What Remains of Edith Finch: ricordi di famiglia

what remains of edith finch recensione

Non mi capita quasi mai di comprare un gioco nuovo a scatola chiusa, ma l’altro giorno scrollando Facebook in un momento di noia mi sono imbattuta in un paio di screenshot di cui mi sono innamorata all’istante.

Così, appena 8 ore dopo la pubblicazione su Steam, mi son ritrovata in libreria What Remains of Edith Finch, e con la meravigliosa complicità del maltempo il 25 aprile (sì, il cielo grigio si qualifica come maltempo, pioggia o meno) mi sono lanciata alla scoperta della storia di Edith.

what remains of edith finch intro

Non son passati nemmeno 5 minuti dall’avvio e già mi sento completamente dentro al gioco. Il bosco in cui mi trovo è così ben fatto che mi aspetto di sentire l’odore degli alberi da un momento all’altro.

Per esperienza indiretta le storie che iniziano con una casa abbandonata in un bosco, piena di stanze sigillate e con continui riferimenti a gente morta, non finiscono mai bene. Mancava solo che comparisse una pistola, ed ero a posto con gli incubi per la notte. Mi faccio coraggio ed entro.

“Anzi no Maria, io esco”

La prima cosa che salta all’occhio sono le condizioni della casa.

Se da fuori appariva in stato di decadenza (dopotutto è rimasta disabitata per sette anni), all’interno è come se il tempo si fosse fermato. Tutto è pulito e in perfetto disordine (il disordine di qualcuno che ci vive, di persone che erano lì appena un paio di minuti prima), e ciò mi calma all’istante. Certo, se devo fare una brutta fine la faccio lo stesso, ma il fatto che l’ambiente circostante non sia lì a ricordarmelo in continuazione aiuta.

E poi c’è un fatto non indifferente da tenere in considerazione: l’interno di questa casa è bellissimo e di colpo non voglio più uscire. Voglio esplorare stanze, aprire cassetti, sbirciare tra le librerie (ci sono libri ovunque, mio dio!).

casa edith finch

Tre ore più tardi il mio umore è totalmente conforme al meteo. What Remains of Edith Finch non si è rivelato l’horror che ho temuto che fosse durante i primi minuti di gioco: è solo la storia della famiglia di Edith, i Finch, o meglio, la storia di che fine hanno fatto.

È una storia sulla morte, ma è anche un modo incredibile per mostrare in quanti modi è possibile raccontare una storia.

What remains of Edith Finch si colloca tra i titoli che in mancanza di terminologia adeguata (mi rifiuto di chiamarli waling simulator) definisco “film interattivi” più che “giochi”, ma offre un punto di vista abbastanza inedito per il genere, facendoti vivere direttamente gli ultimi istanti di vita di tutti i tuoi parenti, attraverso dei flashback in prima persona che Edith richiama passando di stanza in stanza grazie a lettere, fotografie, diari.

La morte viene narrata attraverso varie tecniche e si mostra in tutte le sue sfumature, da improvvisa ad attesa, da violenta a “noiosa”, come nel caso del piccolo Gregory, che è di una tristezza quasi dolce. Forse è proprio il fatto che sia quasi banale a renderla così: il classico incidente che si poteva evitare, ma che tu impotente hai solo potuto veder succedere attraverso i suoi occhi.

Il gioco nel complesso pecca un po’ dal punto di vista del coinvolgimento, soprattutto per quanto riguarda l’esplorazione. Ricordate cosa avevo detto all’inizio a proposito di scaffali e cassetti?

Ebbene, lasciate perdere. L’interazione con l’ambiente è ridotta al minimo storico, nella maggior parte dei casi si riduce a capire come entrare in una stanza (la madre di Edith ha fatto sigillare tutte le porte) e ad innescare il flashback. Capisco che il fulcro del gioco siano le storie e non altro, ma quanto è plausibile che una ragazzina diciassettenne che cerca di svelare i misteri inerenti alla propria famiglia non rovisti neanche un po’?

Mi sarebbe piaciuto aprire quei cassetti. Spostare qualche libro, sfogliare qualche album. Mi sarebbe piaciuto e mi avrebbe aiutato a empatizzare di più con i vari personaggi.

Nonostante ciò, gli splendidi scenari e alcuni momenti di altissimo livello narrativo (la morte di Lewis, fratello maggiore di Edith, è tanto deprimente quanto poetica) mi hanno fatto passare tre ore piacevolissime.

What Remains of Edith Finch è disponibile su Steam, PS4 e Xbox One.

Hail Fanacea!

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