci tengo a precisare spesso, questi articoli vogliono essere dei consigli a chi si avvicina per la prima volta, o quasi, a cinema orientale e per questo motivo preferisco parlare di film più recenti e di più facile visione.

Alla prossima e HAIL FANACEA!

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