Ucronia: la storia con i se

Spesso parlando con amici nerd ci si trova a confrontarsi su passioni e interessi che riguardano gli ambiti più disparati, dal ragazzino che ha appena scoperto fumetti e cinema cult e divora qualunque opera, al quarantenne padre di famiglia che potrebbe parlare per ore dei carri armati della seconda guerra mondiale, passando per l’appassionato di videogiochi e programmazione che non la smetterà mai di ribadire quanto faccia schifo il Visual Basic.

Da amante della storia e della fantascienza è successo prima di imbattermi, poi di imparare ad amare, l’ucronia. Così discutendo con gli amici nerd di cui sopra è capitato che mi trovassi a dover spiegare cos’è l’ucronia.

Da definizione la questione è molto semplice, quasi banale: l’ucronia è la materia che si occupa dello studio della storia alternativa, ovvero la formulazione di ipotesi sui possibili sviluppi storici partendo da fatti reali. Una ucronia sarà quindi una storia teorica basata su un avvenimento dall’esito diverso rispetto alla nostra realtà.

Prima ancora di tradursi in un’opera, l’ucronia è innanzitutto un esercizio mentale, una pratica che permette di analizzare la realtà (storica o attuale), permettendo di sviluppare una visione critica. Infatti una buona ucronia, per quanto lontano possa finire rispetto alla nostra linea temporale, è costruita rendendo plausibile e credibile ogni passo che conduce al suo compimento. Per fare ciò è necessario una buona conoscenza non solo storica, ma anche politica e socio/economica del periodo preso in analisi, e spesso anche psicologica rispetto ai personaggi presi in considerazione. Dunque nel creare una ucronia che sia storicamente possibile si diventa quasi un uomo del tempo, il quale guarda al futuro provando a immaginarlo, con le sue paure o speranze.

La storica collana di fantascienza Urania si occupò in più di un’occasione di ucronia e affini.
La storica collana di fantascienza Urania si occupò in più di un’occasione di ucronia e affini.

Lasciato da parte per il momento l’aspetto più “accademico” della materia, rimane il fatto che la narrativa ucronica sia estremamente affascinante per chi vi si addentri, e non è nemmeno difficile capirne il motivo. Chi di noi non si è posto almeno una una volta la domanda “E se quella volta…?”, e magari poi si finisce per ripercorrere anni della  propria vita, e spesso non senza qualche rimpianto. Per questo stesso motivo ritengo emblematico il fatto che il genere letterario cronico sia esploso nel secondo dopoguerra con quello che diventerà uno dei suoi topos principe, ovvero il secondo conflitto mondiale. Probabilmente era solo un sintomo di un trauma collettivo molto più esteso, come se l’umanità intera si stesse chiedendo “E se non ci fosse stata la guerra? Avremmo potuto evitarla? Sarebbe andata meglio? E se invece fosse andata peggio, molto peggio?”. Si tratta chiaramente di moti inconsci, ma sicuramente questo sentimento diffuso, ha contribuito a generare un nuovo filone letterario, similmente a quanto successo in precedenza con il romanticismo o il decadentismo. Va precisato che rispetto a  questi illustri predecessori, il genere dell’ucronia è stato di portata assolutamente inferiore in termini di diffusione, forse per presenza di nuovi e più pervasivi mezzi di comunicazione (radio e poi televisione). Altro fattore che ha contribuito a mantenerlo un genere piuttosto in ombra è il fatto di essere abbastanza spurio, con dei punti di contatto con vari altri filoni letterari, e per molto tempo accorpato indiscriminatamente alla fantascienza, da cui l’uso generico della definizione “fantascienza ucronica”. Già di per se questa denominazione la mette in una posizione subordinata e “di nicchia” all’interno di un genere che per anni è stato considerato a sua volta (a torto) di scarso spessore.

Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza sui filoni principali della letteratura ucronica.

DISCLAIMER: la classificazione è basata sulla mia personale conoscenza del genere, e se ne potrebbero creare altre mille basate su criteri diversi. Da parte mia ho cercato di creare delle macrocategorie, che fossero abbastanza differenziate, ma comunque condivisibili e comprensive di tutte le varie sfumature dell’ucronia. Ok, cominciamo!

Ucronia pura

E se la rivoluzione americana fosse fallita?
E se la rivoluzione americana fosse fallita?

La versione vanilla, nulla di più semplice (si fa per dire). Come detto in precedenza, si sceglie un evento storico, o comunque uno sviluppo importante per la storiografia, e lo si stravolge cambiandone i risultati.

Partendo da questo punto di divergenza (in inglese POD, point of divergence) si sviluppa quello che sarà il mondo all’interno di cui si andrà ad inserire la narrazione. L’ucronia pura inoltre ha la caratteristica di essere (o comunque tentare di essere) il più possibile storicamente attendibile, quindi anche se il risultato finale potrà risultare estremamente fantasioso e distante dalla realtà dei fatti vi si ritroverà comunque una buona dovizia nella costruzione delle cause e dei processi che hanno portato ad avverarsi una certa visione storica dell’autore; per questo motivo è più assimilabile,  in molti casi, al romanzo storico che alla fantascienza classica.

Il primo esempio di ucronia pura risale al 1836 con il romanzo Napoléon et la Conquête du Monde, 1812-1832. Altri classici del genere sono La Svastica sul Sole, Fatherland, L’Uchronie (L’Utopie dans l’Histoire), e le raccolte Se la Storia Fosse Andata Diversamente e Ucronie per il Terzo Millennio. Data la cura riposta nella ricostruzione politico-militare, spesso il genere sconfina nella fantapolitica, ad esempio sono ucronie alcuni romanzi di Tom Clancy come Uragano rosso e Quota Periscopio, i quali nonostante fossero attuali (e spesso dannatamente plausibili) al momento della loro pubblicazioni, col tempo sono diventati delle storie alternative. Una curiosità: anche i futuristi italiani si interessarono all’ucronia, e nel 1929 un collettivo capitanato da Filippo Tommaso Marinetti denominato “il Gruppo dei Dieci” si addentrò nel genere con il romanzo Lo Zar Non è Morto.

Ucronia utopica / distopica

Uno dei topos distopici è l’ubiquo apparato di controllo e repressione.
Uno dei topos distopici è l’ubiquo apparato di controllo e repressione.

In questa categoria duplice troviamo tutte quelle opere in cui l’alterazione storica non costituisce l’elemento centrale della narrazione (o comunque un’elemento di particolare rilievo). Al contrario la divergenza della linea temporale è usata come mezzo per arrivare alla realizzazione all’interno dell’opera di un mondo perfetto ed ideale o comunque migliore del nostro (utopia), oppure viceversa di un mondo spaventoso ed estremamente peggiore di quello in cui viviamo (distopia), senza però che questo ci appaia troppo distante o improbabile rispetto al nostro.  Quasi sempre questa tipologia di opere ha una palese funzione di critica politico-sociale, usando a tal fine delle rappresentazioni grottesche o metaforiche di quelle che sono le strutture sociali e istituzionali osservate dall’autore. Va notato che il tema distopico è estremamente più popolare rispetto all’utopia (anche all’esterno del genere ucronico) e questo probabilmente proprio per la versatilità della sua funzione di critica. Attenzione però non tutte le utopie/distopie sono ucronie, molte opere del genere vengono ambientate dall’autore in un vago futuro più o meno prossimo, fornendo solo generiche spiegazioni su come tale società si sia sviluppata, queste non sono ucronie, in quanto manca la parte di storicizzazione delle vicende narrate. Nel filone dell’ucronia distopica troviamo un classico come 1984, insieme a molte altre letture interessanti tra cui consiglio Il Padrone del Mondo e Qui Non è Possibile.

Fantascienza ucronica

Nazis in space!
Nazis in space!

 Quest’ultima categoria è quella meno delineata da un punto di vista stilistico, data la grande varietà di situazioni e sottogeneri che si possono creare grazie all’aggiunta di elementi fantascientifici. Alcuni dei temi ricorrenti del genere sono: viaggi temporali e macchine del tempo con cui viene alterata la storia, mondi e dimensioni parallele, tecnologie che vengono sviluppate in anticipo rispetto alla nostra linea temporale, viaggi spaziali e colonizzazione del sistema solare, strumenti bellici fantasiosi  che rovesciano le sorti dei conflitti, ecc… Inoltre alcuni sottogeneri particolari della fantascienza sono di fatto ucronici, gli esempi più celebri sono lo steampunk e l’atompunk (ma ne esistono molti altri), i quali hanno la peculiarità di fare riferimento ad un periodo storico ben preciso, nel quale vengono  inseriti alcuni elementi moderni rivisti e adattati al periodo narrato. A chi è interessato consiglio uno dei capostipiti dello steampunk, ovvero La Macchina della Realtà, nel quale si racconta dell’invenzione della “macchina analitica” da parte di Charles Babbage (da lui in realtà solo immaginata e parzialmente progettata), la quale da inizio alla rivoluzione informatica in epoca vittoriana. Tra i classici della fantascienza ucronica (anche se in senso lato stavolta) troviamo La Fine dell’Eternità di Asimov, in questo romanzo si narra di una elite di potenti che inventa la macchina del tempo, per poi utilizzarla per modificare la storia in modo da “perfezionare” la specie umana. Gli ultimi due consigli che vi do per questo genere sono la graphic novel Watchmen (magari l’avete sentita nominare), e l’italiano Havana Glam, un romanzo che mischia viaggi nel tempo, David Bowie e rivoluzione cubana in una ucronia divertente ma comunque ben congegnata.

L’ucronia al cinema e in tv

Sugli schermi l’ucronia è stata meno approfondita come genere narrativo, ma troviamo comunque degli esponenti, alcuni dei quali sono adattamenti per il cinema o la tv tratti dalla letteratura. A proposito di trasposizioni cinematografiche vanno sicuramente citati i ben tre adattamenti di 1984 di Orwell (il primo, televisivo, del 1954, gli altri due, per il grande schermo, rispettivamente del 1956 e 1984), come anche Fatherland, prodotto dall’emittente via cavo HBO nel ’94, e il recente Watchman.

the-day-afterUno degli spunti più prolifici per le pellicole ucroniche è stata sicuramente la guerra fredda, la quale, nelle fantasie degli autori, diventa un vero conflitto combattuto su larga scala. Possiamo individuare grossomodo due momenti storici in cui l’argomento è stato affrontato con maggior urgenza, questi due periodi coincidono con i momenti politicamente più tesi della guerra fredda: il primo comprende gli anni ’50 e la prima metà dei ’60, mentre il secondo corrisponde agli anni ’80. Alla prima categoria appartengono titoli tutto sommato minori come Invasione USA (1952), L’ultima Spiaggia (1959) e This Is Not a Test (1962); nella seconda troviamo invece titoli di spessore artistico maggiore come The Day After – Il Giorno Dopo (1983) e anche titoli non statunitensi, come il britannico Ipotesi Spravvivenza (1984) e il sovietico Quell’Ultimo Giorno – Lettere di un Uomo Morto (1986). E’ inoltre possibile ravvisare una marcata differenza nella visione politica sottesa alle due ondate di film: nella prima è spesso palese l’influenza del terrore rosso, all’epoca dilagante negli States, con tutto il suo corollario di velato maccartismo e patriottismo anti-comunista; nella seconda ondata invece la visione diviene più disillusa (ovvero la certezza che una guerra avrebbe avrebbe significato l’annichilamento totale) e la morale non è più così manichea, non ci sono buoni e cattivi tanto che spesso non è chiaro chi abbia iniziato la guerra. Per dovere di cronaca cito anche quel pezzo di propaganda reaganiana che è Alba Rossa (1984).

Messo da parte il confronto tra occidente e blocco sovietico, ecco un breve elenco di altre pellicole ucroniche: It Happened Here (invasione nazista della Gran Bretagna), C.S.A.: The Confederate States of America (vittoria confederata nella guerra civile americana), Timequest (un viaggiatore temporale impedisce l’omicidio di JFK e del fratello Bobby), Sky Captain and the World of Tomorrow (un 1939 alternativo in cui lo sviluppo di tecnologie aeronautiche è molto più evoluto, rientra nel filone del dieselpunk), 2009 Memorie Perdute (il Giappone non aderisce al Patto Tripartito e rimane fuori dalla seconda guerra mondiale).

Per quanto riguarda le serie tv, l’unico esponente degno di nota è la notevole trasposizione del romanzo The Man in the High Castle (conosciuto in Italia come La Svastica sul Sole, già citato in precedenza). Nonostante questa carenza, l’espediente narrativo dell’ucronia è stato usato in modo secondario in molte serie fantascientifiche. Due esempi di questa pratica sono Fringe e Star Trek. In Fringe troviamo una dimensione parallela in cui Reagan non è mai diventato presidente, al suo posto è stato eletto Walter Bishop, l’inventore di una scudo laser orbitale con cui gli Stati Uniti hanno neutralizzato la minaccia atomica sovietica vincendo la guerra fredda di conseguenza. Nella serie classica di Star Trek esiste un filone di episodi in cui vengono esplorati pianeti simili alla Terra, ma alternativi ad essa, ad esempio la puntata Nell’arena coi Gladiatori, presenta un pianeta simil-terrestre dominato da una sorta di impero romano globale, ma con tecnologie del 20° secolo. Questo per dire che anche quando non affrontata in maniera diretta, l’ucronia rimane comunque uno spunto narrativo valido e affascinante.

L’ucronia nei videogiochi

Passiamo ora al medium narrativo più recente, ovvero i videogiochi. Nella storia videoludica, è possibile ritrovare alcune serie ucroniche, le quali per quanto poco numerose, sono diventate in alcuni casi delle pietre miliari nel loro genere. 

redalert3Partendo dalle più famose vanno sicuramente citate la serie strategica Command and Conquer: Red Alert. Si tratta di un ottimo RTS, spin-off della già famosa saga Command and Conquer, nel quale verrete calati in un mondo in cui grazie ad una macchina del tempo, gli Stati Uniti impediscono l’ascesa al potere di Hitler, questo però comporta una destabilizzazione dell’oriente, che vede l’ascesa di una superpotenza sovietica molto più aggressiva e ancor più militarista che nella nostra realtà.

Altra serie dal successo clamoroso è sicuramente l’action-RPG Fallout, ambientato più di un secolo dopo una sconvolgente escalation bellica, e conseguente guerra nucleare, avvenuta nel 20° secolo tra Stati Uniti e una coalizione comunista a guida cinese.

Agli amanti degli FPS old-school consiglio invece Wolfenstein The New Order, ultimo capitolo della storica serie. Con quest’ultima interazione la saga si butta interamente nella fantascienza ucronica, presentando un pianeta dominato da nazisti ultra-tecnologici, questo grazie ad una scoperta quasi mistica avvenuta durante il secondo conflitto mondiale, che ha permesso loro di spezzare ogni resistenza degli Alleati.

Concludo citando qualche altro titolo, sicuramente non dei capolavori, ma certamente interessanti: Turning Point: Fall Of Liberty, ucronia pura basata su una invasione da parte dei nazisti della east coast americana, purtroppo nonostante la trama e il background siano ben scritti e godibili il gameplay si limita ai canoni classici degli sparatutto in soggettiva senza mai brillare veramente; Resistance: Fall Of Men, trilogia di sparatutto molto piacevoli, ambientati durante una fittizia seconda guerra mondiale, combattuta non contro le potenze dell’Asse, ma contro una specie aliena; World in Conflict, ottimo strategico in tempo reale in cui dovremo controllare le forze NATO contro il Patto di Varsavia in una guerra divenuta calda sul finire degli anni ’80 (esiste anche un’espansione chiamata Soviet Assault in cui, come intuibile, si può comandare l’Armata Rossa).

Concludendo, spero che questo excursus nell’ucronia sia stato interessante, e, se ancora non conoscevate il genere, spero di avervi instillato la curiosità per qualcosa di nuovo e affascinante. D’altronde è anche questo che ci rende nerd. 😉

Se volete approfondire l’argomento vi consiglio i seguenti link:

Liste di opere ucroniche:

https://carlomenzinger.wordpress.com/2012/11/25/1098/
https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Sidewise_per_la_storia_alternativa

Portali che raccolgono ucronie:

https://www.fmboschetto.it/Utopiaucronia/lista_ucronie.htm
https://www.youtube.com/user/AlternateHistoryHub
https://it.althistory.wikia.com/wiki/Lista_delle_storie_alternative

Altre fonti:

www.sf-encyclopedia.com/entry/alternate_history

HAIL FANACEA!

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