Willy’s Wonderland: l’intrattenimento ignorante che ti sorprende

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Willy’s Wonderland è il film che risponde alla domanda: cosa fa Nicolas Cage quando si annoia? Produce un film in cui non deve neanche fare lo sforzo di imparare le battute.

La storia è correttamente riassunta nel trailer: a Nick si rompe l’auto mentre è di passaggio in un paesino sperduto nel sud degli Usa, la cui caratteristica è quella di avere un nutrito numero di “persone misteriosamente scomparse”. Per poter pagare le riparazioni deve passare la notte a ripulire una sorta di locale per feste di bambini, in cui scoprirà ci sono degli animatronici assassini che prendono vita con il calare delle tenebre.

Non occorre utilizzare molte parole per descrivere questo film. A partire dai titoli di testa ci si rende subito conto di essere di fronte ad una produzione modesta, tuttavia i vari elementi sono (consapevolmente o per caso, non ci è dato saperlo) mescolati e dosati in modo da far scorrere la visione senza grossi singhiozzi.

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I teletubbies degli orrori

Per molti aspetti Willy’s Wonderland è un grottesco connubio tra momenti di demenzialità ed orrore che si alternano nella classica cornice fornita in questo genere di intrattenimento. A partire dagli animatronici che sembrano cose scartate dalla fattoria di Lester ne In viaggio con Pippo, o alle scene d’azione in cui convivono momenti di pura violenza alla fatality di Mortal Kombat con squallidi scazzottamenti da puntata dei Power Rangers. I protagonisti sono i perfetti stereotipi dei personaggi che ci si aspetta in queste situazioni: c’è la tipa cazzuta che ha capito tutto ma che nessuno ascolta, lo sceriffo che sembra buono ma è uno stronzo, e gli adolescenti che pensano solo a infrattarsi. Punti bonus al meccanico che non accetta contanti, ha il bancomat rotto e chiede una follia per un intervento di normale amministrazione, una pennellata di realtà che fa capire come tutto il mondo è paese.

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Attenzione a non commettere l’errore di pensare che con delle premesse simili il risultato sia una ciofeca inguardabile. Sorprendentemente il ritmo è buono, i dialoghi fanno scorrere le scene in cui non si scazzottano, nonostante siano composti solo da frasi fatte, e la colonna sonora è alquanto efficace e coinvolgente. La cosa più incredibile resta il personaggio di Nicolas Cage, che riesce a tenere in piedi tutta la baracca sono con le sue smorfie, senza proferire una sola parola in tutto il film: Di Caprio in Revenant può accompagnare solo. Un personaggio che si intromette di prepotenza nell’olimpo dei badass dei film d’azione. Non gli occorrono motoseghe o armi da fuoco per fronteggiare esseri demoniaci, gli sono sufficienti una scopa e i prodotti per la pulizia della casa, in una perfetta fusione tra Ash Williams e Giovanni Muciaccia. Una metafora sull’importanza dell’igiene quanto mai sentita, in quest’epoca segnata dal Covid.

Willy’s Wonderland è un film che non mente e da allo spettatore quello che promette, niente di più e niente di meno. Se volete vedere una versione de La Casa interpretata da un Nicolas Cage 57enne che fa la parte di un Conan il Barbaro all’ennesima potenza, questo film fa per voi.

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